di Francesca Ferrara

A Napoli, l’11 Marzo 2020 è stato l’ultimo giorno di lavoro per il Gran Caffè Gambrinus, storica struttura simbolo di cultura e tradizione napoletana nel cuore della città, a Piazza Trieste e Trento. Dal 1860, ben 160 anni di onorata storia tra cultura, arte, letteratura e caffè.

La chiusura per lockdown da pandemia da Covid19 ha visto le saracinesche abbassate per tre mesi. Una perdita del 70% del fatturato e una lenta ripresa dal 21 maggio con la presenza di turisti italiani. “Nei giorni precedenti alla nostra chiusura, avevamo notato un calo degli afflussi mentre assistevamo alle cronache che ci venivano raccontate dalla Cina” spiega uno dei tre titolari Arturo Sergio. “Oggi non ci sono turisti ma nei weekend c’è più movimento di turismo italiano. Si sta lentamente riprendendo il lavoro ma occorre aspettare finché non riapriranno le frontiere e non si vivrà un’estate come quella degli anni passati. Nel 2019 c’è stato il boom, un vero e proprio rinascimento napoletano primavera-estate-autunno – per il turismo e la ristorazione”.

Il Gran Caffè Gambrinus è anche location per eventi e catering. “Nella terrazza esterna si accomodano, ma senza turisti non è più la stessa cosa” sottolinea Sergio e continua: “Il nostro settore sta soffrendo, la città deve andare avanti ma ci vuole tempo per la ripresa”.
Per la cosìddetta “Fase3”, quella dell’(ri)apertura delle struttura e della ripresa di un ritmo verso la
normalità fatta di ritmo e abitudini interrotti il 10 Marzo sera, il direttore del Gran Caffè Gambrinus, Gennaro Ponziani commenta: “Stiamo rifiutando le richieste per gli eventi perché a causa delle regole del distanziamento sociale non riusciamo ad offrire la sala. I tempi sono un poco lunghi per la ripresa perché i numeri non ci stanno, ci stiamo dando la forza per stare vicino alla città ma la situazione è molto ristretta”.

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