Dal Nilo al Giappone: Alidays ridisegna il viaggio su misura e punta su un 2026 ad alto valore

Alidays punta sull’Egitto e rafforza l’identità del tailor made. Presentate le novità 2026 tra riorganizzazione interna, glanCe e tecnologia

Un incontro con la stampa per raccontare un momento di svolta. È così che Alidays ha scelto di presentare le novità del 2026, a partire da una riorganizzazione interna che punta a dare maggiore verticalità al prodotto. Il primo tassello è il nuovo ruolo di coordinamento affidato a uno dei responsabili storici dell’area Asia, mentre una nuova figura è già entrata in squadra per seguire parte delle venti destinazioni gestite dal reparto. 

Una ristrutturazione che non è solo formale, ma funzionale a un obiettivo preciso: rafforzare l’identità del brand e rendere più riconoscibile il suo approccio al viaggio, basato su personalizzazione, ascolto e cura del cliente. Ed è proprio in questa cornice che si inserisce la grande novità dell’anno: l’ingresso dell’Egitto nella programmazione Alidays e, soprattutto, nel mondo glanCe. 

L’Egitto secondo Alidays: non un prodotto, ma un approccio

A presentare la nuova destinazione è Amanda Bocchiola, responsabile Medio Oriente ed Egitto. La premessa è chiara: l’Egitto non ha bisogno di presentazioni. È una destinazione storica per il mercato italiano, amata per vicinanza, cultura millenaria e paesaggi iconici. Ma ciò che interessa ad Alidays non è replicare ciò che già esiste.

“Quello che deve far notizia non è la motonave esclusiva. È il nostro modo di approcciare l’Egitto”, spiega Bocchiola.

L’operatore non entra nel mercato con un prodotto standardizzato, ma con una filosofia: partire dai desideri del cliente, costruire itinerari individuali, modulabili, flessibili. Non si tratta di stravolgere la logistica – le crociere sul Nilo hanno ritmi e vincoli inevitabili – ma di lavorare su tutto ciò che sta intorno: pre e post tour, tempi di visita, esperienze alternative, approfondimenti culturali.

Il cuore dell’operazione è l’integrazione con glanCe, la divisione premium di Alidays, che applica all’Egitto il suo modello di servizio: – voli in business o first class, – trasferimenti privati con mezzi selezionati, – assistenza H24 tramite doppia chat (fornitore e agenzia), – monitoraggio costante del viaggio, – attenzione maniacale alla qualità del servizio.

Non è un prodotto per tutti, e l’azienda lo dichiara apertamente: niente tre o quattro stelle, perché “non avremmo alcun valore da aggiungere”. L’Egitto è entrato in programmazione solo quando Alidays ha ritenuto di poter garantire un livello di servizio coerente con la propria identità. 

Tailor made sì, ma con sostanza: esempi concreti

La personalizzazione non è uno slogan. Durante l’incontro vengono citati casi reali, come una famiglia che ha richiesto una crociera sul Nilo in date non compatibili con le partenze standard. La soluzione? Charterizzazione della nave e riduzione di una notte di navigazione. Non sempre è possibile, ma l’approccio è quello di “provare sempre”, cercando soluzioni fuori dagli schemi quando il contesto lo permette.

Allo stesso tempo, Alidays punta a valorizzare un Egitto meno scontato: Alessandria, esperienze culturali, visite in orari meno affollati, itinerari che vadano oltre la classica sequenza templare. Un modo per intercettare un viaggiatore più maturo, consapevole, che arriva già informato dai social ma cerca un filtro professionale che dia valore e profondità. 

Alidays On Tour: i gruppi diventano sartoriali

Accanto al tailor made individuale, Alidays continua a investire sui tour di gruppo esclusivi, gli Alidays On Tour, che nel 2025 hanno debuttato con successo e nel 2026 si ampliano ulteriormente.

La filosofia è la stessa: minimo due partecipanti garantiti, massimo 14 (con eccezioni per destinazioni come Stati Uniti o Africa australe), guide selezionate, hotel quattro stelle superior o cinque, esperienze autentiche e non standardizzate.

Esempi citati durante la presentazione: – Giappone con trekking sulla Via di Nakasendo e uso dei mezzi pubblici; – Uzbekistan con visite in orari anti-affollamento e menù alla carta; – Giava-Bali con ingresso serale esclusivo a Borobudur e brindisi al tramonto; – Indocina con itinerari che includono aree etniche poco battute come Maïzó e Pulong.

Il catalogo 2026, stampato anche in versione cartacea – scelta controcorrente ma ben calcolata – raccoglie un numero crescente di partenze e destinazioni, con due nuove entrate: Indonesia e Sudafrica

Trend di mercato: stabilità, prudenza e un Est che traina

Sul fronte dei numeri, Davide Catania offre una lettura prudente ma positiva. Il 2025 è stato un anno anomalo per via della Pasqua molto anticipata, ma il 2026 – pur senza quell’effetto – mostra un andamento simile al 2024, considerato un anno solido.

Gli Stati Uniti restano la prima destinazione, anche se con una lieve flessione dovuta al clima politico e mediatico. Tuttavia, il mercato italiano reagisce meglio di altri europei, e l’aumento della capacità aerea (nuove rotte da Milano, Roma, Catania, Palermo, Bari) sostiene la domanda.

A crescere in modo significativo è l’area Estremo Oriente, con il Giappone in testa e l’Indocina in forte espansione. 

Tecnologia: l’AI entra nel preventivo

A conclusione dell’incontro, Catania ha dato un’anticipazione con una dimostrazione tecnologica: un nuovo strumento AI dedicato alle agenzie, capace di generare in pochi minuti itinerari, storytelling personalizzati e preventivi. 

Il sistema: – interpreta prompt liberi, – costruisce itinerari basati sul catalogo Alidays, – genera descrizioni statiche e dinamiche, – crea contenuti condivisibili via QR code, – può “dare voce” al preventivo tramite narrazione audio.

Non è un prodotto aperto al pubblico, ma uno strumento professionale che Alidays rilascerà progressivamente alle agenzie partner. 

Una direzione chiara: identità, qualità e coerenza

L’incontro restituisce un messaggio netto: Alidays non vuole crescere per accumulo di destinazioni, ma per coerenza di identità. L’Egitto arriva ora perché ora l’azienda ritiene di poterlo “fare bene, con la cura necessaria”. Lo stesso vale per le prossime aperture, tra cui una novità africana prevista per settembre.

Il filo conduttore è sempre lo stesso: fare le cose difficili, non solo quelle facili, come ha sintetizzato Catania. Un approccio che richiede tempo, risorse e persone dedicate, ma che permette all’operatore di mantenere una posizione distintiva nel mercato del tailor made italiano.

Autore

  • Giampiero Moncada è un giornalista free lance con un'esperienza pluriennale nel settore del turismo e dell'informazione multimediale. Esperto nella produzione di video e nella gestione di uffici stampa, ha sviluppato una forte propensione per la narrazione multicanale, dalla radio alla televisione, dalla carta stampata al web. Nel corso della sua carriera ha collaborato con testate di rilievo come L’Espresso e ha seguito progetti di comunicazione strategica in diversi settori, dal turismo alla ristorazione, dai sistemi di pagamento alla tecnologia e al gaming.

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