Negli ultimi giorni stiamo assistendo a un progressivo annullamento di fiere, congressi ed eventi aziendali previsti a gennaio e febbraio 2022 nonostante sia consentito organizzarli: Fieramilano ha rinviato Bit e Transpotec, IEG ha spostato Vicenza Oro e Sigep e altre decisioni sono attese a breve, soprattutto per fiere internazionali. Questo non accade perché sia vietato farle: dal 10 gennaio 2022 sarà infatti solo obbligatorio essere in possesso del Green Pass rafforzato (da vaccinazione o guarigione dal covid) per partecipare a fiere, eventi e congressi sia in zona bianca, che gialla e arancione, ma non c’è altro divieto specifico. Il Green Pass non è neanche un particolare deterrente alla partecipazione con gran parte dei lavoratori vaccinati: ciò che preoccupa di più è la reale possibilità di arrivi internazionali, fortemente compromessa dalle regole su tamponi obbligatori e quarantene anche per chi ha il Green Pass, e la possibilità che la crescita esponenzale di contagi per via della variante Omicron del Covid-19 porti alcune regioni italiane in zona rossa tra gennaio e febbraio, l’unica casistica in cui scatterebbe il divieto assoluto per gli eventi. Per questo stiamo assistendo a un repentino riposizionamento nei mesi di aprile e maggio di molte manifestazioni previste a gennaio e febbraio, ma non è detto che ciò basti perché l’incertezza regna sovrana anche sui mesi a venire.

Il comparto dei congressi e degli eventi aziendali, che ha un indotto diretto sul Pil di oltre 36 miliardi di euro e che occupa 570mila addetti, si trova infatti di nuovo ad affrontare una crisi senza precedenti che deve essere gestita dal Governo con misure specifiche e a largo respiro temporale. Il susseguirsi di varianti del virus e le relative restrizioni internazionali impediscono infatti la certezza di programmazione e svolgimento di congressi ed eventi aziendali non solo per l’anno in corso ma, con ogni probabilità, anche nel 2023.

Per questo l’aggregazione delle associazioni del settore riunite nel brand #Italialive chiede con estrema urgenza la convocazione di un tavolo governativo al quale sottoporre la richiesta improrogabile di misure di sostegno per le imprese della meeting industry. Riduzione contributiva, prolungamento della cassa Covid e contributi a fondo perduto sono alcune delle misure imprescindibili per non causare il fallimento di migliaia di imprese e il licenziamento di migliaia di lavoratori.
“Dopo una parvenza di ripresa nei mesi estivi e autunnali il settore si è nuovamente fermato, e sino a data da destinarsi”, commenta Salvatore Sagone, presidente del Club degli eventi e della Live Communication e portavoce nei rapporti con i media di #Italialive. “Da metà novembre congressi ed eventi sono stati cancellati o rinviati, anche di un anno, gettando in fumo il lavoro di mesi e non dando certezze per la riprogrammazione futura. Lo stato di crisi del nostro comparto significa mettere in ginocchio agenzie di eventi, congressi e comunicazione; aziende di banqueting e catering; fornitori di tecnologia audio-video; società di trasporti; società di allestimento; interpreti; fioristi; artisti e le tante altre maestranze coinvolte nella realizzazione di congressi ed eventi. Per non parlare, poi, di location, centri congressi e alberghi”.

“Lo scorso anno il Governo ci ha supportati con ristori e sostegni che hanno permesso alla maggior parte delle nostre imprese di sopravvivere, ma non basta”, afferma Alessandra Albarelli, presidente di Federcongressi&eventi e portavoce dei rapporti istituzionali e politici di #Italialive. “Il nostro è senza dubbio il settore più colpito dalla pandemia. Siamo stati i primi a chiudere e gli ultimi a ripartire, ma la nostra è sempre una falsa ripartenza, sempre condizionata dall’andamento dei contagi, anche a livello internazionale. Da un giorno all’altro sono cancellati congressi ed eventi che hanno richiesto mesi di impegno e ingenti risorse umane per la loro progettazione! Siamo imprese e professionisti che lavorano e lavoreranno non solo quest’anno ma anche il prossimo nella più totale incertezza. Per questo è necessario che il sostegno del Governo continui in maniera strutturata e costante almeno sino al 2023”.

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