L’evento on air, quello sognato da tutti, spesso nell’immaginario collettivo è il concerto, o comunque la grande manifestazione che riunisce migliaia di persone in un solo luogo, le motiva a prendere un treno, un aereo o anche solo un autobus o la metro per arrivare. L’evento è la produzione, il live moment, quello fotografato e ritwittato in diretta.

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Ma una riflessione mi sorge spontanea in merito a un altro tipo di evento, meno impattante a livello di numerica istantanea, ma forse più ampio sul lungo termine. Sto parlando dell’evento televisivo ma non tipo Festival di Sanremo che sta per arrivare e quasi incombe come tutti gli anni col suo carico di polemiche, rivalse, critiche, approvazioni entusiastiche e canzoni che intaseranno la programmazione radio per i due mesi successivi. Mi riferisco a una cosa più sottile e sicuramente meno significativa in termini di ascolto: la serie televisiva, il format tematico.

esterna e interna

È indubbio che negli ultimi tempi, la televisione satellitare abbia prodotto a alto o basso costo, una serie di format che hanno più o meno impattato su mode e comportamenti. Ed è indubbio che nella programmazione televisiva, i format tematici stiano occupando un ruolo centrale. Trasmissioni come MasterChef, X-Factor, Italian’s Got Talent sono veri e propri eventi imperdibili della stagione. Vengono annunciati con ampio anticipo, provocano rimescolamenti nel palinsesto famigliare con conseguente cambio di programmazione di orari di cena e uscite, per essere presenti alla diretta o quantomeno programmare la registrazione cercando di evitare i social fino ad avvenuta visione, per evitare spoilerate dannose per la suspance.

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Il format evento di cui invece riflettevo durante una delle sue puntate è invece qualcosa che è meno “evento” mediatico in sé, ma è molto “evento di marketing e vendita indiretta”. Mi riferisco a “4 Ristoranti” con Alessandro Borghese dove 4 ristoratori di una determinata zona geografica d’Italia e vengono messi a confronto tra loro, dandosi di volta in volta i voti in merito a location, prezzo, menù e servizio del locale. Indipendentemente da chi vince, il format è interessante in quanto evento turistico. Dopo la trasmissione, a differenza di altre dove noti chef rifanno un locale apparentemente devastato da lotte intestine o incapacità gestionali e forse meno interessante perché in qualche modo più “finto ed esagerato” per esigenze televisive, viene voglia di provare quei ristoranti. Viene voglia di visitare il territorio. E se uno ha più opportunità di scelta su come trascorrere un weekend, viene magari ispirato. Ed ecco quindi che l’evento televisivo diventa promozione territoriale perché prima di entrare in cucina, si visita il territorio, le immagini indugiano sulle bellezze paesaggistiche locali, il regista ama l’inquadratura che privilegia la promozione del luogo ed è un gran bene.

Il format è condotto con intelligenza, mescolando aspetti di tipo tecnico-culinario, con elementi di turismo, psicologia del servizio, strategie commerciali. Certamente non è spettacolare come altre produzioni, ma credo meriti lo stesso la denominazione di “evento” perché credo abbia fatto un gran bene a molte aree d’Italia poco conosciute o poco considerate. E mi piacerebbe, magari, che qualcuno desse dei valori di R.O.I. del dopo trasmissione per valutare anche economicamente, dati alla mano, i risultati di un successo sicuramente grande di apprezzamento da parte del pubblico.

 

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