Extra alberghiero e gentrification: il caso Firenze

L’Associazione Property Managers Italia, principale realtà associativa nazionale dei professionisti dell’ospitalità residenziale, spiega in una nota stampa per quale motivo non è da imputare al comparto delle case vacanze e degli affitti brevi il fenomeno del progressivo svuotamento dei centri cittadini detto anche gentrification. Dai dati diffusi dal comune di Firenze, spiega l’associazione, si nota infatti come il centro di Firenze abbia perso circa 4600 residenti dal 2000 al 2017 ma che ben 3400 si siano trasferiti altrove dal 2000 al 2008, prima che le piattaforme di affitti brevi si affermassero in Italia, mentre dal 2008 al 2017 sono solo 1200 gli abitanti in meno.

Danilo Beltrante

“Il fenomeno dello svuotamento dei centri città può essere correlato al fenomeno degli affitti brevi in alcune città del mondo, ma in Italia nasce prima dell’avvento dell’extralberghiero come fenomeno di massa – spiega Danilo Beltrante, titolare di Family Apartments, una delle società fondatrici di Property Managers Italia – Se prendiamo l’esempio di Firenze, città in cui vivo e lavoro dal 2001, scopriamo che in 17 anni il numero dei residenti in città è diminuito del 9,2% ma che il decremento maggiore si è avuto fino al 2008, vale a dire prima della nascita di Airbnb. Dietro alla scelta dei residenti, delle famiglie di lasciare il centro storico, ci sono ragioni ben più profonde: c’è la mancanza dei parcheggi, di servizi e la scomodità di vivere in alloggi che poco si prestano alle esigenze abitative di oggi. Inoltre, tolte le principali città, tra cui Venezia e Firenze dove il fenomeno  della gentrification richiede una gestione a prescindere dalla presenza delle case vacanza, nel resto dei quasi 8000 comuni italiani l’extralberghiero contribuisce al recupero di immobili fino a ieri chiusi, abbandonati, riducendo il degrado urbano e offrendo opportunità di lavoro diretto e indiretto nei territori grazie alla nuova presenza di turisti.”

Stefano Bettanin

“Oggi il fenomeno degli affitti brevi sta in realtà restituendo vita ai centri storici – aggiunge il presidente di Property Managers Italia, Stefano Bettanin – in un mondo del turismo in cui chi viaggia vuole essere un residente temporaneo non è possibile demonizzare chi sta contribuendo in maniera determinante all’indotto del settore turistico e prova a valorizzare gli oltre 3,5 milioni di case sfitte in Italia. Property Managers Italia rappresenta gli interessi di chi ha visto una possibilità di sviluppo professionale in un settore in crescita che sta facendo da volano all’economia. E non ci sta a far passare i propri associati come colpevoli di una situazione che ha altre cause. Il gioco di dare addosso al settore extra alberghiero per frenare chi sta innovando il modo di fare ospitalità deve finire, ne abbiamo abbastanza dei baroni del turismo che per difendere la propria rendita di posizione da strutture alberghiere vetuste invocano misure draconiane contro chi si è semplicemente adeguato più in fretta alle nuove esigenze dei turisti: non a caso oggi l’extralberghiero rappresenta il 55% della ricettività turistica”.

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