Studio ANEF–PwC: indotto turismo montano cinque volte superiore ai ricavi degli impianti

turismo montano

Il turismo montano si conferma uno dei principali motori economici dei territori alpini italiani. Ogni milione di euro di ricavi generati dagli impianti di risalita attiva infatti oltre 5 milioni di euro di spesa turistica sul territorio, quasi 8 milioni di euro di giro d’affari complessivo e più di 68 unità di lavoro annue a livello locale.

È quanto emerge dallo studio “L’economia della montagna. Impatti e sfide del sistema montagna in Italia”, realizzato da PwC Italia per ANEF – l’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari aderente a Confindustria – che analizza l’impatto socio-economico del turismo legato agli impianti di risalita nelle principali regioni alpine italiane: Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto e le Province autonome di Trento e Bolzano.

L’analisi arriva mentre Lombardia, Veneto e Trentino-Alto Adige sono al centro dell’attenzione internazionale per lo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici di Milano-Cortina 2026, contesto che conferma il ruolo strategico del sistema montagna nel sostenere l’economia dei territori, attivare filiere produttive e stimolare investimenti infrastrutturali di lungo periodo.

I dati evidenziano un effetto moltiplicatore rilevante. A fronte di 1,111 miliardi di euro di spesa turistica destinata agli impianti di risalita, principalmente per l’acquisto di skipass e servizi correlati, la spesa turistica complessiva sul territorio ha raggiunto 5,576 miliardi di euro al netto dell’IVA. Questo flusso economico ha generato 8,941 miliardi di euro di valore della produzione locale e sostenuto 75.236 unità di lavoro annue (ULA) tra occupazione diretta e indiretta.

L’impatto riguarda anche la fiscalità locale. Secondo lo studio, il sistema montano analizzato ha prodotto 548 milioni di euro di gettito fiscale destinato a Regioni, Province e Comuni delle aree alpine coinvolte. Tradotto su scala individuale, ogni giornata di sci registrata sugli impianti genera mediamente 15,5 euro di entrate fiscali locali per sciatore.

Un elemento centrale dell’analisi riguarda anche la capacità di investimento delle società di gestione degli impianti. Sulla base dei bilanci 2024, le imprese attive nei territori analizzati hanno destinato 291 milioni di euro alla realizzazione o al rinnovo delle infrastrutture, tra impianti di risalita, sistemi di innevamento, macchinari, mezzi tecnici e fabbricati. Questa cifra rappresenta il 94% degli investimenti infrastrutturali nazionali del settore nello stesso anno.

La distribuzione territoriale degli investimenti evidenzia una forte concentrazione nelle aree alpine: 30% nella Provincia autonoma di Bolzano, 27% a Trento, 21% in Lombardia, 13% in Valle d’Aosta e 9% in Veneto. Il rapporto tra valore generato e investimenti conferma l’elevata propensione allo sviluppo del comparto: per ogni milione di euro di valore della produzione generato dalle società di gestione, circa 250.000 euro vengono reinvestiti in infrastrutture.

Lo studio affronta anche il tema della sostenibilità ambientale del turismo montano. Secondo l’analisi, gli impianti di risalita incidono per circa il 6% delle emissioni di CO₂ attribuibili al turismo in montagna. L’introduzione di tecnologie più efficienti – come i sistemi Ecodrive per le seggiovie o i generatori ad alta efficienza per l’innevamento programmato – consente risparmi energetici che possono arrivare fino al 20%. Parallelamente cresce il ricorso all’energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili, segnale di un processo di modernizzazione delle infrastrutture che punta a rafforzare la competitività delle destinazioni alpine anche sotto il profilo ambientale.

Lo studio amplia infine lo sguardo al sistema montano italiano nel suo complesso. In Italia si contano circa 2.500 comuni montani, che occupano il 35% del territorio nazionale e ospitano oltre 7 milioni di abitanti, pari a più del 12% della popolazione italiana. In oltre la metà di questi comuni – il 51% – l’economia locale è fortemente legata al turismo, con una media di 17 presenze turistiche per abitante, più del doppio rispetto alla media nazionale.

Nel complesso, il sistema economico della montagna coinvolge 552 mila unità locali di imprese, di cui 171 mila artigiane, e impiega circa 1,8 milioni di addetti. Numeri che confermano il ruolo del turismo montano come leva di sviluppo per le economie locali e come fattore chiave per la competitività internazionale delle destinazioni alpine italiane.

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