La strategia turistica per il 2026 della Tunisia ha due obiettivi: da una parte punta a valorizzare il turismo di nicchia, dall’altra vuole proporre agli operatori nuove destinazioni che esulano dai circuiti classici e dalle vacanze balneari.
Karim Jatlaoui, Direttore per l’Italia dell’Ente Nazionale Tunisino per il Turismo – ONTT dichiara: « Se tutti i grandi tour operator propongono pacchetti mare, forti di un ottimo rapporto prezzo-qualità, operatori più piccoli e specializzati puntano su segmenti che valorizzano la destinazione in tutti le stagioni, a partire dal wellness e dalla thalassoterapia al golf, con academy e tornei, dal cicloturismo, con eventi come il Tembaine Desert Rally dedicato alle e-bike, ai classici rally nel deserto in moto o auto.
Menzione a parte per il turismo di nicchia per il birdwathcing, straordinario soprattutto al Lago Ichkeul, sosta obbligata per gli uccelli migratori tra cui anatre, oche selvatiche e fenicotteri rosa, che si trova nel Parco Nazionale di Ichkeul, sito UNESCO, a nord di Tunisi.



Il Dahar, dove vivevano i dinosauri
Per quello che riguarda nuove mete, la strategia del 2026 punta soprattutto a far conoscere il Dahar, una regione ricca di uno straordinario patrimonio culturale e storico, ma anche di un eccezionale patrimonio geologico, paleontologico e naturale, da scoprire a piedi seguendo sentieri antichi tra villaggi e montagne.
Fossili di dinosauri, affioramenti geologici unici e sentieri antichi rendono la regione un museo a cielo aperto per escursionisti, studiosi e viaggiatori curiosi in cerca di un turismo autentico, lento e consapevole, lontana dai sentieri battuti e dal turismo di massa.
Karim Jatlaoui lo hapresentato in BIT sul main stage, in un talk dedicato al Dahar Geoparc, inserito nel programma ufficiale del Travel Makers Fest.
Viaggio in una terra autentica e poco conosciuta

Il Dahar è una regione montuosa ancora poco nota perfino ai tunisini stessi, anche se è stata scelta come set cinematografico per diverse scene di Guerre Stellari di George Lucas.
A 110 km da Djerba, nel sud-est del Paese, separa le città della costa dalle dune del Sahara.
Paesaggi lunari si alternano a vallate fertili, culla della cultura amazigh (berbera). Qui si trovano abitazioni troglodite scavate nelle pareti della montagna, a volte trasformate in maison d’hôtes, e granai fortificati, gli ksour, allineati sulle cime rocciose per formare una linea difensiva che permetteva di controllare le valli e le rotte commerciali del Sud della Tunisia.

Un ingegnoso sistema di raccolta chiamato jessour ha permesso di conservare l’acqua in una regione arida come il Dahar, consentendo la creazione di palmeti e la coltivazione di olivi millenari e orzo.
Lato spiritualità ci sono moschee sotterranee e cerimonie delle confraternite sufi del Dahar con danze, canti, trance e banchetti. Villaggi come Chenini, Douiret, Guermessa, Toujane e Tamazret offrono un viaggio nel tempo tra architetture in pietra, contatto diretto con le comunità locali e tradizioni ancora vive.
Il Dahar può essere anche base di partenza per escursioni all’oasi di Ksar Ghilane che segna il limite tra il deserto roccioso e le prime propaggini del deserto di dune di sabbia del Sahara.
Italiani al +15%

«Il 2025 è stato un anno ottimo per noi, con un incremento del mercato italiano del 15% sul 2024, e una crescita del 30% in bassa stagione, – dichiara Karim Jetlaoui – il che dimostra che la Tunisia non interessa soltanto come destinazione di mare, ma si posiziona sempre più come una destinazione per tutto l’anno. È un trend che stiamo notando da un anno. Per quello che riguarda il 2026 abbiamo visto che tutti i tour operator italiani hanno incrementato il loro investimento sulla Tunisia, che si presenta come una destinazione sicura in questo contesto geopolitico estremamente complicato».


Nel mirino l’apertura di nuove rotte e il potenziamento dei collegamenti aerei. Nouvelair, la compagnia privata tunisina, dovrebbe rendere giornalieri i voli da Milano Malpensa, che con Bologna offre voli diretti sulla destinazione.
Crescita anche del segmento crociere con navi più grandi che faranno scalo a Tunisi e da qui visitare la capitale e Sidi Bou Said.
A livello globale, gli arrivi sono stati 11 milioni, e per il 2030 si punta a 15 milioni, complice la notorietà che darà a livello internazionale la nomina di Tunisi a Capitale della cultura araba nel 2027.


