Capitale della Bosnia Erzegovina, Sarajevo è una città interessante e facilmente raggiungibile dall’Italia grazie ai collegamenti diretti da Milano Bergamo e Roma operati da Ryanair e Wizz Air.
Una destinazione dinamica e non convenzionale, ideale per un city break estivo o invernale, capace di offrire un equilibrio raro tra cultura, eventi e natura. Una città che unisce il patrimonio storico a una scena culturale vivace, fatta di creatività, ospitalità e nuove energie e che sa valorizzare la propria identità multiculturale, il calendario di eventi e un’offerta sempre più orientata a esperienze autentiche.

Il Ponte Latino © courtesy Visit Sarajevo

Una meta year-round

La capitale della Bosnia ed Erzegovina punta su un modello di sviluppo distribuito lungo tutto l’anno, come afferma Faruk Čaluk, Senior Advisor Tourism Board Association del cantone di Sarajevo.
«Città di incontri e di contrasti, Sarajevo non è soltanto una destinazione, – dichiara Čaluk – è un luogo dove le culture si incontrano, dove la storia continua e dove ogni visitatore può percepire qualcosa di autentico».
«Sarajevo è una città dove godersi la vita, – continua Faruk Čaluk. – A noi piace mangiare bene, prendere con calma un caffè, andare a sciare d’inverno su una delle montagne che ci circondano, che sono a mezz’ora di auto dal centro, o a passeggiare nei boschi d’estate. Ma è anche una città ricca di storia con un patrimonio culturale molto ricco e diverse manifestazioni. Tra tutte spicca il Sarajevo Film Festival, ormai molto conosciuto a livello internazionale, che attira turisti da tutto il mondo».
A proposito di turisti, al primo posto ci sono i cinesi, ma anche il mercato americano è forte, così come le aree di prossimità della ex Jugoslavia. L’Italia rappresenta il primo mercato europeo, grazie anche alla vicinanza e alla facilità di collegamenti.

Il parco di Vrelo Bosne © courtesy Visit Sarajevo

Gli atout della destinazione

Tra i punti di forza gioca un ruolo importante il legame con la natura circostante, che è veramente a portata di mano, con boschi, montagne, cascate e grotte a poca distanza della città.
Questo consente di praticare trekking, cicloturismo e attività all’aria aperta d’estate, mentre l’inverno, con le sue montagne facilmente raggiungibili come ad esempio il Monte Trebević, simbolo delle Olimpiadi Invernali del 1984, si distingue per un’offerta più accessibile e meno affollata di altre destinazioni alpine, che permette di combinare in un unico viaggio giornate sulla neve e momenti dedicati alla scoperta della città.
Altro elemento di attrazione è la gastronomia, che viene proposta come parte dell’esperienza di viaggio. La cucina locale riflette l’incontro tra tradizioni ottomane e austro-ungariche, con piatti come ćevapi e pita serviti nelle aščinice, trattorie tradizionali, o nei locali specializzati del centro storico.

Il rito del caffè © courtesy of Visit Sarajevo


Centrale è anche il rito del caffè che, più che una semplice pausa, è un vero e proprio rituale sociale, che scandisce la giornata e rappresenta uno dei momenti più autentici di incontro e condivisione.
Parallelamente cresce l’offerta ricettiva, che affianca hotel internazionali e strutture storiche a boutique hotel orientate a un turismo esperienziale.
Sul piano culturale, la città mantiene un calendario di appuntamenti distribuiti durante l’anno. Nei mesi estivi, “Kultura na ulice!” porta spettacoli negli spazi pubblici, mentre “Baščaršijske noći” anima il centro storico con concerti e performance. In autunno e inverno si alternano iniziative dedicate al teatro, al jazz e alle festività stagionali.

In giro per la città

Le cupole del Bezistan, il mercato di origine ottomana © courtesy Visit Sarajevo

Spesso definita la “Gerusalemme d’Europa”, Sarajevo si distingue per una convivenza religiosa e culturale che trova espressione concreta nello spazio urbano: moschee, chiese cattoliche e ortodosse, sinagoghe e cattedrali si incontrano nel raggio di poche centinaia di metri, restituendo l’immagine di una città in cui Oriente e Occidente convivono nella quotidianità.
Questa stratificazione è leggibile anche nell’architettura, dove edifici ottomani, austro-ungarici e socialisti si alternano nel paesaggio cittadino.

Sarajevo è una città compatta che ben si presta a essere esplorata a piedi.
Il cuore storico è Baščaršija, il quartiere ottomano sviluppatosi dal XV secolo, caratterizzato da vicoli, piazze, botteghe artigiane e caffè tradizionali.
Qui si trovano alcuni dei simboli cittadini, come la moschea di Gazi Husrev-beg, il Bezistan, antico mercato coperto, la Torre dell’Orologio e il Sebilj, fontana in legno diventata emblema della città. Le strade conservano ancora i nomi degli antichi mestieri, a testimonianza di una tradizione artigianale tuttora presente. A pochi passi si apre via Ferhadija, considerata il punto di passaggio tra la Sarajevo ottomana e quella austro-ungarica.
Tra i luoghi simbolo figurano anche la Vijećnica, ex Biblioteca Nazionale in stile neo-moresco ricostruita dopo la distruzione del 1992, e il Ponte Latino, legato all’attentato del 1914.
Accanto ai luoghi più noti, Sarajevo sta sviluppando un’offerta esperienziale centrata sull’incontro con la comunità locale. Il percorso “Where Cultures Embrace” collega i principali luoghi di culto e propone una lettura concreta della pluralità religiosa della città, mentre iniziative come “Sarajevo through stories” coinvolgono artisti, guide e residenti in itinerari basati sul racconto personale che restituiscono una visione autentica della città.

La funicolare verso il Monte Trebević © courtesy Visit Sarajevo

Autore

  • Laureata in Geografia, giramondo e appassionata di fotografia, Roberta F. Nicosia parla quattro lingue ed è la nostra inviata speciale. A dieci anni, complice la copia di National Geographic che ogni mese trovava sulla scrivania e i filmini Super8 del papà, sapeva già dove erano il Borobudur, Borocay o Ushuaia e sognava di fare il reporter. Sono suoi quasi tutti gli articoli sulle destinazioni e le foto apparsi sul nostro Magazine. Dopo una parentesi con ruoli manageriali nel campo della comunicazione e dell’advertising, si è dedicata alla sua vera passione e negli ultimi vent’anni ha collaborato con riviste leisure come Panorama Travel, D di Repubblica, AD, specializzandosi poi nel MICE con reportage di viaggio, articoli su linee aeree e hotellerie. È stata caporedattore e direttore di diverse riviste di questo settore, e ha pubblicato una trentina di Guide Incentive con la collaborazione degli Enti del Turismo italiani.

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