costa trabocchi

Traboccante di luce e di profumi con una linea verde che si dipana tra cielo e mare, così si presenta la Costa dei Trabocchi, il tratto di litorale della provincia di Chieti, in Abruzzo. I trabocchi sono delle antiche macchine da pesca, palafitte in legno immerse nell’acqua, ideate dai contadini abruzzesi sin dal XVIII secolo, per poter pescare “da terra” senza inoltrarsi in mare aperto. Piattaforme di legno che si protendono verso il mare con lunghi bracci, chiamati antenne, che attraverso un ingegnoso sistema di argani, “orchestrano” i movimenti della rete da pesca.
Il più famoso, il trabocco Turchino è stato reso immortale nell’opera “Il Trionfo della Morte” dai versi di Gabriele D’Annunzio che li definì “macchine che parevano vivere di vita propria”. Opere di ingegneria che appaiono leggiadre e fragili, ma che sono ancorate saldamente al territorio e alle sue tradizioni. Seguendo la costa dei Trabocchi vi suggeriamo un itinerario che potrà soddisfare la voglia di avventura, appagare il gusto, solleticare la vostra curiosità e tornare “rigenerati”.

Partiamo da Ortona, città antichissima la cui origine risale al popolo dei Frentani. Da non perdere la Passeggiata Orientale: una terrazza che si affaccia sul porto e sulla Costa dei Trabocchi (a sud) e permette di arrivare fino al Castello Aragonese, imponente fortificazione militare del XV secolo, a strapiombo sul mare, di cui ci restano solo tre delle quattro torri. Da visitare anche la Cattedrale che ospita le reliquie di San Tommaso Apostolo. Tristemente nota per la battaglia che, durante la Seconda guerra mondiale, vide la distruzione di gran parte del centro cittadino, ospita il suggestivo e commovente cimitero militare canadese dove sono raccolte le spoglie di 1615 soldati del Commonwealth britannico, in un ordinato e commovente giardino.

Proseguendo lungo l’antica Via Traina/Frentana, a Fossacesia troviamo la splendida Abbazia di San Giovanni In Venere, un complesso monastico composto da una basilica e dal vicino convento, risalenti all’inizio del XIII secolo, in una posizione collinare da cui lo sguardo abbraccia il mare. Sotto l’altare maggiore si trova la cripta, con le colonne di epoca romana, appartenenti all’antico tempio di Venere (secondo alcuni, costruito nell’80 a.C. e dedicato a Venere Conciliatrice). Il chiostro duecentesco (in gran parte ricostruito nella prima metà del Novecento) è formato da una galleria di ventinove trifore scandite da sessantotto colonnine con i capitelli variamente decorati. Sotto l’Abbazia, la fonte di Venere, fontana romana dove, secondo la tradizione, le donne che desideravano concepire un figlio andavano a prendere l’acqua.

Uno spettacolo unico è offerto dal borgo minerario di Gessopalena, alle pendici del massiccio della Maiella. Un vero e proprio paese scavato nel gesso, chiamato anche Preta Lucente, perché la roccia con cui è costruito contiene cristalli di selenite che brillano al sole rendendo incantato quest’antico borgo medioevale. In un’atmosfera surreale si possono visitare le antiche botteghe e i frantoi: nell’area archeologica e museale a cielo.

Il castello di Roccascalegna è aggrappato su uno sperone di roccia arenaria, una rocca in perenne equilibrio che fu costruita intorno al l’XI-XII secolo quando fu ampliata una semplice torretta da guardia di origine longobarda, mentre Il vero e proprio castello, è verosimilmente di epoca normanna. Una costruzione imponente che domina la valle ha dato adito a molte leggende, la più famosa delle quali riguarda il famigerato Barone Corvo de Corvis che nel 1646 introdusse lo “Ius Primae Noctis”, che obbligava ogni novella sposa del Feudo a passare la prima notte di nozze con lui. Il nobiluomo finì accoltellato, da una sposina o da un marito travestito, lasciando l’impronta della sua mano insanguinata su una roccia della torre. Una traccia indelebile perché sembra che continuasse a riaffiorare, nonostante i vari tentativi di rimuoverla.

