Speranza: “Tampone per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta o Spagna. Stop a ingressi da Colombia”

I focolai di rientro del Covid-19 stanno diventando un problema in Italia: dopo che alcune Regioni hanno iniziato a introdurre l’obbligo di quarantena per chi arriva o rientra da Paesi europei a rischio, è arrivata ieri una nuova ordinanza del Ministero della Salute che prevede per chi rientra in Italia da Spagna, Grecia, Croazia e Malta o la certificazione di un test negativo fatto nelle ultime 72 ore o l’obbligo di tampone entro 48 ore dal rientro in Italia. L’ordinanza vale anche se si è stati in uno di questi 4 paesi nei 14 giorni precedenti. In precedenza Toscana, Puglia, Emilia Romagna, Campania e Sicilia avevano emesso ordinanze di obbligo di quarantena al rientro e altre regioni si stanno attrezzando con ordinanza simili, anche per predisporre le procedure per effettuare i test al rientro.

“Ho appena firmato una nuova ordinanza che prevede test molecolare o antigenico, da effettuarsi con tampone, per chi arriva da Croazia, Grecia,Malta e Spagna. Inoltre si aggiunge la Colombia alla lista dei Paesi per cui è previsto divieto di ingresso e transito” – ha spiegato su Facebook il ministro della Salute Roberto Speranza – “Dobbiamo continuare sulla linea della prudenza per difendere i risultati raggiunti negli ultimi mesi con il sacrificio di tutti”.

L’ordinanza arriva dopo l’intesa raggiunta tra Governo e Regioni in videoconferenza tra i governatori e i ministri Speranza e Boccia. Nella stesa ordinanza è stato anche inserito il divieto di ingresso in Italia per chi arriva dalla Colombia.

Secondo il testo, i passeggeri hanno l’obbligo di presentare al vettore, 72 ore prima dell’ingresso in Italia, i risultati di un test (molecolare o antigenico), effettuato attraverso un tampone e che deve risultare negativo. Inoltre, nel caso in cui ce ne sia la possibilità, c’è l’obbligo di effettuare il test al momento dell’arrivo in aeroporto, nel porto o nell’area di confine. In alternativa si può fare entro 48 ore dall’arrivo in Italia presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. In attesa del test è necessario sottoporsi a un isolamento fiduciario.

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