Il progetto per la realizzazione di una quarta pista all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino ha compiuto un passo significativo con l’approvazione, da parte del Consiglio comunale di Fiumicino, della riperimetrazione della Riserva naturale statale del Litorale Romano, atto propedeutico al contestuale ampliamento dell’infrastruttura aeroportuale. La decisione è stata accolta con apprezzamento da Federalberghi Roma, Confcommercio Roma e Confesercenti/Assoturismo Roma e Lazio, che nel sottolineare l’importanza strategica dello scalo per l’economia locale e nazionale hanno ribadito il sostegno al progetto di espansione.
Una nuova infrastruttura per raddoppiare capacità e flussi
Il piano di sviluppo, parte del Masterplan 2046 di Aeroporti di Roma (AdR) in collaborazione con Enac, prevede la costruzione di una pista aggiuntiva parallela all’attuale pista 3, un nuovo terminal est con tre moli e la riorganizzazione delle infrastrutture di volo e di terra. A regime, la capacità dello scalo potrebbe raggiungere i 100 milioni di passeggeri annui entro il 2046, quasi il doppio degli attuali livelli che si attestano attorno ai 50 milioni. I movimenti aerei sarebbero destinati a salire dagli odierni circa 375.000 a 500.000 all’anno.
Stima dei tempi di realizzazione
Il cronoprogramma complessivo dell’opera è subordinato a una serie di passaggi tecnici e istituzionali. Prima dell’avvio dei cantieri, il progetto deve ottenere l’approvazione tecnica da parte di Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC), completare la valutazione di impatto ambientale e superare la conferenza di servizi con le autorità competenti. Gli addetti ai lavori stimano che questa fase preliminare possa richiedere tra 18 e 24 mesi, dopodiché sarà necessario ottenere le autorizzazioni urbanistiche ed espropri, prima dell’avvio vero e proprio dei lavori.
Una volta ottenuti tutti i nulla osta, la costruzione della sola pista è considerata un intervento di durata relativamente contenuta rispetto alla complessità dell’intero masterplan: l’iter progettuale interno prevede circa tre anni di lavori per completare la nuova infrastruttura di volo.
Tali stime collocano quindi l’entrata in esercizio della quarta pista, in uno scenario ottimistico, tra la fine del 2028 e il 2030, tenendo conto anche di eventuali ritardi legati alla complessità dei processi autorizzativi. In uno scenario più conservativo, con tempi tecnici e amministrativi più lunghi, la piena operatività potrebbe estendersi ai primi anni degli anni ’30.
Turismo, occupazione e contesto competitivo
Per le associazioni di categoria che operano nel turismo romano e laziale, come Federalberghi e Confcommercio, l’ampliamento infrastrutturale rappresenta un volano per l’incoming turistico, soprattutto verso il segmento internazionale. La maggiore capacità di traffico aereo può tradursi in un incremento dei collegamenti diretti con mercati extra-UE e in un effetto positivo sull’indotto locale, con ricadute occupazionali lungo la filiera ricettiva, commerciale e dei trasporti.
Il progetto non riguarda soltanto l’incremento della capacità di passeggeri, ma anche la gestione dell’impatto ambientale e urbano. Tra le misure previste ci sono la creazione di un parco archeologico di 85 ettari e interventi per ridurre l’inquinamento acustico, stimato in diminuzione fino all’80% nelle aree di Isola Sacra, Fiumicino, Focene e Fregene grazie alla riorganizzazione delle operazioni di volo.
Sfide e prospettive
Il futuro della quarta pista resta comunque soggetto a variabili tecniche, politiche e sociali. Il percorso autorizzativo richiede un dialogo continuo con enti locali, ministeri e società civili. A livello strategico, l’espansione di Fiumicino si inserisce in una competizione internazionale tra mega-hub aeroportuali, dove altri scali europei e del Medio Oriente stanno ampliando capacità e collegamenti, aumentando la pressione competitiva sul sistema aeronautico italiano.

