Borghini e Cossa: “Servono nuove coperture assicurative per proteggere gli operatori turistici”

michele cossa

L’ordinanza n. 17136/2026 della Corte di Cassazione riporta al centro dell’attenzione il tema dei rimborsi nei viaggi organizzati e apre una riflessione sulle tutele assicurative a disposizione degli operatori turistici. Secondo Borghini e Cossa, broker assicurativo specializzato nel settore, il mercato è chiamato a sviluppare strumenti più adeguati ai nuovi equilibri della filiera turistica.

La pronuncia della Suprema Corte richiama infatti un principio già emerso in precedenti decisioni nazionali ed europee: quando il viaggiatore è impossibilitato a partire per motivi gravi, imprevedibili e non imputabili alla propria volontà, tali da compromettere la finalità stessa del viaggio, può chiedere la risoluzione del contratto con la restituzione delle somme versate, senza l’applicazione di penali.

Secondo Michele Cossa, socio e amministratore delegato di Borghini e Cossa, il tema non rappresenta una novità assoluta per il settore, ma impone una riflessione sull’evoluzione delle coperture assicurative. Il manager evidenzia come il comparto debba confrontarsi con uno scenario in cui le conseguenze economiche di alcune cancellazioni potrebbero non ricadere più sul viaggiatore, rendendo necessario un dialogo tra broker, compagnie assicurative e operatori turistici per individuare soluzioni più moderne e coerenti con il contesto attuale.

Cossa sottolinea inoltre che la decisione della Cassazione non rende superflue le polizze annullamento. Non tutti i casi di rinuncia al viaggio, infatti, possono essere assimilati a una sopravvenuta impossibilità di utilizzo del pacchetto turistico. Quando la cancellazione deriva da una scelta volontaria del cliente o da circostanze che non compromettono in modo sostanziale la finalità del viaggio, continuano a trovare applicazione le normali penali di recesso previste dal contratto.

Il broker ricorda anche che il Codice del Turismo impone agli organizzatori l’obbligo di informare i clienti sulla possibilità di sottoscrivere coperture assicurative per le spese di annullamento. In presenza di situazioni controverse, dove non è immediatamente chiaro se si tratti di una semplice rinuncia o di una reale impossibilità sopravvenuta, la presenza di una polizza può contribuire a una gestione più rapida delle controversie, limitando il ricorso al contenzioso giudiziario.

L’aspetto più delicato riguarda però l’equilibrio economico della filiera. Se da un lato l’operatore turistico potrebbe non essere legittimato ad applicare penali al viaggiatore, dall’altro continua spesso a sostenere costi e penali imposti dai propri fornitori. Una situazione che, secondo Borghini e Cossa, rischia di creare uno squilibrio finanziario per tour operator e agenzie di viaggio.

Per questo motivo, conclude Cossa, il settore assicurativo è chiamato a svolgere un ruolo sempre più strategico, sviluppando strumenti in grado di accompagnare l’evoluzione normativa e di garantire una maggiore tutela agli operatori turistici lungo tutta la catena del valore.

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