Veratour rilancia sull’Egitto: in arrivo due nuovi villaggi e l’ipotesi di una nave sul Nilo

Alla convention di Marsa Alam, il tour operator ha presentato una programmazione 2026 sempre più centrata sull’Egitto, con l’apertura del Vita e dell’Utopia Blu e un potenziamento del volato Neos. I CEO Stefano e Daniele Pompili confermano la centralità delle agenzie, che oggi generano il 90% del fatturato.

L’annuncio è arrivato quasi con la naturalezza di una conversazione tra addetti ai lavori, ma può accendere l’interesse degli italiani che apprezzano l’Egitto: Veratour sta valutando l’ingresso diretto nel segmento delle crociere sul Nilo con una nave personalizzata, pensata per accompagnare la crescita dell’Egitto classico e intercettare una domanda culturale in forte espansione.ù

«Stiamo facendo dei pensieri su una nave nostra», ha spiegato Stefano Pompili, ceo dell’azienda romana insieme al fratello Daniele, durante la convention annuale che ha visto arrivare a Marsa Alam circa 200 agenzie del circuito Verastore.
Pompili ha asciato intendere che la navigazione tra Luxor e Assuan potrebbe diventare un tassello strategico della programmazione 2026–27. Un progetto che, se concretizzato, segnerebbe un’evoluzione significativa per un operatore storicamente legato al villaggismo, ma sempre più orientato a un’offerta diversificata e trasversale.

La scelta dell’Egitto come teatro della convention non è stata casuale. È la destinazione che più di ogni altra ha sostenuto la crescita del tour operator negli ultimi due anni, trasformandosi in un vero baricentro commerciale. Nel 2024 Veratour aveva registrato 45.500 passeggeri; nel 2025 è salita oltre quota 60.000, con un incremento del 33%. Per il 2026 è previsto un ulteriore +14%, sostenuto da un ampliamento dell’offerta e da un rafforzamento del volato. «Una pratica su tre arriva dall’Egitto», ha ricordato Pompili, sottolineando come il Mar Rosso continui a rappresentare un prodotto imbattibile per rapporto qualità-prezzo, stagionalità e accessibilità.

La convention ha permesso agli agenti di visitare in anteprima due novità di prodotto: il Vita Resort e l’Utopia Blu, entrambi all’interno di complessi più ampi ma con servizi dedicati e una forte impronta Veratour. L’Utopia Blu, in particolare, è stata percepita come un prodotto più raccolto, elegante e scenografico rispetto al Vita Resort. «Qui ti senti subito in una bomboniera», ha commentato una giornalista, mentre un altro collega ha sottolineato come «le camere siano da vero cinque stelle». Le impressioni raccolte sul campo confermano la volontà dell’operatore di intercettare una fascia di clientela più alta, senza rinunciare ai propri driver storici: cucina italiana, animazione, assistenza e miniclub. «Anche se la struttura fa parte di un complesso più ampio – ha spiegato Daniele Pompili – ai nostri ospiti garantiamo comunque i nostri standard; e per il cliente questo diventa un plus».

La discussione con la stampa ha toccato anche aspetti molto concreti, come la qualità del buffet, la resa dei primi piatti e persino il caffè, con osservazioni schiette ma utili per calibrare il prodotto in vista dell’apertura ufficiale. «Siete i primi che lo vedono come VeraClub Vita», ha ricordato Pompili, sottolineando come il confronto diretto con la stampa sia parte integrante del processo di affinamento.
Sul fronte commerciale, la convention ha ribadito il ruolo centrale delle agenzie partner. Il 90% del fatturato Veratour passa attraverso le 1.500 agenzie del programma “VeraStore”. Un modello di collaborazione che negli anni ha dimostrato di essere uno dei più solidi del settore. Lombardia, Veneto e Lazio restano i bacini principali, con quest’ultimo in particolare molto legato al Mar Rosso. «Il romano ama tantissimo il Mar Rosso», ha ricordato Pompili, spiegando come da Fiumicino partano voli sempre pieni, spesso anche più volte al giorno, e come molti clienti effettuino tre o quattro viaggi l’anno verso Sharm o Marsa Alam.

La convention è stata anche l’occasione per valorizzare i partner che sostengono la crescita del tour operator. Neos, Europ Assistance e l’Ente del Turismo Egiziano sono stati citati più volte come pilastri operativi e commerciali. Neos, in particolare, ha scelto di intervenire direttamente per spiegare le complessità tecniche che hanno caratterizzato l’ultimo anno nel mondo del trasporto aereo, soprattutto sul fronte dei motori Rolls-Royce dei Boeing 787. Il direttore commerciale della compagnia, Aldo Sarnataro, ha raccontato con trasparenza la sequenza di imprevisti ai quali la compagnia ha fatto fronte con soluzioni come i wet lease temporanei; e ha sottolineato che “per il 2026–27 si tornerà a operare esclusivamente con flotta propria”.

«Dobbiamo mantenere la promessa fatta al mercato», ha ribadito, evidenziando come la razionalizzazione dell’operativo sia ormai una priorità strategica.
Il tema del volato è particolarmente rilevante per le agenzie, soprattutto in un contesto in cui l’Egitto continua a essere la destinazione più richiesta. La capacità di garantire operativi stabili, aeromobili affidabili e una gestione puntuale delle irregolarità è diventata un elemento competitivo tanto quanto la qualità del prodotto a terra. In questo senso, la presenza di Europ Assistance ha rafforzato il messaggio legato alla protezione del viaggiatore, mentre l’Ente del Turismo Egiziano ha ribadito il proprio supporto allo sviluppo del Mar Rosso e dell’Egitto classico, destinazioni che stanno vivendo una fase di forte rilancio.

Sul piano strategico, Veratour continua a interrogarsi sul proprio posizionamento. Il marchio VeraClub resta fortemente associato alle famiglie, un’identità che rappresenta un vantaggio competitivo ma anche un limite quando si parla di target più giovani. L’azienda non esclude in futuro una linea dedicata, ma è consapevole che un’estensione diretta del marchio rischierebbe di snaturarlo. «Meglio pensare a un prodotto completamente diverso, se mai si farà», ha osservato uno dei CEO, lasciando intendere che il tema è aperto ma non prioritario.

In questo quadro, l’ipotesi della nave sul Nilo assume un valore simbolico oltre che commerciale. È il segnale di un operatore che, pur mantenendo una forte identità, sta ampliando il proprio raggio d’azione verso segmenti più culturali e più adulti, senza perdere il legame con le agenzie e con i partner storici. Un’evoluzione coerente con la crescita degli ultimi anni e con la centralità dell’Egitto, destinazione che – numeri alla mano – continuerà a essere il cuore della programmazione Veratour anche nel 2026.

Autore

  • Giampiero Moncada è un giornalista free lance con un'esperienza pluriennale nel settore del turismo e dell'informazione multimediale. Esperto nella produzione di video e nella gestione di uffici stampa, ha sviluppato una forte propensione per la narrazione multicanale, dalla radio alla televisione, dalla carta stampata al web. Nel corso della sua carriera ha collaborato con testate di rilievo come L’Espresso e ha seguito progetti di comunicazione strategica in diversi settori, dal turismo alla ristorazione, dai sistemi di pagamento alla tecnologia e al gaming.

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