Penso sia quasi superfluo dire quanto io sia grata ad Alessandra Priante, presidente di ENIT SpA, per essersi resa disponibile a questa intervista e ad essere con noi per la presentazione di questo progetto che mette al centro le donne del mondo del turismo che rivestono ruoli determinanti: Femminile e Vincente le donne del turismo si raccontano. Questi racconti mi stanno entusiasmando! Pronta Alessandra per le 10 domande 10?

Chi è Alessandra Priante? Raccontaci il tuo background professionale, la tua formazione, il contesto in cui sei cresciuta e le prime opportunità che hai avuto per dimostrare il tuo valore.

Nasco a l’Aquila, Abruzzo 52 anni fa. Curiosa della vita e del mondo, imparo a leggere a 3 anni e a 8 anni salgo per la prima volta da sola su un aereo per gli Stati Uniti. 

Faccio seguire al diploma classico e agli studi in pianoforte una laurea Bocconi in economia aziendale e poi vari master tra cui un Executive MBA in Luiss, dove divento anche professore associato (e ora anche Research Fellow al Centro Studi Franco Fontana). Economista con la passione per la musica, il cinema, la cultura e il mondo, mi ritrovo a curare molto le relazioni internazionali in qualsiasi ruolo io abbia ricoperto (specie nel pubblico) in virtù delle mie capacità diplomatiche e conoscenze linguistiche (ora ne “maneggio” 7!). Apice di questo, qualche anno fa, un bellissimo incarico governativo dato dal compianto Franco Frattini (allora Ministro degli Esteri) che premiò la mia iniziativa di voler andare a promuovere (nel 2010) la cultura italiana nel Golfo.

Come ho detto recentemente in una bellissima pubblicazione Bocconi Changed by women, il mio curriculum è vero “caos organizzato”, ma questo alla fine è diventato la mia forza. Le opportunità di dimostrare chi sono me le sono guadagnate sempre da sola. Il mio credo è osare, chiedere, senza paura delle risposte negative. E andare avanti. Sempre. Contando solo sulle proprie forze.

Sono versatile e adattabile. Sufficientemente umile e positiva per poter lavorare in qualsiasi contesto. Amo divertirmi al lavoro e credo nelle persone, specie giovani. Ho sempre cercato di dare loro lo spazio, la gratificazione e attenzione che io ai miei tempi non ho avuto. E alla fine tutti i miei team, dagli stagisti ai collaboratori, mi ricordano sempre con grande affetto e gratitudine.

Qual è stata la tua principale motivazione nell’intraprendere una carriera nel settore turistico?

Tornata nel 2015 dalla mia esperienza diplomatica come inviata del Governo italiano nei Paesi del Golfo (UAE, OMAN, Qatar, Kuwait, Bahrain), mi ritrovo nel Ministero di provenienza (i beni culturali) con anche il turismo (delega arrivata dalla PdC) e l’allora Ministro Franceschini mi chiese una mano per corroborare la parte internazionale del portafoglio appena “ricevuto”. Il turismo dal lato “pubblico” è stato una grandissima scoperta. Nonostante, infatti, per l’Italia sia una materia concorrente (con le Regioni, sic!), la capacità di coordinamento, aggregazione e impatto positivo che ha il governo è immensa. A maggior ragione ora che è diventato un Ministero vero e proprio. La trasversalità, la capacità di generare reddito e occupazione, di influire positivamente sulla vita e il benessere delle persone, anche in maniera prospettica, lo rendono il settore economico più affascinante, entusiasmante e umano che ci sia.

Quali sfide hai affrontato e quali difficoltà hai dovuto superare nel corso della tua carriera per raggiungere una posizione di leadership nel settore turistico e come le hai superate?

Le sfide che ho affrontato sono state quasi mai nel campo della competenza professionale, piuttosto sono sempre state generate da problematiche relazionali e umane. Naturalmente sensibile, ho messo del tempo per accettare la mia vulnerabilità come punto di forza e ho sofferto spesso per le piccole/grandi cattiverie che si subiscono nel mondo del lavoro – specie in Italia e specie da parte di altre donne. 

Ora sono diversa anche se rimango umanamente molto aperta perché – ripeto – essere sensibili non è un difetto ma una forza. Vedi meglio, più in profondità, riesci ad essere empatica e a comprendere meglio gli altri, persino quelli che ti aggrediscono. Le persone intelligenti e sensibili si riconoscono comunque tra loro in maniera naturale e si connettono, creando legami duraturi nel tempo che è molto difficile spezzare. 

La mia forza sono le relazioni umane e professionali che sono stata capace di generare attorno a me, la rete di stima spontanea e veritiera che ha accompagnato la mia carriera sino ad ora. Nell’ambito turistico poi, posso solo raccontare cose belle, dai miei primi passaggi ministeriali, alle difficili transizioni amministrative dettate dalla politica, all’ultimo vero e sentito traguardo delle Nazioni Unite come Direttore Europa, prima donna italiana ad occupare un posto apicale in questa bellissima Agenzia ONU per il turismo sostenibile, responsabile e universalmente accessibile. Un lavoro che ho voluto fortemente e che ho ottenuto superando la concorrenza di altri 200 super esperti mondiali di turismo. Un’esperienza di cui sarò sempre grata perché mi ha permesso di capire che il multilaterale è proprio la mia sfera, il mio karma. E chissà che un giorno non ci possa ritornare… magari in ruoli diversi.

