È la Destinazione Emilia (Visit Emilia) la vera sorpresa del turismo emiliano-romagnolo nei primi dieci mesi del 2025. Con 1.264.920 arrivi (+9,10% rispetto al 2024) e 2.755.902 pernottamenti (+7,25%), il territorio che comprende le province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia si conferma l’area a più alta crescita della regione, staccando nettamente la Romagna (+4,61% di arrivi) e il territorio Bologna-Modena (+8,10%).
I numeri elaborati dal Servizio Statistica della Regione Emilia-Romagna fotografano un cambio di passo significativo. Visit Emilia attrae 804.205 turisti italiani (+7,40%) e 460.715 stranieri, con una crescita a doppia cifra per questi ultimi (+12,21%) che rappresenta il dato più brillante dell’intera regione. Sul fronte dei pernottamenti, gli stranieri volano a +13,04%, toccando quota 947.789 notti, mentre gli italiani registrano 1.808.113 presenze (+4,45%).

«I dati certificano il lavoro degli ultimi anni su accoglienza, valorizzazione del patrimonio culturale ed enogastronomico e sulla capacità di destagionalizzare i flussi», spiega Simone Fornasari, presidente di Visit Emilia. «La crescita a doppia cifra degli stranieri dimostra che siamo riusciti a posizionarci sui mercati internazionali come destinazione di qualità. Piacenza, Parma e Reggio Emilia hanno saputo costruire un’offerta integrata con eccellenze alimentari, borghi, castelli percorsi verdiani, turismo culturale, vie storiche, Appennino».

Grandi comuni trainano, montagna e collina rilanciano

L’analisi per tipologia di località evidenzia dinamiche diverse, ma tutte in positivo. I grandi comuni (Piacenza, Parma, Reggio Emilia) hanno accolto 680.299 turisti (+9,43%) con 1.367.294 pernottamenti (+7,83%), confermandosi il motore principale della destinazione. Ma è la montagna appenninica a sorprendere: 62.619 arrivi (+11,57%) e 216.276 pernottamenti (+3,88%), segno di un rinnovato interesse per il turismo slow e outdoor.

Ancora più marcata la performance delle località collinari, dove gli arrivi crescono del 9,20% a 105.515 unità e i pernottamenti balzano del 15,04% a 237.506, trascinati dalla ricerca di esperienze autentiche legate a cantine, borghi e residenze storiche.

Le città di Parma e Reggio volano, Piacenza consolida

Le stime degli operatori attribuiscono a Parma il 45% circa degli arrivi complessivi della Destinazione Emilia, beneficiando dell’eredità di Parma Capitale della Cultura 2020-2021 e del brand Food Valley. Reggio Emilia intercetta il 30% dei flussi, forte della valorizzazione dei percorsi matildici. Piacenza, con il restante 25%, punta sulla riscoperta dei castelli e sulla posizione strategica tra Milano, Genova e l’Appennino.

Extra-alberghiero al 26%, stranieri verso il 40%

La composizione dell’offerta ricettiva mostra una destinazione in evoluzione. Gli esercizi alberghieri ospitano 932.352 arrivi (+6,20%) e 1.764.318 pernottamenti (+4,39%), ma è l’extra-alberghiero a crescere di più: 332.568 arrivi (+18,14%) e 991.584 pernottamenti (+12,77%). Il peso degli stranieri sul totale degli arrivi sfiora il 36,4%, in netto aumento rispetto al 34,1% del 2024, avvicinando la Destinazione Emilia agli standard delle aree più internazionalizzate del Paese.

Il mercato estero più dinamico è quello europeo, con Germania (+9,94% di pernottamenti), Francia (+15,54%) e Spagna (+11,95%) in testa. Ma l’exploit arriva dagli extra-europei: Stati Uniti (+14,28%), Brasile (+14,71%) e Corea del Sud (+69,95%) trainano una crescita complessiva del 16,48% per i pernottamenti da Paesi non europei, a quota 269.249.

«Il 2025 conferma il trend positivo iniziato nel post-pandemia», conclude Fornasari. «Ora dobbiamo consolidare questi risultati puntando su sostenibilità e innovazione dell’offerta. La sfida è mantenere alta la crescita senza snaturare l’identità dei territori».

Con una permanenza media di 2,2 giorni, inferiore alla Romagna (4,3) ma in linea con Bologna-Modena (2,3), la Destinazione Emilia si conferma meta privilegiata per turismo culturale, enogastronomico e business, capace di attrarre flussi di qualità in tutti i mesi dell’anno. E i numeri lo dimostrano.

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