Guide turistiche, pubblicato il nuovo bando nazionale 2026: requisiti, prove e come candidarsi

esame guide turistiche 2026

È stato pubblicato il nuovo bando per l’esame di abilitazione nazionale alla professione di guida turistica, annunciato dal Ministero del Turismo e anticipato dal ministro Gianmarco Mazzi. La procedura è attiva dal 29 aprile 2026 sulla piattaforma InPA e resterà aperta fino al 19 maggio 2026 alle ore 13.00. Si tratta del secondo bando nazionale dopo l’introduzione della nuova disciplina della professione, definita con la legge 13 dicembre 2023, n. 190, che ha uniformato a livello nazionale l’accesso alla professione, superando il precedente sistema regionale. Il nuovo esame consente, a chi lo supera, l’iscrizione all’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche (ENGT), requisito necessario per esercitare la professione in Italia.

Come candidarsi: modalità e scadenze

La candidatura avviene esclusivamente online tramite il portale InPA. Non sono ammesse modalità alternative. Per partecipare è necessario:

  • registrarsi sulla piattaforma InPA
  • autenticarsi con SPID, CIE, CNS o eIDAS
  • compilare il form di candidatura
  • allegare le dichiarazioni richieste
  • indicare una PEC o domicilio digitale
  • versare una quota di partecipazione pari a 10 euro (non rimborsabile)

La domanda deve essere completata entro 20 giorni dalla pubblicazione del bando. Il sistema rilascia una ricevuta digitale che certifica l’invio della candidatura. In caso di più invii, viene considerata valida solo l’ultima domanda trasmessa.

Requisiti di accesso

Possono partecipare candidati che, alla data di scadenza, possiedono i seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana, UE o regolare permesso di soggiorno
  • maggiore età
  • godimento dei diritti civili e politici
  • assenza di condanne penali rilevanti
  • diploma di scuola secondaria di secondo grado o titolo superiore

È prevista l’autocertificazione dei requisiti, con controlli successivi da parte dell’amministrazione.

Come funziona l’esame: tre prove

L’esame è articolato in tre fasi, tutte obbligatorie:

Prova scritta

Consiste in un test a risposta multipla con 40 quesiti da svolgere in 40 minuti.

Le materie:

  • storia dell’arte
  • geografia
  • storia
  • archeologia
  • diritto del turismo
  • accessibilità e inclusività
  • disciplina dei beni culturali e del paesaggio

Punteggio massimo: 40 punti
Soglia di superamento: 25/40

La prova si svolge in modalità digitale, anche in sedi decentrate.

Prova orale

Accede chi supera la prova scritta.

Prevede:

  • colloquio sulle materie della prova scritta
  • verifica della capacità comunicativa
  • accertamento della lingua straniera scelta (livello minimo B2)

Sono esonerati dalla prova linguistica i candidati con titolo di studio conseguito all’estero nella lingua scelta.

Punteggio minimo: 25/40

Prova tecnico-pratica

Si svolge subito dopo l’orale.

Consiste in una simulazione di visita guidata:

  • in lingua italiana
  • anche in lingua straniera, se prevista

Il candidato dovrà illustrare un sito culturale estratto a sorte da un elenco pubblicato prima delle prove.

Punteggio minimo: 25/40

Cosa succede dopo l’esame

Chi supera tutte le prove può richiedere l’iscrizione all’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche. Solo dopo l’iscrizione è possibile esercitare legalmente la professione su tutto il territorio nazionale.

Aspetti organizzativi e trasparenza

L’organizzazione dell’esame è affidata a Formez PA, che gestisce anche la raccolta delle candidature e le prove digitali.

Tutte le comunicazioni ufficiali, inclusi calendario e risultati, vengono pubblicate esclusivamente sul portale InPA. Questo equivale a notifica ufficiale.

Sono previste misure specifiche per:

  • candidati con disabilità o DSA
  • candidate in gravidanza o allattamento
  • eventuali prove a distanza con sistemi di sorveglianza digitale

Cosa era successo con il bando precedente

Il nuovo bando arriva dopo le criticità emerse con la prima procedura nazionale, avviata a seguito della riforma del 2023. Il primo bando aveva segnato una svolta storica, introducendo un sistema uniforme su scala nazionale dopo anni di frammentazione regionale. La novità aveva però generato tensioni nel settore che ha portato a ricorsi e rallentamenti della procedura. Le principali criticità segnalate dalle associazioni di categoria e dagli operatori riguardavano:

  • tempi di avvio considerati lunghi rispetto all’entrata in vigore della legge
  • incertezze sulle modalità operative dell’esame
  • difficoltà di transizione per le guide già abilitate a livello regionale
  • richieste di maggiore chiarezza sui contenuti delle prove
  • difficoltà delle prove, superate solo da una quota minima di candidati

Il confronto tra Ministero e rappresentanze delle guide è proseguito nei mesi successivi, fino alla definizione di una procedura più strutturata e dettagliata, come quella prevista nel bando 2026.

Il nuovo esame si inserisce quindi in una fase di consolidamento della riforma, con l’obiettivo di rendere stabile il sistema di accesso alla professione e garantire standard omogenei su tutto il territorio nazionale.

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