Riuscirà mai qualcuno a scalzare dal primo posto Changi, l’aeroporto di Singapore?

Difficile, a quanto pare, dato che dal 2013 siede in vetta alla classifica dei migliori secondo Skytrax, società di ricerca britannica che ogni anno stila speciali classifiche  dedicate alle compagnie aeree e agli aeroporti, note come Passenger’s Choice Awards.

Circa 14 milioni di questionari distribuiti in 550 aeroporti di 106 Paesi vengono esaminati ogni anno per decretare i vincitori, sulla base della sicurezza ma anche dei servizi offerti, della qualità di negozi e ristoranti e dalla possibilità di provare esperienze insolite.

Da sempre l’Estremo Oriente occupa le prime posizioni, ma quest’anno fra i primi dieci troviamo per la prima volta anche quattro aeroporti Europei (contro ai 3 degli anni precedenti).

Gli aeroporti italiani? Inutile dirlo: nessuno appare fra i primi 100 in classifica!

Anche il Nord America non se la passa molto bene, se si pensa che il primo fra gli scali è Vancouver in Canada, 14°, mentre il migliore negli Usa è Cincinnati, che non va oltre il 26 posto!

Beh, nessuno ama passare delle ore intere in un aeroporto, ma se questo dovesse accadere ecco che Singapore, con il suo hub strategicamente posizionato nel cuore del sudest asiatico, sarebbe per molti la scelta migliore…

1 Changi Airport – Singapore

Cosa rende Changi così speciale? Una jacuzzi e una piscina, tanto per cominciare, sul rooftop dell’Aerotel, al Terminal 1. Al Terminal 2 c’è un deck dedicato all’intrattenimento con una sala cinematografica gratuita e diverse console per videogiochi. Ci sono anche otto giardini tematici, una cascata, tre spa e diversi ristoranti nei tre terminal… E chi vuole scalzarlo dalla vetta deve darsi da fare: nello scorso dicembre Changi ha annunciato l’apertura del Terminal 4, un progetto di espansione da 1,3 miliardi di dollari appena completato, per la fine del 2017.

2 Haneda International Airport – Tokyo

Ha vinto il premio come aeroporto più pulito del mondo e guadagna due posizioni nella classifica generale rispetto al 2016. È uno dei più trafficati al mondo, con più di 60 milioni di passeggeri l’anno, e si raggiunge dalla città con la metropolitana in soli 13 minuti. Tra i servizi offerti un hotel connesso con il terminal internazionale per i passeggeri in transito che hanno la possibilità di riposarsi senza dove passare dal controllo passaporti.

3 Incheon International Airport – Seoul

Perde una posizione il più grande aeroporto della Corea del Sud, ma continua ad essere fra i migliori del mondo per le sue attrezzature, tra cui una  pista di pattinaggio, una spa, cinema e un Museo della cultura Coreana. Anche se si trova a 50 km dal centro, è facilmente raggiungibile in 43 minuti con treni veloci.

4 Munich Airport – Monaco di Baviera

Anche l’aeroporto di Monaco perde una posizione ma resta sempre il migliore d’Europa, e questo per il decimo anno consecutivo! Agli Skytrax Awards ha anche ricevuto il premio per il Best Terminal. Le ragioni del premio sono l’atmosfera piacevole, la cordialità dello staff, i servizi, i ristoranti, tra cui uno appena aperto in tema alpino. Inoltre l’Hilton Hotel Munich Airport è stato nominato Best Airport Hotel d’Europa.

5 Hong Kong International Airport

Più volte vincitore negli anni passati, l’aeroporto di Hong Kong ha anche ricevuto il premio per il Best Dining. Con 50 collegamenti nella sola Cina e la sua vicinanza lla città, che si raggiunge in soli 24 minuti, è uno degli Hub più importanti dell’Asia. I passeggeri in transito apprezzano le sue Lounge, le servizi come le nap room o l’IMAX Theatre, il parco giochi per i bambini o il simulatore per giocare a golf.

La classifica continua con il sesto posto dell’ Hamad International Airport di Doha, hub di Qatar Airways, aperto nel 2014, che a scalato 4 posizioni, seguito da Nagoya – Central Japan International Airport, Zurigo, Londra Haethrow (che ha vinto nella categoria Best Shopping) e Francoforte, new entry nella Top Ten.

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Di Roberta F. Nicosia

Laureata in Geografia, giramondo e appassionata di fotografia, Roberta F. Nicosia parla quattro lingue ed è la nostra inviata speciale. A dieci anni, complice la copia di National Geographic che ogni mese trovava sulla scrivania e i filmini Super8 del papà, sapeva già dove erano il Borobudur, Borocay o Ushuaia e sognava di fare il reporter. Sono suoi quasi tutti gli articoli sulle destinazioni e le foto apparsi sul nostro Magazine. Dopo una parentesi con ruoli manageriali nel campo della comunicazione e dell’advertising, si è dedicata alla sua vera passione e negli ultimi vent’anni ha collaborato con riviste leisure come Panorama Travel, D di Repubblica, AD, specializzandosi poi nel MICE con reportage di viaggio, articoli su linee aeree e hotellerie. È stata caporedattore e direttore di diverse riviste di questo settore, e ha pubblicato una trentina di Guide Incentive con la collaborazione degli Enti del Turismo italiani.

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