Viaggi, dati e AI: il fondo TT2 va a caccia di startup B2B nel turismo

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TT2 – Travel Tech 2 entra nel mercato europeo con l’obiettivo di rafforzare la filiera tecnologica del turismo e riportare valore, competenze e controllo strategico in Europa. Il fondo di investimento internazionale, con sedi in Italia, Spagna e Olanda, si posiziona come attore specializzato nel TravelTech B2B e nelle soluzioni SaaS, puntando su startup capaci di incidere in modo concreto sui nodi strutturali del settore.

Il lancio di TT2 avviene in un momento in cui il turismo italiano ed europeo mostra indicatori di domanda molto solidi, ma continua a soffrire di una debolezza strutturale sul fronte del valore economico trattenuto. In Italia, ad esempio, il tasso medio di saturazione delle strutture ricettive tra fine 2025 e inizio 2026 ha superato il 47%, collocando il Paese davanti a competitor come Spagna e Francia. Un primato che però non si riflette negli incassi, ancora inferiori rispetto agli altri grandi player europei.

Alla base di questo squilibrio c’è una filiera fortemente dipendente da piattaforme tecnologiche, sistemi di distribuzione e infrastrutture digitali sviluppate e controllate in larga parte da operatori extraeuropei. Una dipendenza che pesa in modo particolare su un’offerta frammentata e a bassa intensità digitale, composta prevalentemente da operatori indipendenti che demandano all’esterno funzioni chiave come vendite, pricing, gestione del cliente e accesso ai dati.

È su questo terreno che interviene TT2, con una strategia di investimento mirata esclusivamente su startup B2B, evitando modelli B2C ad alta intensità di marketing. Il fondo seleziona soluzioni in grado di rafforzare l’infrastruttura tecnologica del turismo, con un focus trasversale sull’intelligenza artificiale come leva per automatizzare processi, migliorare l’efficienza operativa e restituire agli operatori il controllo dei dati.

«Serve un modello che rafforzi l’intero sistema, riducendo la dipendenza da soluzioni extraeuropee e creando le basi per una sovranità tecnologica nel turismo», spiega Leonardo Saroni, General Partner del fondo TT2 – Travel Tech 2. «La vera sfida non è aumentare i flussi, ma trattenere valore. Oggi il turismo genera ricchezza, ma una parte significativa viene assorbita da commissioni, fee di distribuzione e piattaforme esterne».

Il fondo affianca al capitale un supporto di tipo industriale. Le startup partecipate possono contare su un ecosistema composto da 85 investitori industriali provenienti da 15 Paesi, oltre a catene alberghiere, compagnie aeree e aziende tecnologiche. Un network pensato per accelerare la validazione sul mercato e l’adozione delle soluzioni sviluppate, riducendo il time to market e aumentando la scalabilità.

L’iniziativa di TT2 si inserisce in un contesto più ampio di attenzione istituzionale al tema della competitività digitale del turismo. La Legge di Bilancio 2026, sostenuta dal Ministero del Turismo, introduce infatti misure a favore del rafforzamento dell’infrastruttura tecnologica nazionale, riconoscendo il ruolo strategico dei dati e dei servizi integrati.

In uno scenario di crescita costante dei flussi turistici, TT2 punta a spostare il baricentro del dibattito dal numero di presenze alla qualità del valore generato. «Investire in tecnologia per il turismo significa difendere competitività, margini e occupazione qualificata», conclude Saroni. «È una scelta industriale prima ancora che finanziaria».

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