Punta sulla sinergia e sul business model integrato AG Group, che chiude il 2025 con un fatturato consolidato di 47,5 milioni di euro e prevede di raggiungere 88,8 milioni di euro nel 2026.
Un modello che punta a rafforzare la presenza alberghiera di AG Hotels nelle destinazioni italiane di grande appeal, a consolidare AG Hotel Consulting come partner di riferimento per la gestione e la trasformazione dell’ospitalità e a sviluppare AG Boutique Journey come piattaforma dedicata alle esigenze del viaggiatore internazionale di fascia alta.
Un traguardo ambizioso costruito su una strategia di crescita che combina espansione mirata, innovazione digitale e forte capacità operativa e sull’integrazione delle tre divisioni che operano insieme con l’obiettivo di migliorare l’esperienza dell’ospite e personalizzare i servizi grazie ad un uso sempre più evoluto della tecnologia.
Nello specifico, la divisione alberghiera ha chiuso il 25 con 30 milioni di fatturato e prevede di chiudere a 31,2 milioni con gli hotel esistenti, e fatturare ulteriori 32,4 milioni con le nuove aperture; AG Boutique Journey ha chiuso a 15 milioni e prevede di fatturare 22,40 milioni mentre la divisione AG Consulting ha chiuso a 2,5 milioni e prevede di chiudere il 2026 a 2,8 milioni con un incremento totale di 41,3 milioni.

Da sinistra, Matteo Moretti, Maria Chiara Picardi, Rocco Moscariello, Andrea Girolami, fondatore e Ceo di AG Group, e Pietro Moretti

Una storia lunga 25 anni

«AG Group rappresenta un’unica visione dell’ospitalità, – commenta Andrea Girolami, President & CEO di AG Group. – Cresciamo alzando l’asticella della qualità su tutta la filiera, con continuità e metodo. Quando le divisioni lavorano insieme, l’esperienza dell’ospite migliora, la performance diventa sostenibile e la reputazione si rafforza».
La storia di AG Group inizia nel 2000 con la creazione di RSI, tour operator incoming, cui si affianca la divisione hotellerie nel 2011, con l’apertura del primo hotel nella zona di Termini a Roma, The Independent Hotel.
Nel 2018 il gruppo gestiva 16 strutture a 4 e 5 stelle, «che hanno dettato le regole a Roma sul segmento Boutique Hotel», afferma Girolami.
Ultima nata la divisione Consulting, nata piano piano grazie alle relazioni di Girolami con vari albergatori che gestivano strutture molto diverse fra loro, dai B&B ai 5 stelle, e che chiedevano a Girolami di aiutarli con la loro expertise.
Con la cessione dell’hotel Tornabuoni di Firenze, parte dell’Unbound Collection di Hyatt, comincia una nuova fase, con una riorganizzazione societaria che ha consentito al gruppo di concentrarsi sul riposizionamento verso l’upscale e upper upscale.

La terrazza del Thompson Rome by Hyatt che aprirà all’inizio del 2026

Le novità del 2026

Lo dimostrano le strutture in gestione diretta che apriranno nel 2026, che saranno 5 stelle L, con Roma, l’Umbria e il Salento come territori d’elezione per lo sviluppo del brand.
Grande attesa per il Thompson Rome by Hyatt, che sarà il primo ad aprire le porte, portando in Italia per la prima volta l’iconico brand newyorchese. L’hotel, 5 stelle da 69 camere, porta in Italia il concept lifestyle nel palazzo che fu la sede storica del PCI, in via delle Botteghe Oscure. Il design degli interni è affidato allo Studio Linda Boronkay di Londra.
Altra partnership quella con Accor, con cui è stato creato il brand Emblems Collection: tre le strutture suddivise fra Puglia, con Masseria Furnirussi nel Salento, con 38 camere, la cui ristrutturazione è affidata allo studio di architettura e contact DeTales, la Toscana, con Palazzo Solzini Malavolti, a Siena, che sorge in un vastissimo territorio coltivato a fichi, il più grande d’Europa, che sarà affidato a Spagnulo & Partners, e l’Umbria con il Borgo Tre Vaselle. Un hotel con 52 camere e un centro conferenze per 200 persone, che ben interpreta la strategia volta a valorizzare contesti extra urbani di pregio in territori in grado di offrire esperienze autentiche e uno stretto rapporto con la natura. Non è ancora stato scelto il brand cui sarà affiliato.
All’inizio del 2027 aprirà, sempre in Umbria, il Relais San Clemente, un ex monastero benedettino di Perugia che avrà 51 camere e nove ville indipendenti. L’interior design è affidato allo Studio Aelan by Giada Gemignani.

