Nuovo mandato alla guida di Federalberghi per Bernabò Bocca che dal 2000 ricopre la massima carica della principale associazione degli albergatori con 27mila associati. Dopo la riconferma per acclamazione Bocca ha aperto i lavori della 71a Assemblea nazionale con emozione, alla presenza del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, del vicepresidente Federalberghi Giuseppe Roscioli e di fronte ad una platea folta ma necessariamente contingentata per via delle cautele anti contagio.
“Poter dire di essere qui riuniti, oggi, è già una conquista, dopo lunghi mesi di chiusure ed incertezze. Questa elezione mi rinforza più delle altre – ha detto il presidente a commento del consenso ricevuto – Essere considerato la figura di riferimento per tutti voi, nonostante i mesi bui che abbiamo trascorso e di fronte alle incognite che ci troveremo ancora davanti, è un segno di estrema fiducia. Sento la vostra vicinanza e ne vado fiero, per me rappresenta il mordente più efficace per i prossimi passi che faremo insieme, uniti come sempre”

C’è voglia di ottimismo per un settore, quello del turismo, che ha subìto più di altri ed in modo devastante le conseguenze della pandemia. Ma vi è anche la consapevolezza di una realtà che presenta circostanze ancora difficili. “Non ci siamo mai fatti abbattere dalle avversità – ha aggiunto Bocca – Né noi né i nostri predecessori in tutti questi anni. Non succederà nemmeno adesso, ma dobbiamo comunque fare i conti con il prezzo, altissimo, che il nostro comparto con le strutture turistiche ricettive e termali al suo interno, ha pagato a causa del contagio da covid19. Usando la metafora del golf, diciamo che partiamo con l’handicap.. Un lusso che possono permettersi solo i campioni. Questo ce lo fanno capire i dati: nei primi quattro mesi di questo 2021, le presenze dei turisti negli esercizi ricettivi sono diminuite di oltre l’85% rispetto al corrispondente periodo del 2019, anno che teniamo come termine di paragone considerando il vuoto che abbiamo registrato nel 2020. Tutto ciò ha provocato un calo del 75,1% per gli italiani e del 95,9 % per gli stranieri”.

“Tornando all’annus horribilis che ci lasciamo alle spalle – ha proseguito il presidente neoeletto – sappiamo che il 2020 si è chiuso con una perdita di 233 milioni di presenze con un conseguente calo medio del 53,4% rispetto al 2019, con punte che in alcune località hanno superato l’80%. Ma la lacerazione più grande forse la stiamo vivendo proprio nelle città d’arte, rimaste praticamente deserte essendo venuto meno il turismo straniero, sceso mediamente del 70,2% delle presenze. La stagione estiva in arrivo dovrebbe essere il carburante per far ripartire le nostre aziende in sicurezza. Il green pass rappresenta senz’altro in questo senso una giusta leva per far ripartire l’Italia. Bisogna ricordare che, in tempi normali, il settore del turismo dà lavoro ad 1,3 milioni di persone. Nel 2020 invece sono venute meno 200mila posizioni di lavoro stagionale e 150mila a tempo determinato. Io sono convinto che tutto questo finirà e che si tornerà a velocità siderale ad una riconquista piena dei nostri standard. Questo è il momento di promuovere il nostro Paese come merita. Abbiamo bisogno di campagne di promozione all’estero che siano efficaci, accattivanti, autorevoli e che sappiano anche ricollocarci al top tra le destinazioni preferite dal turismo straniero. Ci auguriamo che con il superamento delle misure restrittive come il coprifuoco e la riapertura delle frontiere, si potrà consentire a tutti di poter circolare liberamente e godersi l’eterna bellezza del nostro Paese”.

Condividi: