La crisi geopolitica che sta infiammando il Medio Oriente ha riportato al centro del dibattito assicurativo un “convitato di pietra”: la War Exclusion Clause (Clausola di Esclusione Bellica). Sebbene questa riga di contratto sembri un muro insuperabile, in situazioni di emergenza estrema la flessibilità può diventare un asset reputazionale.
Cos’è la War Exclusion Clause?
Tecnicamente, quasi ogni polizza viaggio al mondo nasce con un’esclusione fondamentale: “La Società non è tenuta a fornire copertura per danni derivanti direttamente o indirettamente da atti di guerra, dichiarata o meno, invasione, ostilità, guerra civile o insurrezione”. Questa clausola non è un capriccio burocratico, ma una necessità contingente: il rischio bellico è considerato “non calcolabile”. Se un’intera regione geografica viene colpita, l’ammontare dei rimborsi potrebbe superare le riserve di capitale di qualsiasi compagnia.
Il concetto di “Evento Noto” e la Regola delle 72 ore
Un aspetto cruciale in questa crisi del 2026 è la data del 28 febbraio, identificata da molte compagnie come il cut-off per l’evento noto. Nel settore assicurativo, una volta che un conflitto diventa di dominio pubblico, smette di essere “imprevedibile”. Molti giganti del settore hanno ribadito che chi ha acquistato polizze dopo tale data per viaggi verso il Golfo non potrà invocare rimborsi per annullamento, poiché il rischio era già palese. In questo scenario di rigidità, alcuni attori stanno cercando soluzioni alternative per non lasciare da soli i propri assicurati
IMA Italia Assistance: lo scudo medico illimitato
IMA Italia Assistance ha preso una posizione netta: la guerra non deve privare il cittadino del diritto alla salute. La compagnia ha annunciato l’estensione gratuita della copertura delle spese mediche per tutti gli assicurati bloccati all’estero. Non importa se il ritardo è causato dalla chiusura dello spazio aereo mediorientale: finché il viaggiatore non mette piede in Italia, IMA garantisce l’assistenza sanitaria. È una mossa che scavalca la natura tecnica dell’esclusione bellica per abbracciare una responsabilità di servizio.
Heymondo: proroga automatica fino al 15 marzo
Sulla stessa scia, Heymondo ha attivato una misura straordinaria coordinata con i propri riassicuratori: l’estensione automatica delle polizze fino al 15 marzo 2026 per chiunque sia rimasto intrappolato nelle rotte del Golfo.
“La nostra priorità è la tranquillità di chi viaggia”, ha dichiarato Ángel Alonso (Chief Customer Officer). La compagnia sta operando in una logica di “continuità di protezione”, distinguendo tra il danno bellico (escluso) e la necessità di assistenza quotidiana (garantita), una distinzione sottile ma vitale per chi è fermo in aeroporto a Dubai o Muscat.
Precedenti Storici: dall’Ucraina al Mar Rosso
Non è la prima volta che il settore reagisce con “elastici” contrattuali:
- Ucraina (2022): Durante l’invasione russa, molte compagnie del gruppo ABI (Association of British Insurers) scelsero di non invalidare immediatamente le polizze di chi stava cercando di evacuare, concedendo finestre di 48-72 ore per uscire dal paese mantenendo le coperture attive.
- Crisi Mar Rosso (2024): Con le deviazioni delle navi da crociera, molti assicuratori scelsero di coprire le “spese di interruzione viaggio” non come atto di guerra, ma come “guasto logistico”, venendo incontro ai crocieristi.
La spinta verso il “CFAR” (Cancel For Any Reason)
Per venire incontro alla crescente paura dei viaggiatori, le agenzie stanno promuovendo con forza l’integrazione della clausola CFAR nei viaggi futuri. Sebbene sia un costo aggiuntivo, le compagnie stanno semplificando i processi di attivazione: questa clausola permette di annullare il viaggio per “semplice timore” (senza dover documentare nulla), garantendo un rimborso tra il 50% e il 75%. È la risposta commerciale delle assicurazioni per chi vuole viaggiare verso il Golfo o il Sud-est asiatico senza l’incubo della clausola di guerra.
Oggi intanto l’attivazione di “misure straordinarie di supporto immediato” suggerisce che la reputazione e il supporto al cliente pesano più dei calcoli attuariali in situazioni di crisi globale.
Mentre i Tour Operator ASTOI organizzano voli “rescue” con Neos, le assicurazioni stanno fornendo il “paracadute sanitario”, garantendo che nessuno resti senza assistenza medica in un momento in cui gli ospedali e i servizi dei paesi coinvolti sono sotto estremo stress.