Esperienze e attività

Vi consigliamo infine una camminata nella Riserva Naturale di Punta dell’Acquabella, borgo marinaro che fu rifugio dei pirati Turchi ed oggi è completamente abbandonato. Da non perdere anche Rocca San Giovanni, in località Vallevò, una delle spiagge segrete più caratteristiche dell’Abruzzo. Qui si trova il Trabocco Tufano che si può visitare per capire come funzionavano anticamente queste “macchine da pesca” e gustare anche del pesce fresco. Questo tratto di mare dall’acqua cristallina è anche una meta perfetta per chi ama praticare lo snorkeling e anche organizzare un’uscita di pesca turistica con i pescatori del luogo. Se la vostra passione è la bicicletta, non potete chiedere di meglio: 42 chilometri di ciclabile tra Ortona e Vasto: una litoranea che si snoda lungo la ferrovia dismessa fino a Vasto, attraverso gallerie, scogliere e stazioni con un panorama imperdibile.

Per visitare spiagge suggestive: a San Vito c’è la bellissima Calata Turchino che prende il nome proprio dal colore del mare. Nelle vicinanze potete raggiungere le spiagge selvagge di Rocco Mancini e Valle Grotte, mentre Fossacesia è caratterizzata da ciottoli bianchi che si alternano a sabbia finissima. Per i vostri pernottamenti vi suggeriamo: la splendida Dimora storica Torre della Loggia a Ortona, il luminoso hotel Chiave dei Trabocchi a San Vito Chietino, di fronte al mare e il colorato Hotel Levante a Fossacesia Marina

Enogastronomia

Per una cena suggestiva, letteralmente in mezzo al mare, vi consigliamo, per gustare la cucina marinara abruzzese il Trabocco Punta Fornace a San Vito Chietino, per un’esperienza gourmet e immersiva nel territorio: gli Ostinati Restaurant sul Trabocco Mucchiola.
Per un pranzo vista mare l’Ittiturismo Il Porticciolo a Rocca San Giovanni e per assaporare l’autentica cucina popolare frentana una cena “didattica” all’agriturismo Il Vecchio Moro a Torricella Peligna. Per i vini avrete l’imbarazzo della scelta, ma per farvi un’idea di cosa offre il territorio potete fare una visita all’Enoteca Regionale  d’Abruzzo che ha sede presso lo storico Palazzo Corvo. Con l’aiuto dei sommelier si possono degustare e acquistare i vini autoctoni: Cococciola, Pecorino, Passerina, Montepulciano e Trebbiano.
Per chi ama visitare le cantine suggeriamo: Cantina Frentana, la seconda cantina di tipo cooperativo dell’Abruzzo, con la sua Torre Vinaria, una costruzione visionaria e avveniristica datata 1960 composta da 5 gironi ognuno con 16 vasche. Alla sommità della torre si possono degustare i vini dell’azienda e godere di una vista a 360°.
La cantina Colle Moro, immersa tra un mosaico di vigneti nell’omonima vallata, propone un’interessante selezione di cerasuolo e anche di bollicine e promuove belle iniziative come: “Trabocco al Tramonto” e “Gli aperitivi letterari sul Trabocco Turchino”, due format estivi sulla più bella terrazza sul mare dove è possibile degustare i vini in uno scenario unico.
Infine, ecco alcuni “piatti-simbolo” assolutamente da assaggiare: le pallotte cace e ove, ovvero polpette con formaggio e uova, rigatino e il pecorino abruzzese, il brodetto, nella sua versione con anche elementi di terra come cipolle e peperoni e 13 diversi tipi di pesce, la Nèvola, dolce simbolo di Ortona, senza zucchero né uova, fatta con mosto cotto, olio extra vergine di oliva, acqua, farina, scorza d’arancia e cannella, si narra che sia stata creata con il ferro delle ostie e per chiudere il pasto l’immancabile liquore alla genziana.

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