Quali consigli daresti alle donne che aspirano a una carriera di successo nel settore turistico?

Il Turismo è donna. Il 54% della forza lavoro nel turismo mondiale è donna, ma spesso non ai più alti livelli della carriera. Il consiglio è di essere consapevoli e farsi sempre le domande giuste. In Italia bisogna essere un pochino più coraggiose del solito e non farsi mettere i piedi in testa. Non ascoltare troppo chi critica o cerca di sminuire ma andare dritte verso la meta. E poi, formarsi, riformarsi, strutturarsi, essere ambiziose e dignitose.

Quali sono le principali sfide che le donne affrontano nel progredire verso ruoli di leadership nel settore turistico?

Come dicevo poc’anzi, la sfida principale è formarsi e non aver paura di crescere. Il turismo è una grandissima opportunità perché consente anche di avere un profilo internazionale, di “contaminarci” e arricchirci con esperienze diverse e ci permette di esercitare una delle nostre tradizionali qualità femminili: l’ospitalità e la capacità di organizzare, l’accoglienza, il sorriso, l’inclusione. Non facciamoci demoralizzare dalla struttura molto “maschile” di tante aziende, associazioni.. con determinazione e concentrazione, con impegno e un bel po’ di resilienza si raggiungono sempre gli obiettivi.

Gli ostacoli che si incontrano, spesso sono più piccoli di come sembrano, perché – come dicevo poc’anzi – sono quasi sempre di tipo “umano”. Quindi, superabilissimi, con il sorriso, la collaborazione, forti della propria professionalità, solida reputazione personale e competenza, ferme nella certezza del nostro valore, che nessuno ci potrà togliere.

Cosa pensi sia necessario cambiare o migliorare nell’industria turistica per favorire una maggiore rappresentanza femminile nei ruoli apicali?

Io non ho mai creduto nelle “quote rosa”. Le donne non devono esserci in quanto tali, ma in quanto brave! E capaci di portare bei risultati.

Chiaramente bisogna fare in modo che i criteri di selezione siano esclusivamente basati su oggettive qualità professionali, curriculum ed esperienza solida e provata. Bisognerebbe provare a ridurre il più possibile il fattore “esogeno” che spesso si applica nelle scelte apicali e dirigenziali. Le aziende devono essere gestite da chi lo sa fare e sa portare risultati. 

In sostanza, bisogna sempre di più garantire percorsi di carriera meritocratici e trasparenti.

Quali sono le caratteristiche personali e professionali che ritieni siano cruciali per le donne che aspirano a ruoli apicali nel turismo?

Professionalità, voglia di imparare, drive e focus, flessibilità, asset valoriale, amore per la vita, capacità di lavorare in team, inclusività, resilienza e coscienza di sè. Il tutto condito con un pizzico di mindfulness che aiuta sempre… per poter far fronte a tutte le complessità della vita in genere.

Qual è la tua visione del turismo del futuro?

Un turismo veramente digitale ed innovativo, focalizzato sulla formazione continua a tutti i livelli, con una capacità generativa forte di prodotti sempre aggiornati, al punto di rendere lo sforzo di promozione all’estero sempre più facile.

Un turismo che diviene settore di punta di tutte le economie mondiali, come strumento di riequilibrio e empowerment delle comunità del mondo, per ridurre le disuguaglianze, generare opportunità di sviluppo realmente sostenibile e sostenere un rapporto virtuoso con l’ambiente. Non per noi, ma per i nostri figli, cui dobbiamo consegnare un pianeta equo, equilibrato, inclusivo e positivo. 

Anche Alessandra Priante sarà premiata in occasione dell’evento del 22 maggio a Roma, Femminile e vincente le donne del turismo si raccontano, evento organizzato in collaborazione con Qualitytravel e con il patrocinio del Senato della Repubblica. I posti in sala sono terminati, ma potete iscrivervi in lista d’attesa scrivendo a marketing@qualitytravel.it fornendo nome, cognome e numero di telefono: in caso di rinunce vi contatteremo il giorno prima dell’evento.

Autore

  • Daniela Ballarini

    Professionista delle relazioni pubbliche e comunicatrice, esperta di sviluppo turistico territoriale supporta professionalmente la creazione di modelli organizzativi in ambito turistico, strutture extralberghiere, piccoli hotel di charme, per i quali crea concept e brand. È fondatrice e ceo di ready2work srl, startup innovativa che con il progetto “Palazzi Connessi” valorizza il patrimonio di palazzi, spazi non convenzionali e dimore. Dal 2023 la sua startup è tra le 103 aziende selezionate per il concorso “Best of Wine Tourism” fra le principali attività del global network Great Wine Capitals. In Qualitytravel è responsabile della rubrica: "Femminile e Vincente: le donne del turismo si raccontano"

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