L’avvento dell’Intelligenza Artificiale ha di certo scosso le vite di tutti. Dai video degli anziani che si gettano in mare al suono di “Skibidiboppi” alle versioni di latino completamente tradotte sugli smartphone. Naturalmente come ogni nuova tecnologia ha dei pro e dei contro, e noi non abbiamo alcuna intenzione di giudicare.
L’utilizzo delle maggiori AI è ormai all’ordine del giorno di chiunque. Molti le utilizzano come dei motori di ricerca. Alla fine non fanno altro che chiedere il meteo, chi ha fatto cosa, cosa è accaduto in una determinata data, ecc. Cose molto distanti dal machine learning, data analysis e compagnia cantante per cui potrebbero essere utilizzate.
Questa funzione da motore di ricerca ha colpito veramente qualsiasi tipologia di interesse, da quello culinario alla creazione di itinerari e viaggi. Una volta si andava nelle apposite agenzie, oggi si chiede all’AI. Viene spontaneo chiedersi: ma è un bene o un male?
L’AI: cos’è?
Anche se non è un argomento semplice o immediato, è utile chiarire cosa si intende per Intelligenza Artificiale. Più che “pensare” nel senso umano del termine, un sistema di IA elabora probabilità, parametri e correlazioni sulla base dei dati che ha appreso.
In ambienti digitali strutturati, come nel caso di Plinko+ al casino online in italia, il funzionamento si basa su logiche matematiche e algoritmi ben definiti che determinano esiti variabili all’interno di un sistema regolato. Allo stesso modo, l’IA applicata ai viaggi non inventa percorsi dal nulla: combina informazioni, preferenze e dati statistici per produrre un risultato coerente con gli input ricevuti.
La differenza non è tra casualità e controllo, ma tra parametri inseriti e qualità dell’elaborazione.
Si potrebbe dire che un’Intelligenza Artificiale è un software che permette ai computer di pensare. Ha il compito di analizzare dati e di sviluppare una sorta di ragionamento. A differenza di ciò che si crede, un IA non ha un bagaglio di conoscenze in cui cerca una risposta, ma sviluppa un vero e proprio pensiero in base a quello che ha appreso.
I programmatori lavorano in modo che sia l’IA ad elaborare una risposta seguendo un vero e proprio modo di pensare. Dunque, quando si tratta di progettare qualcosa o fare dei calcoli si attiva ed elabora un risultato. Solo in alcuni casi, e non tutte le IA, utilizzano internet per dare delle risposte.

Il suo utilizzo nel mondo dei viaggi
Negli ultimi tempi, l’IA viene impiegata in modo massiccio per sviluppare itinerari e programmi di viaggio. Una moda contagiosa, dato che sui maggiori siti web ci sono consigli su come fare, IA da consultare, guide, ecc. Stanno addirittura nascendo intelligenze artificiali specifiche in questo settore.
Si ritorna, quindi, alla dolorosa domanda: le IA ci ruberanno il lavoro? Se si guardano solo alcuni dati, come l’elevata proposta, si potrebbe pensare di sì, ma i mercati sono fatti anche di domanda, la quale non sembra così elevata, anzi. E se si vuole anche essere un po ‘cattivelli bisognerebbe dire che sì, l’IA ruberà il lavoro ma non alle agenzie di viaggio ma ai travel influencer.
Consigli di viaggio di chi non ha esperienza
Al momento, il mondo dei viaggi è sommerso dai travel influencer. Si tratta di persone che postano con regolarità contenuti su instagram, che viaggiano e raccontano le destinazioni in cui approdano. Solitamente si lanciano in un’infinità di così di viaggio, luoghi da visitare, attrazioni da fare.
La maggior parte del loro lavoro si basa su conoscenze comuni e/o non professionali. L’IA sta facendo esattamente la stessa medesima cosa. L’intelligenza artificiale grazie alla sua potenza di calcolo e di analizzare i dati è certo capace di sviluppare un programma di viaggio, anzi milioni, ma la qualità?
Le care agenzia di viaggio
Il motivo per cui ancora esistono le agenzie di viaggio, e ne nascono sempre di nuovo, è perché non si tratta solo di fare impresa, ma di una vera e propria professione. Dietro ogni scelta, tralasciando la competenza o la bravura di ciascuna agenzia, c’è un motivo. Non solo economico.
Dall’assicurazione alla cooperazione con altre agenzie o tour operator. Soprattutto non sarà in grado di elaborare strategie mirate a combattere l’over tourism, come ad esempio consigliare mete minori. Tutto per il benessere del cliente. Che sia IA o Travel Influencer dunque il problema è il medesimo. Chi è disposto a pagare per un viaggio di cui non si ha la certezza dell’arrivo, del programma, delle attività?

