Oggi la Commissione Europea ha avviato indagini verso Google, Apple e Meta per mancata conformità al Digital Markets Act (DMA), il nuovo regolamento europeo sui mercati digitali. L’indagine riguarda in particolare le regole di Alphabet (Google) sulle pratiche di indirizzamento in Google Play e l’auto-preferenziazione su Google Search, le regole di Apple sull’indirizzamento nell’App Store e la schermata di scelta per Safari, e il modello “paga o acconsenti” di Meta. La Commissione sospetta che le misure messe in atto da questi gatekeeper non siano infatti sufficienti per una conformità effettiva ai loro obblighi sotto il DMA. In aggiunta, la Commissione farà approfondimenti di indagine relativi alla nuova struttura di commissioni di Apple per gli app store alternativi e le pratiche di classificazione di Amazon nel suo marketplace.

In caso di infrazione, la Commissione può imporre multe fino al 10% del fatturato mondiale totale dell’azienda. Tali multe possono aumentare fino al 20% in caso di infrazione ripetuta. Inoltre, in caso di infrazioni sistematiche, la Commissione può anche adottare rimedi aggiuntivi come obbligare un gatekeeper a vendere un’attività o parti di essa, o vietare al gatekeeper acquisizioni di servizi aggiuntivi legati alla non conformità sistematica.

Il DMA mira a garantire mercati contestabili ed equi nel settore digitale. Regola i gatekeeper, che sono grandi piattaforme digitali che forniscono un importante varco tra utenti aziendali e consumatori, la cui posizione può concedere loro il potere di creare un collo di bottiglia nell’economia digitale. Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta e Microsoft, i sei gatekeeper designati dalla Commissione nel settembre 2023, dovevano conformarsi pienamente a tutti gli obblighi del DMA entro il 7 marzo 2024. La Commissione ha valutato i rapporti di conformità che delineano le misure di conformità dei gatekeeper e ha raccolto feedback dalle parti interessate, anche nel contesto di workshop. I procedimenti formali di non conformità odierni contro Alphabet, Apple e Meta sono stati aperti ai sensi dell’Articolo 20 DMA in congiunzione con gli Articoli 13 e 29 DMA per violazione degli Articoli 5(2), 5(4), 6(3) e 6(5) DMA rispettivamente.

Regole di Alphabet e Apple sull’indirizzamento

La Commissione ha aperto procedimenti per valutare se le misure implementate da Alphabet e Apple in relazione ai loro obblighi riguardanti gli app store siano in violazione del DMA. L’Articolo 5(4) del DMA richiede ai gatekeeper di permettere agli sviluppatori di app di “indirizzare” i consumatori verso offerte esterne ai loro app store, gratuitamente.

La Commissione è preoccupata che le misure di Alphabet e Apple possano non essere completamente conformi poiché impongono varie restrizioni e limitazioni. Queste costringono, tra le altre cose, la capacità degli sviluppatori di comunicare liberamente e promuovere offerte e concludere contratti direttamente, inclusa l’imposizione di varie commissioni.

Misure di Alphabet per prevenire l’auto-preferenziazione

La Commissione ha aperto procedimenti contro Alphabet, per determinare se la visualizzazione dei risultati di ricerca di Google da parte di Alphabet possa portare a un’auto-preferenziazione in relazione ai servizi di ricerca verticale di Google (es. Google Shopping; Google Flights; Google Hotels) rispetto a servizi rivali simili.

La Commissione è preoccupata che le misure di Alphabet implementate per conformarsi al DMA possano non garantire che i servizi di terze parti presenti sulla pagina dei risultati di ricerca di Google siano trattati in modo equo e non discriminatorio in confronto ai propri servizi di Alphabet, come richiesto dall’Articolo 6(5) del DMA.

Conformità di Apple con gli obblighi di scelta degli utenti

La Commissione ha aperto procedimenti contro Apple riguardo alle loro misure per conformarsi agli obblighi di (i) permettere agli utenti finali di disinstallare facilmente qualsiasi applicazione software su iOS, (ii) cambiare facilmente le impostazioni predefinite su iOS e (iii) presentare agli utenti schermate di scelta che devono permettere efficacemente e facilmente di selezionare un servizio predefinito alternativo, come un browser o un motore di ricerca sui loro iPhone.

