Roberto Speranza, fonte: Protezione Civile - Flickr

Il Ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato nel corso della mattinata di martedì 30 marzo una nuova ordinanza che, a ridosso della settimana di Pasqua, introduce nuovi vincoli per chi intende recarsi all’estero. La disposizione arriva dopo una settimana di polemiche, innescate in particolare da Federalberghi, sull’impossibilità di spostarsi tra Regioni e il permesso di andare in vacanza all’estero in alcune destinazioni. L’ordinanza è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale e produrrà i suoi effetti dal 31 marzo 2021 al 6 aprile 2021.

Ecco cosa prevede: al fine di limitare i contagi da Coronavirus in paesi con livelli più alti dell’Italia, l’ordinanza dispone fino al 6 aprile 2021 (il martedì dopo Pasqua), per arrivi e rientri da Paesi dell’Unione Europea, tampone in partenza, quarantena di 5 giorni al rientro e ulteriore tampone alla fine dei 5 giorni. Salvo ovviamente prolungamenti della misura. Passato il 6 aprile l’ordinanza, a meno di prolungamenti, dovrebbe terminare i suoi effetti per cui le stesse misure non si applicano a chi rientra dal 7 aprile in poi.

Nel testo infatti si legge: “Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19 … a tutti coloro che hanno soggiornato o transitato nei quattordici
giorni antecedenti all’ingresso in Italia in uno o piu’ Stati e territori di cui all’elenco C dell’Allegato 20, è fatto altresì obbligo di:
a) sottoporsi … a un periodo di cinque giorn di quarantena presso l’abitazione o la dimora … previa comunicazione del proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio;
b) effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei cinque giorni di quarantena. A condizione che non insorgano sintomi di COVID-19
Nel secondo articolo si precisa: “La presente ordinanza produce effetti dal giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell Repubblica italiana e fino al 6 aprile 2021”.

Una misura che appare punitiva nei confronti di chi ha prenotato una vacanza potendolo fare, e nonostante il ragionamento di Federalberghi fosse diverso: “Se è vero, come è vero, che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio – chiariva il presidente Federalberghi Bernabò Bocca -, allora questa logica deve essere applicata anche ai viaggi in Italia, così come alla possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche”.

Il provvedimento invece è andato in direzione diametralmente opposta, con l’idea di scongiurare un picco di contagi dopo che è stata registrata un’impennata nella prenotazione di voli. Il ritorno di una pratica di chiusure scriteriate e comunicate last minute che si sperava fossero state abbandonate. Una chiara difficoltà per chi aveva prenotato un viaggio con determinate procedure di sicurezza, ma ora si vede costretto in poche ore ad aggiungerne di nuove e forse rinunciare allo stessso. Le stesse aziende che organizzano viaggi si trovano infatti all’improvviso in affanno per garantire le prenotazioni arrivate.

La presidente Fiavet Ivana Jelinic, prima della notizia dell’ordinanza aveva commentato: “Sono mesi che parliamo di corridoi, abbiamo manifestato in tutte le sedi la necessità di aprire i corridoi turistici, adesso che un primo operatore sta tentando creare pacchetti nei paesi dove questo è consentito stiamo innescando una polemica inutile. Si parla di numeri ridottissimi, qualche charter da 180 persone, quindi non mi sembrano grandi masse. Non si tratta di una ripresa, ma una boccata d’aria per un settore che sta annegando e che qualcuno respinge subito giù. Prima o poi dovremo tornare alla normalità, quindi dobbiamo sperimentare delle pratiche che concedano alle persone di ricominciare a viaggiare. Stiamo parlando di aziende che hanno perso il 97% del fatturato, stiamo parlando di un sistema turistico che sta collassando su se stesso, che non si salva e non si salverà con il “mare Italia”. Gli albergatori hanno comunque avuto una stagione estiva lo scorso anno e quest’anno vedranno un’altra stagione favorevole, e il fatto che siano aperti alcuni corridoi non sposta di una virgola il loro andamento economico. I flussi di turismo nazionale e quello verso l’estero, sono due mercati ben distinti. La polemica aperta da alcuni albergatori è una polemica gratuita e assolutamente inconsistente, una guerra fra disperati che non porta a nulla. Il fatto che si possa andare in aeroporto attraversando le zone rosse ci sembra un fatto incontrastabile e legittimo perché si tratta di numeri irrisori e soprattutto di persone in possesso di voucher verso corridoi aperti, testimonianza di un percorso in sicurezza affrontato con il tour operator. Quindi non intaccano in nessun modo il turismo nazionale, non tolgono niente a nessuno, ci danno solo una speranza”.

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