Veratour punta sul target medio e rafforza il legame con le agenzie

Intervistato a Marsa Alam, il coCEO di Veratour Stefano Pompili spiega perché l’Egitto resta centrale nella strategia del tour operator e come le 1.500 agenzie Verastore continuino a generare il 90% delle vendite. Tra pricing accessibile, repeaters in crescita e un uso mirato dei social, Veratour difende il valore del segmento medio in un mercato sempre più polarizzato.

Per Stefano Pompili, coCEO di Veratour insieme al fratello Daniele, il rapporto con le agenzie non è solo un canale commerciale: è la struttura portante del modello di business. Lo ribadisce a Marsa Alam, dove il tour operator ha riunito circa 180 agenzie del circuito Verastore, parte di una rete complessiva di 1.500 punti vendita che generano il 90% del fatturato.

«Non ci sta stretto, anzi», chiarisce subito Pompili. «sono relazioni importantissime, costruite negli anni con le migliori agenzie italiane. Abbiamo scelto di lavorare con poche realtà, ma solide, che ci garantiscono una collaborazione forte e continuativa».

Il contesto non è casuale: l’Egitto è oggi la destinazione cardine della programmazione Veratour. «Per noi vale circa il 30% del fatturato e dei passeggeri», spiega Pompili. «Tre ore di volo, sole tutto l’anno e soprattutto un rapporto qualitàprezzo eccellente: è questo che ci permette di intercettare un cliente medio spendente che vuole andare al mare d’inverno con la famiglia». Una fascia di mercato che, in un settore polarizzato tra low cost e lusso, sembra restringersi. Ma proprio per questo l’Egitto continua a funzionare: «Una settimana per un adulto costa in media 1.1501.200 euro. Una famiglia di quattro persone, a marzo, può spendere 3.500 euro tutto incluso. È un prezzo che consente a molti di viaggiare».
La forbice dei consumi turistici, però, è evidente. «Se confrontiamo l’Egitto con destinazioni come Zanzibar, Madagascar o Maldive, parliamo di cifre completamente diverse», osserva Pompili. «Una famiglia rischia di arrivare a 10.000 euro. È un altro target, un’altra capacità di spesa». Ecco perché il Mar Rosso continua a essere un prodotto trasversale, capace di sostenere volumi importanti anche nei mesi invernali.

Un altro elemento chiave della crescita è la comunicazione digitale. Veratour investe sempre di più sui social, e non solo per parlare ai giovani. «Credo che oggi i social intercettino una clientela variegata, dai più giovani ai meno giovani», afferma Pompili. «Tutto ciò che avviene nei nostri villaggi viene raccontato online, e questo ha un impatto fortissimo. Il nostro tasso di repeaters supera il 43%: quattro clienti su dieci tornano in un Veraclub nei 18 mesi. È anche merito di un lavoro social fatto molto bene».
La fidelizzazione, però, non riguarda solo il cliente finale. Le agenzie restano il cuore della distribuzione Veratour, e il legame con loro è uno dei punti di forza dell’azienda. «Il nostro settore è profondamente legato alla relazione umana», sottolinea Pompili. «La fidelizzazione nasce da rapporti decennali, ma anche da un prodotto controllato, con un DNA chiaro: animazione, cucina italiana e assistenza. Questo dà alle agenzie la certezza di poter proporre un prodotto affidabile, che funziona e che genera ritorno».
In un mercato in continua evoluzione, Veratour sembra voler mantenere una rotta precisa: investire sul prodotto, rafforzare la relazione con le agenzie e presidiare i segmenti che garantiscono stabilità. L’Egitto, con il suo equilibrio tra qualità e accessibilità, resta il terreno ideale per farlo. E la risposta delle agenzie presenti a Marsa Alam conferma che la direzione è quella giusta.

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