“Scenario e prospettive di ripresa della filiera turistica in Sardegna”. E’ questo il titolo dell’analisi presentata da Intesa Sanpaolo e Srm, Centro Studi collegato al Gruppo bancario, nel corso di un webinar che ha coinvolto i principali operatori regionali del settore. Dopo l’intervento introduttivo di Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna, Sicilia, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo, il dibattito ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Massimo Deandreis, Direttore Generale di Srm.
Le previsioni illustrate nel corso dei lavori evidenziano una rilevante contrazione della domanda turistica in Sardegna, nello scorso anno con un -63%. In questo contesto emerge un calo più contenuto delle presenze turistiche italiane (-36%) rispetto a quelle straniere (circa -88%). Si stima che la crisi abbia tagliato oltre il 60% del valore della spesa turistica registrata nel 2019 e il 63,5% del fatturato delle imprese del settore “core” della filiera turistica, con un impatto negativo sul Pil regionale di -1,92% (Italia -1,48%).
In un contesto macro-economico che si prevede in miglioramento, il turismo affronterà una sfida rilevante. Dai tre scenari elaborati da Srm, che si distinguono per la velocità della ripresa, emerge una crescita della domanda turistica nell’isola con valori tra 6,7 8,7 e 10,9 milioni di presenze, rappresentando rispettivamente il 44%, il 57% e il 72% del potenziale espresso nel 2019. In particolare, si prevede una ripresa più veloce del turismo domestico rispetto a quello internazionale.

In termini di valore aggiunto, si stima che in Sardegna la ripresa della domanda turistica possa far recuperare tra 68,9 milioni, 192,8 milioni e 335 milioni di euro a seconda delle tre ipotesi considerate. Il recupero della ricchezza nella regione si presenta più contenuto rispetto al dato nazionale sia per la più debole ripresa della domanda straniera, sia per un minore effetto moltiplicativo di ricchezza del turismo locale.

Pierluigi Monceri, Direttore Regionale Lazio, Sardegna, Sicilia, Abruzzo e Molise di Intesa Sanpaolo: “A causa della pandemia è il settore turistico, quello tra i più duramente colpiti, e sta affrontando diverse criticità determinate da un contesto particolarmente complesso. Dopo un lungo periodo di difficoltà, le imprese sarde di questo comparto nei prossimi mesi avranno diverse occasioni per ripartire e la Banca continuerà a sostenerle, offrendo loro assistenza nella delicata fase di ripianificazione delle attività. Il nostro Gruppo, sin dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria, ha messo in campo misure nazionali significative per le aziende dell’industria turistica: un plafond da 2 miliardi di euro a sostegno della liquidità e un accordo con Federalberghi che ha permesso la sospensione fino a 24 mesi delle rate dei finanziamenti in essere.

Massimo Deandreis, Direttore Generale di Srm: “Gli scenari 2021 in Sardegna indicano una ripresa della domanda complessiva, spinta in particolar modo da quella domestica, mentre la piena ripresa delle presenze straniere, in particolare quelle più “lontane”, sarà destinata a essere raggiunta tra la fine del 2022 e il 2023. I dati dello scenario base prevedono infatti un recupero di circa il 57% delle presenze effettive del 2019 (pari a circa 8,7 milioni). Dall’analisi emergono spunti a cui guardare con attenzione ma anche con relativa fiducia. Il Covid ha accellerato le trasformazioni del contesto competitivo evidenziando ad esempio il valore della tecnologia e del digitale, della qualità dell’offerta sanitaria, della sostenibilità e della diversificazione dell’offerta turistica come fattori rilevanti per il rilancio dell’intera filiera”.

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