“Cuore d’albergo”, il libro di BWH Hotels che racconta i protagonisti dell’ospitalità italiana

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BWH Hotels firma in Italia il suo primo progetto editoriale con “Cuore d’Albergo. Storie di Donne e Uomini. Racconti d’Impresa e d’Italia”, un volume che raccoglie dieci storie di albergatori italiani e ne restituisce il percorso umano e imprenditoriale. Il libro, disponibile su Amazon, attraversa oltre un secolo di storia, intrecciando vicende personali e trasformazioni del Paese, con un focus preciso: raccontare chi ha costruito l’ospitalità italiana, più che i risultati economici del settore.

L’opera nasce con l’obiettivo di valorizzare la dimensione familiare dell’hotellerie, mettendo in luce il ruolo delle persone, delle generazioni e delle scelte che hanno segnato il destino delle imprese. Le storie sono state raccolte da Simona Teodori, che ha incontrato direttamente i protagonisti, affiancata nel coordinamento editoriale da Rosa Giglio e Daniele Viganò. La presentazione è avvenuta la scorsa settimana presso la libreria Hoepli, eredeità anch’essa di una lunga storia familiare che sta avendo in questi giorni il suo epilogo.

Al centro del racconto ci sono le famiglie, spesso protagoniste di percorsi lunghi decenni, in cui l’impresa si intreccia con la biografia personale. È il caso della famiglia Ratti, le cui origini risalgono ai primi del Novecento, quando Carmelita Ratti avviò a Milano un negozio di tessuti, “La Babilonia”. Da quell’intuizione imprenditoriale, maturata in un contesto economico e sociale molto diverso da quello attuale, si è sviluppato nel tempo un percorso che ha portato alla costruzione di una realtà alberghiera, cresciuta attraverso passaggi generazionali e adattamenti continui.

Diverso, ma altrettanto significativo, è il percorso di Pio Cancro. A soli ventisei anni si trova a perdere tutto e a dover ricominciare. La scelta cade su una struttura fatiscente a Massafra, trasformata nel 2023 in un hotel affiliato a BWH. Una storia recente, che racconta il tema della resilienza in chiave contemporanea e la capacità di vedere opportunità anche in contesti complessi.

Il libro dedica ampio spazio anche alla famiglia Lamonica, protagonista di una vicenda segnata da svolte radicali. A cinquant’anni, il capofamiglia decide di cambiare vita e investire in un hotel mai aperto a Sabaudia. Il progetto si scontra con difficoltà operative, cantieri bloccati, problemi societari e l’impatto della pandemia. In questo percorso emerge la figura del figlio Mirko, che rappresenta la continuità e il passaggio generazionale, con una visione orientata al futuro.

Tra le storie più longeve c’è quella della famiglia Borio, che affonda le radici alla fine dell’Ottocento, quando gestiva una locanda accanto a una stazione di posta. Un’attività che si è evoluta nel tempo fino ad arrivare all’affiliazione con Best Western nel 1989. Una continuità familiare che attraversa epoche diverse senza interruzioni, mantenendo saldo il legame tra impresa e territorio.

Un capitolo significativo è dedicato alla famiglia Roscioli, che nel 1957 a Roma introdusse uno dei primi centri congressi all’interno di una struttura alberghiera. Una scelta innovativa per l’epoca, che anticipa lo sviluppo del segmento MICE e dimostra come l’innovazione nel settore spesso nasca da intuizioni imprenditoriali legate a esigenze concrete del mercato.

Di forte impatto storico è la vicenda della famiglia Capuzzo. Durante l’occupazione nazifascista, l’hotel di famiglia a Torino viene trasformato in un rifugio per famiglie ebree e in un punto di appoggio per la Resistenza. Una scelta che va oltre l’attività imprenditoriale e che lascia un’eredità etica destinata a influenzare l’identità della struttura anche nelle generazioni successive.

Il volume racconta anche la storia della famiglia Ciana, guidata da due figure femminili, Gilda e Luisita, tra le due guerre sulla Riviera ligure. In un contesto storico in cui la leadership femminile era tutt’altro che diffusa, la loro esperienza rappresenta un precedente significativo rispetto ai temi attuali legati alla parità di genere nel settore turistico.

Il percorso della famiglia Pucci si sviluppa invece tra due continenti. Tutto nasce da un bistrot aperto in Canada dai nonni, prima del ritorno in Italia nel 1962. Da quel momento prende forma un’attività destinata a consolidarsi nel tempo, mantenendo un legame con le proprie radici internazionali.

La famiglia Coriddi cresce parallelamente allo sviluppo dell’aeroporto di Fiumicino, intercettando i flussi di un’Italia sempre più connessa. La loro storia si intreccia con quella della mobilità e dell’evoluzione del turismo, adattandosi ai cambiamenti della domanda e del contesto economico.

Chiude il quadro Irene Luvisi, ingegnere che ha intrapreso un percorso di trasformazione all’Hotel Guinigi di Lucca. La sua esperienza rappresenta un esempio di contaminazione tra competenze tecniche e gestione alberghiera, segnalando una direzione sempre più presente nel settore, dove innovazione e nuove professionalità diventano leve strategiche.

Nel loro insieme, queste storie restituiscono un mosaico articolato, in cui emergono temi ricorrenti: il passaggio generazionale, la capacità di affrontare le crisi, il rapporto con il territorio e l’evoluzione dei modelli di business. Il libro si propone così come una narrazione corale, capace di rappresentare la complessità dell’ospitalità italiana.

“Questo libro esprime rispetto e riconoscenza verso chi ha scelto di crescere con noi. Le storie dei nostri albergatori raccontano un’Italia fatta di radici solide e capacità di evolversi, anche attraverso la collaborazione in un gruppo internazionale”, ha dichiarato alla presentazione del libro Sara Digiesi, CEO di BWH Hotels Italy & South-East Europe.

L’iniziativa si inserisce nel percorso di BWH Hotels come Società Benefit, adottato in Italia nel gennaio 2024. Un modello che affianca agli obiettivi economici una dimensione sociale e culturale, riconoscendo nelle storie imprenditoriali un patrimonio da preservare e trasmettere. In questo senso, “Cuore d’Albergo” si configura come uno strumento di memoria e, allo stesso tempo, come un riferimento per chi si prepara a costruire il futuro dell’ospitalità.

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