Tenere ITA Airways lontana dal dibattito politico è l’appello lanciato da diverse forze politiche che sperano che l’instabilità governativa italiana non finisca per far arenare la trattativa di chi vuole investire dall’estero nella nuova compagnia di bandiera. Un film già visto con Alitalia e che rischia di ripetersi: il governo Draghi fino alle elezioni può occuparsi solo di ordinaria amministrazione e gioco forza potrà solo firmare un memorandum di intesa con la cordata scelta per l’acquisizione della compagnia aerea. Le offerte vincolanti pervenute sul tavolo del Governo il 22 agosto sono due e, all’apertura delle buste, offrono valutazioni simili di ITA, circa 950 milioni. Cambia però nelle offerte l’impegno finanziario: quello della cordata MSC – Lufthansa che offre 800 milioni per l’80% del capitale sociale (60% MSC, 20% Lufthansa) e il fondo americano Certares, con Delta e Air France, che invece si accontenterebbe del 55-58% della compagnia, lasciando quindi al Governo Italiano molti più margini di manovra e di nomina ma anche circa 200 milioni in meno. L’offerta di MSC – Lufthansa, dunque, è una vera e propria privatizzazione che prevede anche l’acquisto del resto della compagnia maggiorato del 20% se si ottengono determinati risultati economici.
La cordata americana invece punta più a una gestione congiunta che lascerebbe al Ministero dell’Economia e delle Finanze anche la scelta del presidente.

La trattativa per l’acquisto di ITA Airways va avanti da gennaio, quando MSC e Lufthansa hanno reso noto il proprio interesse, seguiti a marzo da Air France e Delta. Dopo l’ok del governo e l’apertura delle trattative si è arrivati al 5 luglio per avere le prime offerte vincolanti e al 22 agosto le offerte definitive. In mezzo, il 21 luglio è caduto il governo Draghi che, pur dichiarando che su ITA sarà l’esecutivo dimissionario a decidere, di fatto firmerà con la cordata prescelta un memorandum of understanding che non sarà vincolante e che dal nuovo governo potrà essere ribaltato o addirittura annullato per lanciare una nuova gara o lasciare la compagnia interamente in mani pubbliche. Per questo si sta pensando di inserire nell’accordo delle clausole che costringerebbero lo Stato a versare penali in caso di rinuncia all’operazione a dicembre, quando è previsto il closing.
Un buon deterrente, che potrebbe valere oltre 150 milioni di euro per le casse dello Stato, ma che non basta a schiarire le ombre che gravano sul futuro della compagnia dopo le esternazioni di Giorgia Meloni, candidata premier al momento favorita dai sondaggi, che ha più volte dichiarato che dopo le elezioni del 24 settembre, in caso di vittoria della sua coalizione, bisognerà valutare bene la presenza dello Stato in Ita Airways, aprendo alla ricerca di nuovi investitori italiani. Una posizione che ha sorpreso tutti gli addetti ai lavori che in realtà tifano per una conclusione rapida della trattativa: da una parte incombe la tagliola dell’Unione Europea che ha richiesto un accordo con un nuovo partner entro fine anno per non considerare aiuti di Stato quelli ricevuti dalla nuova compagnia di bandiera. Dall’altro lato Ita Airways resta una compagnia non ancora profittebole e piuttosto debole: in 9 mesi di operatività ha perso circa 500 milioni e ha estrema necessità di un partner industriale. Se la trattativa dovesse essere messa in discussione dopo le elezioni rischierebbe quindi di pregiudicare il lavoro svolto e metterebbe a rischio la continuità della neonata compagnia: un film già visto con altri governi. Purtroppo i tempi tecnici per la chiusura della trattativa con una delle due cordate portano la firma del preliminare a circa tre settimane, a ridosso delle fine della campagna elettorale, e questo la farà diventare inevitabilmente un tema politico.

Autore

  • Domenico Palladino

    Domenico Palladino è editore, consulente marketing e formatore nei settori del travel, della ristorazione e degli eventi. Dal 2019 è direttore editoriale di qualitytravel.it, web magazine trade della travel & event industry. Gestisce inoltre i progetti editoriali di extralberghiero.it, dedicato agli operatori degli affitti brevi e cicloturismo360.it, per gli amanti del turismo su due ruote. Ha pubblicato per Hoepli il manuale "Digital Marketing Extra Alberghiero". Laureato in economia aziendale in Bocconi, indirizzo web marketing, giornalista dal 2001, ha oltre 15 anni di esperienza nel travel. Dal 2009 al 2015 è stato web project manager del magazine TTG Italia e delle fiere del gruppo. Dal 2015 al 2019 è stato direttore editoriale di webitmag.it, online magazine di Fiera Milano Media dedicato a turismo e tecnologia.

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