La Commissione è preoccupata che le misure di Apple, inclusa la progettazione della schermata di scelta del browser web, possano impedire agli utenti di esercitare veramente la loro scelta di servizi all’interno dell’ecosistema Apple, in violazione dell’Articolo 6(3) del DMA.

Modello “paga o acconsenti” di Meta

Infine, la Commissione ha aperto procedimenti contro Meta per indagare se il modello recentemente introdotto “paga o acconsenti” per gli utenti nell’UE sia conforme all’Articolo 5(2) del DMA, il quale richiede ai gatekeeper di ottenere il consenso degli utenti quando intendono combinare o utilizzare incrociatamente i loro dati personali attraverso diversi servizi di piattaforma core.

La Commissione è preoccupata che la scelta binaria imposta dal modello “paga o acconsenti” di Meta possa non offrire una vera alternativa nel caso in cui gli utenti non diano il loro consenso, non raggiungendo così l’obiettivo di prevenire l’accumulo di dati personali da parte dei gatekeeper.

Altri passi investigativi

La Commissione sta anche intraprendendo altri passi investigativi per raccogliere fatti e informazioni per chiarire se Amazon stia privilegiando i propri prodotti di marca sullo Store Amazon in contravvenzione all’Articolo 6(5) del DMA, e se la nuova struttura di commissioni di Apple e altre condizioni per app store alternativi e la distribuzione di app dal web (sideloading) possano essere in contraddizione con lo scopo dei suoi obblighi sotto l’Articolo 6(4) del DMA. La Commissione ha anche adottato cinque ordini di conservazione indirizzati ad Alphabet, Amazon, Apple, Meta e Microsoft, chiedendo loro di conservare documenti che potrebbero essere utilizzati per valutare la loro conformità con gli obblighi del DMA, al fine di preservare le prove disponibili e garantire un’esecuzione efficace.

Infine, la Commissione ha concesso a Meta un’estensione di 6 mesi per conformarsi all’obbligo di interoperabilità (Articolo 7 DMA) per Facebook Messenger. La decisione si basa su una disposizione specifica dell’Articolo 7(3)DMA e segue una richiesta motivata presentata da Meta. Facebook Messenger rimane soggetto a tutti gli altri obblighi del DMA.

La Commissione intende concludere i procedimenti aperti oggi entro 12 mesi. Se giustificato a seguito dell’indagine, la Commissione informerà i gatekeeper interessati dei suoi risultati preliminari e spiegherà le misure che sta considerando di adottare o che il gatekeeper dovrebbe prendere per affrontare efficacemente le preoccupazioni della Commissione

Tra le prime reazioni del mercato quella di eDreams ODIGEO che in una nota “accoglie con favore l’annuncio odierno da parte della Commissione Europea in merito all’avvio di indagini di non conformità contro Google ai sensi del Digital Markets Act (DMA). Per anni, Google ha privilegiato i propri prodotti, e eDreams ODIGEO è stata una delle prime aziende a chiedere un’azione contro tali pratiche. eDreams ODIGEO considera questa indagine come un passo importante verso la garanzia di un mercato digitale competitivo ed equo ed è ansiosa di continuare a impegnarsi sia con Google che con la Commissione per promuovere finalmente un ecosistema digitale trasparente, innovativo ed equo”.

Autore

  • Domenico Palladino

    Domenico Palladino è editore, consulente marketing e formatore nei settori del travel, della ristorazione e degli eventi. Dal 2019 è direttore editoriale di qualitytravel.it, web magazine trade della travel & event industry. Gestisce inoltre i progetti editoriali di extralberghiero.it, dedicato agli operatori degli affitti brevi e cicloturismo360.it, per gli amanti del turismo su due ruote. Ha pubblicato per Hoepli il manuale "Digital Marketing Extra Alberghiero". Laureato in economia aziendale in Bocconi, indirizzo web marketing, giornalista dal 2001, ha oltre 15 anni di esperienza nel travel. Dal 2009 al 2015 è stato web project manager del magazine TTG Italia e delle fiere del gruppo. Dal 2015 al 2019 è stato direttore editoriale di webitmag.it, online magazine di Fiera Milano Media dedicato a turismo e tecnologia.

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