MSC Opera, foto di VollwertBIT su wikipedia

Il caso di un turista austriaco trovato positivo al test per il covid-19 in Austria, avvenuto alcuni giorni dopo essere sceso da MSC Opera lo scorso 28 febbraio, ha portato, nella giornata del 4 marzo scorso, alla richiesta di non abbandonare la nave per alcune ore ai 1579 passeggeri e ai 723 membri dell’equipaggio. Questo per effettuare dei controlli, un breve intoppo prima di dare il via libera alla prosecuzione del viaggio verso Corfù, quarta tappa dela crociera dopo Heraklion, Rodi e il Pireo.

Ad annunciare la misura precauzionale è stato il capitano della nave, Pietro Esposito, con un messaggio recapitato in cabina in cui ha spiegato di essere stato contattato dalle autorità sanitarie austriache per la positività al coronavirus di un passeggero della settimana precedente, sbarcato a Genova e da lì tornato a casa. Il capitano ha precisato quindi che il passeggero non è più sulla nave e che non ci sono segnalazioni che possano suggerire un’infezione a bordo (anche per evitare facili accostamenti con la Diamond Princess). Secondo il Mirror i passeggeri sono stati richiamati in tutta fretta nel pomeriggio del 4 marzo, mentre molti erano in escursione all’Acropoli di Atene, per un non meglio precisato problema di sicurezza. Spiega MSC in una nota: “Nel porto del Pireo le autorità, dopo aver effettuato controlli sulla nave, hanno dato il via libera a salpare verso Corfù. Durante questi controlli, che hanno riguardato la verifica generale delle informazioni mediche di bordo, i passeggeri e l’equipaggio sono rimasti a bordo della nave per circa 3 ore. Attraverso questi controlli le autorità hanno voluto valutare l’eventualità (poi non ritenuta necessaria) di ulteriori misure sanitarie in seguito alle segnalazioni secondo cui un cittadino austriaco risultato positivo in Austria al test del coronavirus COVID-19 era stato, fino a sei giorni prima, a bordo della nave da crociera”.

Il messaggio del capitano di MSC Opera. Fonte: Mirror UK, foto Mike Knotts

In attesa dell’autorizzazione a partire, ai passeggeri è stato richiesto di rimanere a bordo: non possiamo però parlare di quarantena o isolamento, come hanno titolato alcuni giornali britannici: la nave è stata ferma solo 3 ore e ha poi proseguito regolarmente il suo itinerario verso Corfù. Nella nota stampa MSC conferma che “in nessun momento passeggeri ed equipaggio sono stati messi in isolamento e tutti sono sempre stati liberi di utilizzare a loro piacimento tutte le strutture e i ristoranti della nave fin dalla partenza di ieri dal Pireo, in Grecia”.

La nave è poi arrivata regolarmente a Corfù. I funzionari della sanità marittima di Corfù, come da comune prassi, sono saliti a bordo della nave prima dell’ormeggio per esaminare i registri sanitari completi di bordo e – come accaduto il giorno prima al Pireo – non hanno ritenuto necessarie ulteriori misure sanitarie oltre ai controlli preventivi già esistenti.

Non è il primo imprevisto che ha costellato l’itinerario di MSC Opera: per via dei divieti di sbarco a Cipro e in Turchia erano già stati fatti due cambi di itinerario: la tappa di Corfù è infatti sostitutiva di quella di Limassol.

L’intoppo di MSC Opera, che si aggiunge tra i fatti di cronaca al rifiuto di sbarco di MSC Meraviglia la scorsa settimana in Jamaica e isole Cayman, porta inevitabilmente l’attenzione sul’opportunità di come far proseguire alcuni itinerari di crociere mentre è in corso l’emergenza coronavirus in Italia e in diverse altre parti del mondo. In questo momento nel nostro paese sono state chiuse le scuole nonché bloccati tutti gli eventi e i congressi per evitare assembramenti di persone, mentre a bordo delle navi, pur con tutte le precauzioni del caso, diverse centinaia di passeggeri entrano in contatto tra loro senza problemi per poi partire in escursione in diverse città italiane. Tra le precauzioni prese da MSC ci sono quella di garantire escursioni lontano dalle zone dei focolai e anche quella di non consentire l’accesso a bordo di persone che hanno transitato nei comuni italiani della zona rossa, in Cina Continentale, Hong Kong e Macao. C’è però da dire che se nel futuri altri Paesi considereranno off limits tutta l’Italia e non consentiranno gli sbarchi dalle navi è quanto meno probabile che questa politica andrà nuovamente rivista in senso più stringente.

Condividi: