Riportiamo la lettera pubblicata dal tour operator WeRoad su Internazionale (come inserzione pubblicitaria) per denunciare l’assurda situazione della lista dei Paesi in cui è possibile viaggiare per turismo in cui appaiono destinazioni sia con poco appeal turistico che con basse percentuali di vaccinati, mentre continuano a essere esclusi luoghi di grande interesse e che per questo motivo sono anche più avanti dell’Italia nelle politiche di contrasto al coronavirus.

Leggere questo testo è meno difficile di viaggiare

Questa poteva essere una pubblicità che ti parlava di viaggi di gruppo in giro per il mondo – che è quello che facciamo in WeRoad. Invece abbiamo deciso che doveva essere qualcos’altro. Un appello, una chiamata, una call to action, una sveglia (chiamatela come volete) per dire all’Italia che è ora di aprire le nostre porte verso il mondo – anzi, riaprire. Come tour operator siamo un po’ di parte, questo è vero, ma dopo due anni di pandemia, di diffidenze verso il prossimo, di chiusura fisica e mentale, siamo fortemente convinti che tornare a viaggiare, a connettere persone, culture e storie (che, guarda un po’, è proprio la nostra vision) sia fondamentale.

Valorizzare la diversità di culture, sapori, paesaggi, lingue e religioni, e il comune desiderio di sentirsi parte dello stesso pianeta, da scoprire e proteggere per le generazioni future, è uno degli strumenti più potenti che l’umanità ha per costruire un mondo più equo, aperto e unito. Scoprire culture lontane è un argine al terrorismo, ridistribuisce la ricchezza da una parte all’altra del mondo, trasforma popoli lontani in sorrisi, volti, ricordi reali. Viaggiare ti fa rileggere i problemi e i pensieri di casa sotto una luce diversa. Viaggiare è energia. “Exploring is part of who we are, and it is something we have done throughout our history.” Non lo diciamo noi, ma la NASA.

Da febbraio 2020 per noi Italiani continua ad esserci il divieto di viaggiare per turismo fuori dall’Unione Europea, salvo per i Paesi che si trovano nella “lista D”, scelti apparentemente durante un torneo di sasso-carta-forbice – nella lista compare il Ruanda, 16% della popolazione vaccinata, mentre non c’è Cuba, dove la percentuale dei vaccinati è superiore a quella italiana. Non c’è green pass, tampone o quarantena che tenga, niente Cuba Libre per noi questo capodanno. Però gli italiani che viaggiano fuori Europa ci sono, eccome se ci sono: basta prenotare un viaggio tramite uno dei colossi del web o con un tour operator straniero, dove è perfettamente legale vendere un viaggio verso qualunque Paese del mondo e fare scalo ad Amsterdam o Madrid, o qualsiasi altra città europea. Ai tour operator italiani, quelli che creano ricchezza nel nostro Paese, che assumono e investono qui, non restano che il cotechino e le lenticchie.

Dalla pandemia, al cambiamento climatico, a una tassazione giusta ed equa, “going it alone is simply not an option” ha detto Mario Draghi al recente G20 di Roma e l’appello, la speranza che abbiamo, è che l’Italia si allinei quindi al resto dei Paesi Europei e occidentali nel riaprire i confini nazionali. Passaporto e green pass alla mano, torniamo a connettere persone, culture e storie. E si sa, la Speranza, è sempre l’ultima a morire.

Condividi:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *