L’Italia consolida la propria leadership nel segmento dei matrimoni internazionali. Nel 2025 le celebrazioni di coppie straniere hanno raggiunto quota 16.700 eventi, in crescita del 9,8% rispetto all’anno precedente, generando oltre 3 milioni di pernottamenti e un fatturato superiore a 1,1 miliardi di euro (+19,6%). La spesa media per evento si attesta a 67mila euro, in aumento dell’8,9%.
I dati emergono dal nuovo rapporto dell’Osservatorio Destination Wedding in Italy, promosso da Convention Bureau Italia e dalla divisione Italy for Weddings, e presentato a Roma presso il The St. Regis. Lo studio, realizzato dal Centro Studi Turistici di Firenze, fotografa un comparto che non solo ha superato la fase di recupero post-pandemico, ma mostra segnali di crescita strutturale.
All’incontro hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro del Turismo Daniela Santanchè, l’assessore ai Grandi Eventi, Turismo, Sport e Moda di Roma Capitale Alessandro Onorato, la presidente di Convention Bureau Italia Carlotta Ferrari e il direttore Tobia Salvadori.
Dominano gli Stati Uniti, ma crescono i mercati long haul
La domanda estera si conferma solida e diversificata. Gli Stati Uniti restano il primo mercato di riferimento con il 31,7% delle richieste complessive, seguiti da Regno Unito e Germania. Parallelamente si rafforza l’interesse da parte dei mercati a lungo raggio: Australia, Canada, Brasile, Emirati Arabi Uniti, India e Cina mostrano dinamiche positive e rappresentano l’area su cui si concentrano le azioni promozionali future.
L’obiettivo dichiarato è ridurre la dipendenza dal mercato americano e garantire maggiore sostenibilità nel medio periodo, intercettando nuovi flussi ad alta capacità di spesa.
Lago di Como, Amalfi e Chianti in cima alle preferenze
La Toscana si conferma la regione più richiesta per i matrimoni stranieri, seguita da Lombardia, Campania, Piemonte e Sicilia. Tra le destinazioni più ambite figurano il Lago di Como, la Costiera Amalfitana e il Chianti.
Il fenomeno conferma una tendenza consolidata: il destination wedding privilegia il turismo diffuso e le location di charme fuori dai grandi centri urbani. Borghi storici, ville di campagna e vigneti risultano preferiti rispetto alle città affollate, con un impatto economico distribuito sui territori.
Si rafforza anche la destagionalizzazione. Pur restando l’estate il periodo dominante, cresce il numero di celebrazioni nei mesi autunnali e invernali, con un incremento significativo nell’ultimo trimestre dell’anno.
Una coppia su due sceglie il wedding planner
Il settore si struttura sempre più dal punto di vista professionale. Il 46,8% delle coppie straniere si affida a un wedding planner per gestire l’organizzazione dell’evento. La cerimonia simbolica resta la formula più diffusa (65,4%), seguita dai riti civili e religiosi, che consentono maggiore flessibilità nella scelta delle location.
Il posizionamento si conferma di fascia alta, con un budget medio per evento di 67mila euro.
Cresce anche il mercato domestico
Accanto al segmento internazionale, il rapporto analizza il fenomeno dei matrimoni celebrati dagli italiani fuori dalla propria regione di residenza. Il cosiddetto Domestic Destination Wedding ha generato nel 2025 un fatturato di 369 milioni di euro (+6,5%), con circa 8.500 eventi e 800mila partecipanti complessivi. Il budget medio si attesta a 43.400 euro.
“Il superamento del miliardo di euro di fatturato evidenzia il ruolo cruciale di un comparto in costante crescita all’interno dell’economia turistica nazionale”, ha dichiarato il Ministro del Turismo Daniela Santanchè, sottolineando come il wedding contribuisca alla destagionalizzazione e alla valorizzazione dei borghi meno noti.
Anche Roma registra segnali positivi. Nel 2025 la Capitale ha ospitato 750 matrimoni internazionali, in aumento del 7,8% sul 2024. “Con una spesa media di 67mila euro per evento, il wedding rappresenta un valore aggiunto per l’intera filiera turistica”, ha commentato l’assessore Alessandro Onorato, richiamando il ruolo strategico dei grandi eventi e del congressuale nello sviluppo cittadino.
Per Convention Bureau Italia il settore rappresenta ormai un asset strategico nazionale. “L’Italia ha trasformato il proprio patrimonio in un brand globale”, hanno affermato la presidente Carlotta Ferrari e il direttore Tobia Salvadori, evidenziando la necessità di presidiare i mercati internazionali con una strategia coordinata e orientata ai nuovi bacini long haul.
Nel corso della presentazione è stata lanciata una call alle istituzioni locali per avviare approfondimenti territoriali e rafforzare le politiche di accoglienza, con il supporto tecnico di Convention Bureau Italia e Italy for Weddings. L’obiettivo è consolidare la leadership italiana in un segmento che unisce turismo, eventi e alta gamma, con ricadute economiche diffuse e strutturali.

