Le tensioni in Medio Oriente non stanno a oggi impattando in maniera significativa sulla meeting industry italiana. Consapevole di quanto i contesti geopolitici siano uno degli elementi cardine per l’andamento del turismo congressuale, Federcongressi&eventi, l’associazione dell’industria dei congressi e degli eventi, nei primi giorni del conflitto ha coinvolto i propri soci in una survey per sondare il sentiment in merito ai possibili effetti che la crisi geopolitica in atto potrebbe avere sulle loro attività.
Lo scenario emerso è sostanzialmente ottimista. La maggioranza dei rispondenti, infatti, non ha modificato la programmazione degli eventi anche se, chiaramente, sono aumentate le richieste di informazioni su sicurezza e logistica.
Oltre l’80% dei rispondenti, inoltre, non sta registrando alcun cambiamento rilevante nella domanda di eventi e più della metà, 51,9%, ritiene che, nel caso di eventi internazionali, nessun mercato di provenienza influenzerà la presenza dei partecipanti. Come prevedibile, il sondaggio segnala possibili rincari di trasporti, sedi e servizi a causa dell’aumento delle spese energetiche.
“Stiamo vivendo una situazione internazionale sicuramente complessa e in continuo divenire e Federcongressi&eventi è sempre vicina ai propri soci monitorando in tempo reale i possibili impatti sul comparto così da poter attuare, qualora necessarie, le azioni più efficaci a supporto della nostra industria”, commenta la Presidente di Federcongressi&eventi Gabriella Gentile.

