Alla vigilia delle elezioni per la presidenza nazionale di Fiavet, Pier Carlo Testa di Fiavet Toscana, uno dei due candidati insieme a Gian Mario Pileri, traccia le linee guida del proprio programma e affronta i principali nodi del settore: dalla gestione delle emergenze geopolitiche al rapporto con le istituzioni, fino alla riforma della direttiva pacchetti e alla lotta all’abusivismo. Ne emerge una visione improntata su maggiore collaborazione interna, innovazione tecnologica e rafforzamento del ruolo degli agenti di viaggio. Di seguito l’intervista in forma integrale.
Come sta andando la preparazione a queste elezioni e su quali basi si fonda il vostro programma?
La campagna elettorale procede regolarmente, nel solco di un’organizzazione che resta tra le poche nel panorama associativo a mantenere un sistema pienamente democratico. Le strutture regionali vengono elette dagli associati e, a loro volta, designano i delegati che partecipano all’elezione del presidente nazionale.
Il programma è il risultato di un lavoro collettivo durato oltre due mesi, sviluppato da un gruppo di nove persone. Si articola in due direttrici principali: da un lato l’organizzazione interna, dall’altro le azioni verso l’esterno. In questo momento, però, la priorità è legata allo scenario geopolitico internazionale, che impatta direttamente sui flussi turistici e sulla gestione dei viaggiatori.
Quanto pesa oggi il contesto internazionale sull’attività delle agenzie di viaggio?
Molto. Le tensioni geopolitiche interessano aree strategiche per il traffico aereo verso l’Oriente e questo crea criticità immediate. In questi casi emerge il valore dell’intermediazione: i viaggiatori assistiti da agenzie sono stati riportati a casa grazie anche al coordinamento con la Farnesina e l’unità di crisi.
Il turismo resta un comparto fragile, fortemente legato a dinamiche emotive e quindi esposto a shock esterni. Proprio per questo la figura dell’agente di viaggio continua a dimostrare la propria utilità, nonostante le previsioni che da anni ne annunciavano il declino.
Quale sarà il vostro approccio nei rapporti con le istituzioni?
L’attività delle agenzie di viaggio è trasversale e coinvolge diversi ministeri. Il riferimento principale è il Ministero del Turismo, ma sono centrali anche Esteri, Cultura, Trasporti e Istruzione, soprattutto per il segmento dei viaggi scolastici. L’obiettivo è rafforzare un dialogo già esistente ma ancora migliorabile. La collaborazione istituzionale è considerata un elemento strategico per affrontare le principali criticità del comparto.
Quali sono oggi i dossier più urgenti?
Il primo tema è l’abusivismo, una questione storica mai affrontata in modo realmente efficace. La proposta è introdurre un sistema basato su QR code collegati a un database ufficiale, sul modello del CIN per gli affitti brevi. Questo permetterebbe controlli immediati e una chiara identificazione degli operatori autorizzati. Altri fronti aperti riguardano la direttiva europea sui pacchetti turistici, ritenuta penalizzante per le agenzie, e la semplificazione del turismo scolastico, oggi appesantito da procedure burocratiche giudicate eccessive.
Che tipo di squadra avete in mente e quale sarà lo stile di gestione?
L’idea è introdurre un modello più collaborativo e meno conflittuale. La critica è ritenuta utile solo se basata su elementi concreti e orientata a migliorare. Un elemento distintivo della squadra è la forte presenza femminile, con due vicepresidenti donne, scelta motivata dalla volontà di integrare competenze e approcci diversi nella gestione associativa.
In caso di vittoria, è prevista apertura verso la componente avversaria?
Sì. Lo statuto consente di ampliare la giunta e alcuni posti restano volutamente non assegnati. L’intenzione è coinvolgere anche figure della squadra antagonista ritenute valide, in un’ottica di inclusione delle migliori competenze disponibili.
Quali elementi dell’esperienza toscana possono essere replicati a livello nazionale?
La formazione è il punto centrale. In Toscana è stato sviluppato un programma continuativo, con corsi distribuiti durante tutto l’anno, in particolare sulle tecnologie.
L’obiettivo è rendere gli agenti di viaggio sempre più competenti, soprattutto su strumenti come l’intelligenza artificiale, che rappresenta una delle principali sfide per il futuro della professione.
Quanto pesa oggi il tema dell’innovazione tecnologica per la categoria?
È determinante. Gli agenti di viaggio devono essere in grado di padroneggiare le tecnologie più recenti e mantenere un vantaggio competitivo rispetto ai clienti. Questo richiede un aggiornamento continuo e strutturato, che diventa uno degli assi portanti del programma.

