L’importante indagine che ha visto il coinvolgimento di 750 docenti di scuole italiane, pubbliche e paritarie, referenti per i viaggi di istruzioni, interpellati attraverso un questionario online, è stata condotta da Didatour e GeeTrips, operatori dei viaggi di istruzione.

I dati sono stati illustrati nell’ambito di un webinar condotto da Simone Luchessa, Country Manager di Didatour e da Paolo Medeghini, CEO di GeeTrips. La fotografia che racconta lo stato attuale del settore turismo scolastico in epoca Covid-19 è sicuramente negativa.

Se nell’anno scolastico 2018/2019 sono stati ben 1.650.000 gli studenti in gita con soggiorno, nel 2019/20 (con l’anno mutilato dall’emergenza virus) il numero è precipitato a 300.000 con una spesa per vitto, alloggio e soggiorno che, da 500 milioni di euro, è passata a 100 milioni di euro.

Impressionante il crollo dei viaggi di istruzione delle secondarie di secondo grado, di quei ragazzi, insomma, che alle superiori, potevano godere, almeno una volta all’anno, di un soggiorno lontano da casa (magari anche per la prima volta in vita loro e magari all’estero) di 2 o 3 giorni: il fatturato delle secondarie di secondo grado è crollato dai 325 milioni di euro del 2018/19 ai 50 milioni della stagione in corso. “Una perdita – sottolinea Luchessa di Didatour – che non è solo economica ma anche sociale e culturale, se si pensa alle migliaia di ragazzi che non solo hanno dovuto gestire e adattarsi alla didattica a distanza ma che hanno anche dovuto rinunciare ad un’occasione di approfondimento culturale, di viaggio, di condivisione e ricordo”.

Per il 2019/20, se le cose fossero andate diversamente, i docenti avevano scelto per le primarie di primo e secondo grado mete italiane e gite della durata di 1, massimo 2 giorni. Mentre i più grandi si sarebbero divisi equamente tra Italia ed estero con viaggi anche di 4 o 5 giorni, partendo per la maggioranza dei casi tra marzo e maggio 2020, proprio quando tutto si è fermato. Invece è stato annullato circa il 93% dei viaggi previsti per una perdita di fatturato del comparto dell’80%.

“Ma il dato più interessante è che l’88% dei docenti ritiene che saranno privilegiate le mete italiane con un forte incremento delle secondarie, che resteranno in Italia (dal 50% all’85%). Questo significa – sottolinea Medeghini – che gli operatori dovranno rimodulare il proprio prodotto turistico facendo sistema con il ricettivo italiano e con i servizi. I docenti hanno indicato chiaramente, inoltre, che saranno percepite come sicure e affidabili le destinazioni/prodotti all’aria aperta (parchi naturalistici ed escursioni in montagna, fattorie didattiche e parchi a tema) ma anche situazioni più raccolte e intime (musei minori, aziende del territorio) in cui la sicurezza sanitaria è sicuramente più accertabile”.

Da qui l’evidente calo di interesse per le mete mainsteam, i grandi musei, le matinée a teatro, percepiti come meno sicuri. Per cui fondamentale sarà per tutti saper rassicurare, con una giusta comunicazione, il corpo docente e, di conseguenza, le famiglie, sulla sicurezza dei luoghi visitati, il rispetto delle norme igieniche e di distanziamento.

Le famiglie rivestiranno un ruolo cruciale per la scelta della gita di classe 2020/2021: se da un lato il corpo docente è molto propenso (oltre il 75%) a riaccompagnare gli studenti in viaggio, lo stesso si dice preoccupato per il peso che avrà la decisione dei genitori sul fare o meno la gita. Da qui l’importanza sottolineata dagli insegnanti di avere materiale informativo completo prima della partenza, così da coinvolgere nella decisione anche le famiglie. Materiale utile anche perché l’esperienza del viaggio diventi un mix ragionato di attività a scuola e in viaggio.

In questo contesto si inserisce un aspetto nuovo, frutto anche del momento, delle settimane di lockdown, in cui i viaggi e le viste virtuali di musei e luoghi storici si sono moltiplicati, seguendo lo slogan “dream first..travel soon”. Infatti, il 50% dei docenti ritiene molto utile o utile la possibilità di sostituire la gita con visite virtuali o laboratori in classe. In altre parole, come conferma Luchessa di Didatour: “apre a musei e destinazioni una nuova linea di ricavi. Il 50% dei docenti prende in considerazione la possibilità di pagare per esperienze di visita o laboratori virtuali e la stessa percentuale conferma la possibilità di far fare di laboratori ai propri ragazzi – sempre organizzati dai musei o da altre realtà – all’interno della scuola”.

L’analisi si chiude con uno sguardo sui trasporti. Il bus, mezzo per eccellenza utilizzato per le gite, non è più percepito positivamente dal punto di vista della sicurezza sanitaria. Da qui l’emergere di un nuovo protagonista: il treno, considerato più sicuro, soprattutto dai docenti delle secondarie, con oltre il 40% di questi a prediligerlo.

“Cambiamenti importanti ma la scuola ha voglia di ripartire – chiude Luchessa – ed è questo il messaggio più importante che va colto. Il sondaggio ci ha dato delle indicazioni importanti cui bisognerà adeguarsi per realizzare un prodotto in linea con quelle che sono le nuove esigenze di sicurezza sanitaria che ci si aspetta in generale e non solo dal corpo docente. L’Italia sarà la protagonista della prossima stagione delle gite 2020/2021 e questo diventa un’opportunità in più per il nostro territorio e per gli attori della filiera turistica”.

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