Il Lago di Garda si conferma nel 2025 una delle principali macro-destinazioni turistiche europee. Il sistema interregionale del lago supera infatti i 27 milioni di presenze e si avvicina alla soglia dei 28 milioni complessivi, consolidando il Garda come uno dei poli turistici più rilevanti in Italia e in Europa per dimensione del mercato, capacità ricettiva e attrattività internazionale. I dati, elaborati da Garda Unico – Agenzia interregionale per la promozione unitaria del Lago di Garda – sulla base delle rilevazioni provvisorie delle tre regioni coinvolte (Veneto, Lombardia e Trentino), sono stati presentati a Riva del Garda dalla presidente Stefania Lorenzoni.

«Il Garda si conferma una delle macro-regioni turistiche più importanti d’Europa – afferma Lorenzoni –. I dati indicano un sistema solido ma in evoluzione. Cambiano le abitudini di viaggio, si diversificano i mercati di provenienza, si accorcia la permanenza media e cresce la domanda di qualità. Questo significa continuare a lavorare sull’integrazione tra territori, sulla destagionalizzazione e sull’attrazione di un turismo sempre più consapevole e sostenibile».

Il risultato del 2025 conferma il trend di crescita strutturale che ha caratterizzato gli anni successivi alla pandemia. Le dinamiche sono però differenziate tra le tre sponde del lago: il Garda Trentino continua la propria fase di espansione, il Garda Veneto si mantiene in linea con i risultati record del 2024, mentre il Garda Lombardo registra un fisiologico assestamento dopo un’annata particolarmente positiva.

Nel complesso il sistema gardesano dimostra di aver raggiunto una fase di maturità turistica. L’analisi integrata dei dati evidenzia infatti come il Garda non sia semplicemente la somma di tre territori regionali, ma un ecosistema turistico unitario in grado di competere sui mercati internazionali come destinazione integrata.

Anche il numero degli arrivi risulta in crescita su tutte le sponde del lago, segnale di una domanda che resta vivace e di una destinazione percepita come riferimento nel turismo europeo.

Tra i mercati internazionali, la Germania si conferma il primo bacino turistico. Nel solo Garda Veneto si registrano oltre 6,3 milioni di presenze tedesche. Dopo i picchi registrati negli anni immediatamente successivi alla pandemia, il mercato mostra ora segnali di riallineamento. Una flessione contenuta che non indica un calo strutturale, ma piuttosto una fase di normalizzazione.

Il turista tedesco resta infatti altamente fidelizzato alla destinazione, ma con comportamenti di viaggio in evoluzione: diminuiscono i soggiorni lunghi e crescono invece gli short break, soprattutto nei mesi primaverili.

«La Germania resta il nostro primo mercato e continua a rappresentare una componente fondamentale per il Garda Veneto – spiega Paolo Artelio, consigliere di amministrazione di Garda Unico e presidente di Destination Verona & Garda –. Allo stesso tempo negli ultimi anni altri mercati hanno acquisito un peso crescente. La crescita di Paesi come Stati Uniti, Francia e Polonia dimostra che il Garda è oggi una destinazione internazionale capace di attrarre pubblici diversi e di non dipendere da un singolo mercato».

Il 2025 evidenzia infatti dinamiche positive su diversi bacini turistici emergenti. Il Regno Unito registra un incremento significativo, mentre Polonia e Israele mostrano crescite a doppia cifra. Anche gli Stati Uniti e i Paesi del Nord Europa consolidano la propria presenza, confermando l’attrattività del Garda su mercati sempre più diversificati.

Questa pluralità di provenienze rafforza la resilienza del sistema turistico gardesano e apre nuove opportunità sul fronte della promozione mirata e della destagionalizzazione. Un obiettivo su cui le tre sponde del lago stanno lavorando con strategie complementari.

Sul piano territoriale, il Garda Lombardo registra nel 2025 una fase di normalizzazione dopo i risultati record del 2024 nei principali comuni turistici. Il Garda Trentino conferma invece una traiettoria espansiva che rafforza il ruolo del territorio come laboratorio di innovazione turistica per l’intero sistema.

«Il Garda Trentino dimostra come crescita e qualità possano procedere insieme – sottolinea Silvio Rigatti, consigliere di amministrazione di Garda Unico e presidente di Garda Dolomiti –. Innovazione di prodotto, sostenibilità e capacità di intercettare nuovi segmenti di domanda rappresentano leve fondamentali per l’intero ecosistema gardesano. Il lavoro coordinato tra le tre sponde è oggi la vera forza competitiva della destinazione».

Tra le prospettive strategiche per i prossimi anni, Garda Unico guarda con attenzione al mercato austriaco. L’estensione delle ferie scolastiche autunnali (Herbstferien) in diversi Länder potrebbe infatti favorire una crescita dei flussi nei mesi di settembre e ottobre, tradizionalmente meno intensi ma particolarmente adatti al turismo outdoor e del benessere.

Il calendario del 2026 appare inoltre favorevole per il settore turistico. La Pasqua cadrà il 5 aprile, Pentecoste il 24 maggio e il ponte del 1° maggio offrirà condizioni particolarmente favorevoli per i viaggi di breve durata.

«Il 2026 sarà un anno cruciale – conclude Lorenzoni – per verificare la capacità del sistema di attrarre valore nei periodi di spalla, allungare la stagione e costruire un modello turistico più sostenibile ed equilibrato».

I risultati del 2025 rappresentano quindi non tanto un punto di arrivo quanto una nuova fase di sviluppo per la destinazione Garda. Una maturità turistica fondata su equilibrio dei mercati, qualità dell’offerta e cooperazione tra territori, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il posizionamento internazionale del lago come macro-destinazione unitaria.

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