Un rudere diventerà un nuovo hotel di lusso: svolta all’Argentario per l’ex stabilimento Cirio

monte argentario ex stabilimento cirio

Una delle ferite urbanistiche più profonde della costa toscana sta per chiudersi. Il Comune di Monte Argentario ha ufficialmente rilasciato lo scorso 2 aprile a Miramis (società del gruppo svedese Qarlbo AB) il permesso di costruire per la riqualificazione dell’ex stabilimento Cirio. Il progetto trasformerà l’area dismessa in un hotel moderno e sostenibile, segnando il passaggio definitivo dalla storia industriale a quella dell’ospitalità d’alto livello.

Il progetto trasformerà quello che un tempo era un pilastro della produzione industriale locale in un hotel all’avanguardia. Non si tratterà però di una semplice struttura ricettiva: l’obiettivo dichiarato è quello di creare uno spazio sostenibile e integrato nel paesaggio dell’Argentario, capace di coniugare il lusso contemporaneo con il rispetto della storia del luogo.

Arturo Cerulli, Sindaco del Comune di Monte Argentario, ha sottolineato l’importanza del risultato raggiunto per l’economia locale:

“Quest’avvio lavori è la dimostrazione concreta che la nostra Amministrazione sa portare a compimento obiettivi strategici per il territorio. Abbiamo lavorato con impegno perché questo momento arrivasse, e siamo convinti che l’ex Cirio possa diventare un simbolo di sviluppo turistico per Monte Argentario e un volano per lo sviluppo economico della nostra comunità”.

La visione del fondo Miramis

Per Stefano Cuoco, Amministratore Delegato di Miramis, il via libera rappresenta il coronamento di un lungo percorso di dialogo con le istituzioni:

“Il via libera per il progetto dell’ex stabilimento Cirio rappresenta per Miramis un passaggio significativo. Ringrazio il Sindaco Arturo Cerulli e il Comune di Monte Argentario per la disponibilità e per aver creduto in questa iniziativa, che nasce dalla volontà di recuperare uno spazio che è stato parte della storia produttiva dell’Argentario, trasformandolo in una struttura sostenibile e aperta alla condivisione, capace di dialogare con la comunità e il territorio”.

Cosa succede ora: i prossimi passi

Il cronoprogramma dei lavori terrà conto delle esigenze del territorio. Miramis procederà con le opere di demolizione e ricostruzione solo dopo il decorso dei termini di legge, assicurando che i cantieri non interferiscano con la stagione turistica e rispettando gli accordi presi con l’Amministrazione.

La nuova struttura promette di essere un modello di integrazione paesaggistica, restituendo finalmente ai cittadini di Porto Ercole un’area che era rimasta inaccessibile e degradata per oltre quattro decenni.

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