Addio alle finte recensioni: il DDL PMI è legge. Cosa rischiano ora i furbetti delle stelline

Il DDL PMI è ufficialmente approvato in via definitiva, avendo superato anche la terza lettura al Senato, e porta con sé un pacchetto di norme destinato a regolamentare il far west delle recensioni online.

Per passare all’effettiva applicazione operativa si attendono ora le linee guida dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM), ma l’impianto legislativo è ormai tracciato in modo inequivocabile

Il traguardo rivendicato dal Mitur

Il Ministero del Turismo, che ha lavorato attivamente alla stesura delle nuove regole per il comparto turistico e della ristorazione, ha accolto con entusiasmo il via libera parlamentare. Il ministro del Turismo Daniela Santanchè ha definito l’approvazione “uno storico traguardo a tutela di imprese e consumatori”.

Il ministro ha inquadrato la legge come una necessaria presa di posizione contro le pratiche scorrette che intaccano la reputazione aziendale, rivendicando l’orgoglio di aver reso l’Italia un Paese “pioniere, in Europa, su una tematica di stretta attualità sulla quale era necessario e doveroso intervenire”.

I paletti per le recensioni lecite

La normativa fissa criteri rigidi per separare le opinioni autentiche dalle frodi costruite a tavolino o dai commenti ritorsivi. Affinché una recensione online sia considerata lecita, il testo di legge impone requisiti temporali e sostanziali ben precisi:

  • Deve essere scritta da una persona fisica entro 30 giorni dalla data in cui ha effettivamente fruito del servizio o del prodotto
  • Deve essere coerente con la tipologia del prodotto o le caratteristiche della struttura ricettiva
  • Non deve in alcun modo essere il frutto di scambi, sconti o altri benefici promessi dal fornitore
  • Decade automaticamente di liceità una volta trascorsi due anni dalla sua pubblicazione online

Stop al mercato dei giudizi finti

La legge introduce per gli albergatori e i ristoratori uno strumento di difesa molto atteso: la recensione si presume autentica solo se corredata dalla relativa documentazione fiscale. Parallelamente, il testo vieta in modo categorico l’acquisto e la cessione a qualsiasi titolo di recensioni, interazioni o “like”, colpendo direttamente le agenzie che vendono pacchetti reputazionali.

I legali rappresentanti delle strutture recensite avranno il diritto di segnalare i commenti illeciti, e le stesse associazioni di categoria del turismo potranno richiedere la qualifica formale di “segnalatore attendibile” per snellire le procedure di rimozione

Le sanzioni e le linee guida AGCM

Chi continuerà a inquinare il mercato dovrà fare i conti con un impianto sanzionatorio decisamente punitivo, con multe amministrative che possono raggiungere i 5 milioni di euro o toccare il 10% del fatturato dell’azienda colpevole. Il compito di tradurre in pratica questi principi spetta ora all’AGCM, che in coordinamento con il Ministero del Turismo adotterà apposite linee guida per orientare le imprese e si occuperà di monitorare annualmente il fenomeno riferendo al Parlamento.

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