L’articolo pubblicato dal Corriere di Romagna del 5 marzo 2026 racconta come Riccione, dopo la scelta
di Ravenna come Capitale Italiana del Mare 2026, non abbia rinunciato alla propria visione strategica e abbia rilanciato con un piano da 5,5 milioni di euro per rafforzare il sistema museale, la rigenerazione del porto e l’identità di “città di mare”.
Il messaggio culturale è chiaro: anche dopo una sconfitta simbolica, una città può trasformarla in un punto di partenza per costruire una nuova narrazione territoriale. È una lezione che vale per molte realtà italiane. E che, in qualche modo, riguarda anche il Litorale romano
Perché mentre alcune città costruiscono nuove strategie di sviluppo legate al mare e alla cultura, proprio in questi giorni arriva una notizia che riporta l’attenzione su una delle eccellenze più straordinarie del nostro litorale: il Parco Archeologico di Ostia Antica è stato indicato come miglior sito archeologico d’Italia nell’ambito dell’Archeological & Cultural Tourism Award.
Un riconoscimento importante che premia il lavoro del direttore Alessandro D’Alessio e di tutta la struttura del Parco, ma che soprattutto restituisce centralità a un patrimonio che spesso i romani stessi rischiano di dare per scontato.
Ostia Antica non è soltanto un sito archeologico. È un racconto millenario che parla di commerci, viaggi, incontri di civiltà. È il luogo dove Roma incontrava il mondo. Ed è proprio da qui che nasce una riflessione più ampia sul futuro del nostro territorio. In un’epoca in cui il turismo globale corre veloce , voli mordi e fuggi, città attraversate in poche ore, esperienze consumate rapidamente, cresce sempre di più la domanda di un turismo diverso: più lento, più autentico, più consapevole.
È il cosiddetto slow tourism.
Un turismo che privilegia i luoghi, i paesaggi, le relazioni con il territorio. Un turismo che non divora le destinazioni, ma le vive. Ed è qui che il Litorale Sud di Roma potrebbe giocare una partita importante. Perché pochi territori possono contare su una combinazione così rara di elementi: la storia millenaria di
Ostia Antica, la natura della pineta di Castel Fusano, il mare di Roma, i percorsi naturalistici, le piste ciclabili, i borghi e una tradizione gastronomica che racconta identità e cultura.
Non si tratta soltanto di valorizzare singole eccellenze, ma di costruire una visione territoriale. In questa direzione Confcommercio Litorale Sud lancia una proposta che merita attenzione: lavorare per promuovere questo territorio come capitale dello Slow Tourism. Non uno slogan turistico, ma un progetto strategico. Significa mettere in rete cultura, ambiente, commercio, accoglienza e mobilità sostenibile. Significa immaginare un turismo che arrivi qui non per correre, ma per fermarsi.
Per camminare tra le strade di una città romana di duemila anni fa. Per pedalare tra mare e pineta. Per scoprire una costa che non è soltanto balneazione, ma storia, paesaggio e identità.
A volte il futuro dei territori non si costruisce correndo Apiù veloce degli altri. A volte nasce semplicemente riscoprendo il valore del tempo. E forse il Litorale Sud, oggi più che mai, ha tutte le carte per diventare il luogo dove quel tempo si ritrova.

