AssoParchi interviene nel dibattito aperto dal Forum Internazionale del Turismo e sostiene con decisione la proposta del ministro del Turismo Daniela Santanchè e del presidente di Federturismo Gianfranco Battisti Orsini di riconoscere il turismo come una vera industria, superando la tradizionale collocazione nel settore dei servizi. L’associazione, che riunisce parchi tematici, acquatici, faunistici, avventura e attrazioni esperienziali ed è aderente a Federturismo e AGIS, considera questa scelta un passaggio cruciale per la competitività del comparto.
Secondo il presidente Luciano Pareschi, la visione industriale non contraddice la dimensione relazionale e umana del turismo, ma ne rappresenta un’evoluzione necessaria. L’Italia, ricorda, ha sviluppato un modello imprenditoriale unico, capace di integrare progettualità, formazione, efficienza e organizzazione con creatività, artigianalità e intuizione. È questa combinazione ad aver contribuito alla forza del Made in Italy sui mercati internazionali, ed è la stessa miscela che può rafforzare il turismo come settore strategico.
Applicare un approccio industriale significa introdurre strutture operative e decisionali in grado di generare valore lungo tutta la filiera. Parchi tematici, centri termali, comprensori sciistici e grandi eventi dimostrano già oggi che la gestione dei flussi, gli investimenti consistenti, l’adozione di standard elevati di sicurezza, la formazione permanente e l’uso avanzato della tecnologia sono elementi imprescindibili per offrire esperienze competitive e affidabili. Elementi che non implicano standardizzazione, ma garantiscono condizioni ottimali per creatività e unicità.
Una logica industriale, osserva AssoParchi, può essere utile anche alle realtà più piccole dell’ospitalità italiana. Hotel, ristoranti, bar e stabilimenti balneari affrontano spesso sfide simili e faticano a differenziarsi. L’introduzione di strumenti tipici dell’impresa – analisi dei dati, pianificazione dell’offerta, definizione di strategie operative, identificazione del proprio posizionamento – potrebbe aiutare queste attività a rafforzarsi e lavorare in filiera, senza rinunciare alla propria identità.
Pareschi sottolinea che parlare di industria non significa “industrializzare” l’esperienza turistica, ma adottare un metodo basato su visione di lungo periodo, investimenti, responsabilità e formazione. I parchi, afferma, sono “industrie creative” che progettano, innovano, formano personale e gestiscono la sicurezza di milioni di ospiti. Organizzazione e creatività, in questo senso, non sono in contrasto: si rafforzano reciprocamente.
Il richiamo alla tragedia di Crans Montana porta l’attenzione su un altro nodo centrale: l’assenza di formazione adeguata e di procedure codificate può avere conseguenze drammatiche. Un approccio industriale impone investimenti seri nella sicurezza e nella professionalizzazione del personale, richiedendo anche un coinvolgimento attivo dello Stato.
Per AssoParchi la sfida non è opporre turismo-servizio a turismo-industria, ma costruire un modello che unisca identità e metodo, che faccia sistema senza perdere autenticità e che affronti l’overtourism come un ostacolo alla qualità dell’esperienza. Una visione che favorisca delocalizzazione e destagionalizzazione dei flussi e che riconosca nel modello industriale un’opportunità per elevare competitività, qualità e valore del turismo italiano.

