Pagare in Cina con un’app bancaria italiana, direttamente in euro e nella propria lingua, diventa possibile. È la novità presentata a Milano, nella sede di SDA Bocconi, durante una conferenza stampa alla quale si sono presentate istituzioni, operatori finanziari e rappresentanti del mondo economico italo-cinese. Al centro dell’annuncio è stata l’estensione della partnership tra Tinaba, Banca Profilo e Alipay+ (del gruppo Ant International), che consente per la prima volta a una fintech e a una banca, entrambe europee, di operare nella Cina continentale attraverso pagamenti digitali QR-based.
L’iniziativa permette agli utenti Tinaba di effettuare pagamenti presso oltre 80 milioni di esercenti cinesi, utilizzando il proprio smartphone e un conto in euro, senza dover aprire conti locali o installare applicazioni cinesi. Il servizio è operativo da subito e si inserisce in un contesto in cui la Cina rappresenta uno dei mercati più avanzati al mondo per l’utilizzo dei pagamenti cashless.
Un’alleanza che nasce da lontano
Come spiegato nel corso della conferenza, la collaborazione tra Tinaba e Ant International nasce nel 2018 e si è sviluppata nel tempo attraverso l’integrazione progressiva della piattaforma Alipay+, un gateway globale che connette wallet digitali di diversi Paesi. Oggi la rete Alipay+ collega circa 1,8 miliardi di utenti, oltre 40 wallet e più di 150 milioni di commercianti nel mondo. Con l’ingresso della Cina continentale, il perimetro si amplia in modo significativo anche per gli utenti europei.
«Siamo la prima realtà europea autorizzata a offrire questo servizio», ha spiegato Matteo Arpe, presidente di Tinaba e amministratore delegato di Banca Profilo. «Da oggi è possibile pagare in Cina con un’app italiana, in euro e con un’esperienza d’uso familiare, in un Paese dove le carte di credito non sono sempre accettate e il QR code è lo standard».
Il sistema funziona attraverso una struttura tecnologica che “spacchetta” la transazione in due operazioni domestiche – una in Europa e una in Cina – regolate poi tra due istituzioni finanziarie autorizzate. In questo modo il pagamento resta conforme alle normative europee (GDPR, antiriciclaggio) e cinesi, mantenendo trasparente il tasso di cambio e la tracciabilità dell’operazione.
Un servizio pensato per chi viaggia, ma non solo
Il nuovo canale di pagamento è pensato innanzitutto per i viaggiatori, in un momento in cui i flussi tra Italia e Cina sono in ripresa. La recente estensione del regime visa-free fino a 30 giorni per i cittadini italiani favorisce la crescita dei viaggi turistici e professionali, mentre anche il turismo cinese verso l’Italia sta tornando ai livelli pre-pandemici.
Secondo i dati citati durante l’incontro, circa mezzo milione di italiani si reca ogni anno in Cina per motivi di lavoro, studio o turismo, mentre sono migliaia le imprese italiane presenti nel Paese, con una comunità di oltre 170.000 addetti. Per questi profili, la possibilità di continuare a utilizzare un conto bancario italiano rappresenta un elemento di semplificazione operativa, soprattutto in un contesto dove molti servizi – dai trasporti ai musei – sono accessibili solo tramite app locali.
«Il tema non è solo il pagamento», ha sottolineato Douglas Feagin, presidente di Ant International. «Il valore è poter usare la propria app anche all’estero, con informazioni chiare, cambio trasparente e servizi aggiuntivi. È questo che rende l’esperienza più semplice e sicura».
Oltre il pagamento: servizi digitali e assistenza AI
Nel corso dei prossimi mesi, l’app Tinaba integrerà anche Voyager, un assistente di viaggio basato su intelligenza artificiale sviluppato da Ant International. Il servizio consentirà di pianificare itinerari, prenotare trasporti, hotel e ristoranti, ricevere suggerimenti personalizzati e accedere a servizi locali direttamente dall’app bancaria, in lingua italiana.
L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare il wallet in una piattaforma di servizi per la mobilità internazionale, seguendo il modello delle “super app” già diffuse in Asia.
Un impatto anche sul dialogo economico
Durante la conferenza è emerso anche il valore più ampio dell’iniziativa sul piano delle relazioni economiche tra Italia e Cina. Francesco Boggio Ferraris, direttore dell’Academy e del marketing della Fondazione Italia Cina, ha sottolineato come l’innovazione nei sistemi di pagamento sia un fattore abilitante per gli scambi commerciali, oltre che per il turismo.
«In Cina la transazione digitale è parte integrante della vita quotidiana. Rendere questo ecosistema accessibile agli operatori italiani significa facilitare il lavoro di imprese, manager e professionisti che si muovono tra i due Paesi», ha spiegato. Un elemento che assume rilievo anche in vista delle nuove direttrici di sviluppo dell’economia cinese, dove fintech e servizi digitali sono considerati leve strategiche.
La presentazione in SDA Bocconi – alla presenza di rappresentanti istituzionali e del mondo accademico – ha evidenziato infine il ruolo delle partnership pubblico-private e dei centri di ricerca nel favorire l’integrazione tra sistemi economici diversi, attraverso soluzioni tecnologiche compatibili con i rispettivi quadri normativi.

