Il settore fieristico italiano riparte da Cibus a Parma e dal SuperSalone del Mobile di Milano in un tour de force che da qui a fine anno conterà 335 manifestazioni, di cui 172 internazionali. Un impegno che il settore affronta con maggior serenità e slancio dopo il superamento del vincolo sugli aiuti di Stato ufficializzato dalla Commissione Ue. Il via libera agli aiuti senza il tetto del ‘de minimis’ vale complessivamente circa 200 milioni di euro di ristori per il settore. “Una cifra, frutto dell’azione del Governo italiano e del ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, che vogliamo ricambiare con gli interessi, se si considera la funzione socioeconomica di un sistema fieristico che prima del Covid generava affari in favore delle imprese italiane per 60 miliardi di euro l’anno”. Lo ha detto il presidente di Aefi – Associazione esposizioni e fiere italiane, Maurizio Danese, in occasione della prima giornata della manifestazione di Fiere di Parma, Cibus, commentando la nota della Commissione europea che ha sbloccato gli aiuti all’Italia.

Secondo i dati Aefi, delle 172 fiere internazionali previste da qui a fine anno, è quello del tessile/abbigliamento/moda il settore più rappresentato con 28 manifestazioni, seguito da sport/hobby/intrattenimento/arte (26 manifestazioni) e food/bevande e ospitalità con 23 eventi. La Lombardia si conferma la prima regione per numero di fiere internazionali (50), seguita da Emilia-Romagna (42) e Veneto (23). Il settore primario domina tra gli eventi nazionali (49), seguito da sport e intrattenimento (40) e food/bevande e ospitalità (34).

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