Relais San Clemente, Perugia. Apertura all’inizio del 2027

Il valore dei brand internazionali

«All’inizio volevamo solo strutture white label – afferma Girolami – ma oggi riteniamo che l’affiliazione a grandi brand internazionali sia una scelta in grado di accelerare il processo di crescita attraverso la brand recognition sui mercati internazionali».
Rafforza il concetto Maria Chiara Picardi, Director of Sales, Marketing & PR. «La scelta di affiliarsi a grandi brand internazionali nasce da una visione precisa di crescita e dalla consapevolezza del valore strategico, commerciale e promozionale che i grandi gruppi alberghieri sono in grado di offrire. Per AG Group – continua Picardi – l’affiliazione non è mai stata una rinuncia all’identità, ma uno strumento per rafforzarla e portarla su un palcoscenico internazionale in modo strutturato e competitivo. Il nostro percorso è iniziato nel 2021 con Hyatt, con cui abbiamo aperto due hotel, e prosegue oggi con Accor attraverso l’ingresso di tre alberghi nella Emblems Collection. Sono esperienze diverse e complementari: Hyatt ha una fortissima penetrazione nel mercato americano, Accor è più radicata in Europa. In particolare, l’apertura del primo hotel a Roma con Hyatt ci ha garantito una visibilità straordinaria, sia come gruppo sia in termini di posizionamento e risultati economici. Quel percorso, seppur caratterizzato da complessità operative e standard elevatissimi, ha rappresentato un passaggio chiave nella nostra crescita e ci ha portato a scegliere di aprire un secondo hotel a Roma, il Thompson Rome».

Palazzo Sozzini Malavolti, Siena. Apertura alla fine del 2026

AG Hotels oggi

La vista dal The Glam Hotel

I nuovi hotel completano la collezione dei sei hotel 4 stelle di Roma, tutti in posizioni strategiche della capitale, tra Villa Borghese, Via Veneto, Via Nazionale, Piazza di Spagna e la Stazione Termini.
Molti sono dotati di terrazze panoramiche con ristorante, destinati a creare valore aggiunto anche in ambito eventi e ristorazione.  
The Tribune Hotel – JdV by Hyatt, elegante boutique hotel con rooftop panoramico su Terrazza Borghese, fortemente orientato al mercato statunitense
The Style Hotel, nel cuore del Tridente, indirizzo raffinato nel distretto della moda romana
The Glam Hotel, affacciato su Via Nazionale, con Terrazza Monti e vista sulla città
The Guardian Hotel, boutique hotel contemporaneo con Terrazza Costanza, a pochi passi da Termini
The Independent Hotel, flagship storico del gruppo, recentemente rinnovato, con Terrazza Cielo e vista sulle Terme di Diocleziano
The Republic Hotel, city hotel contemporaneo pensato per leisure e business traveller
«Roma è il nostro laboratorio quotidiano, – spiega Matteo Moretti, Operations Manager di AG Hotels. – Qui misuriamo performance, standard di servizio e aspettative di una domanda internazionale molto esigente. Nel 2025 l’occupazione media ha superato l’85%, con un focus primario sul viaggiatore individuale e mercati chiave come Stati Uniti, Regno Unito, Italia e, per alcune strutture, Corea del Sud e Canada».

Thompson Rome by Hyatt

Gi sviluppi futuri

Con una pipeline di sviluppo che guarda al 2030, AG Hotels punta a costruire una selezione di indirizzi luxury e lifestyle capaci di interpretare in modo contemporaneo l’ospitalità italiana, unendo identità dei luoghi, qualità del servizio e solidità gestionale.
Sul piano di medio-lungo periodo, AG Group punta a raggiungere una capacità complessiva di circa 1.000 chiavi entro il 2028, attraverso un totale di 16 hotel, confermando una strategia di crescita progressiva e ben governata.
A supporto di questo percorso, AG Group potrà contare su una struttura che passerà dagli attuali 260 collaboratori a oltre 560 persone nel 2026, grazie all’apertura delle nuove strutture.

La Terrazza Borghese dell’hotel The Independent

Autore

  • Laureata in Geografia, giramondo e appassionata di fotografia, Roberta F. Nicosia parla quattro lingue ed è la nostra inviata speciale. A dieci anni, complice la copia di National Geographic che ogni mese trovava sulla scrivania e i filmini Super8 del papà, sapeva già dove erano il Borobudur, Borocay o Ushuaia e sognava di fare il reporter. Sono suoi quasi tutti gli articoli sulle destinazioni e le foto apparsi sul nostro Magazine. Dopo una parentesi con ruoli manageriali nel campo della comunicazione e dell’advertising, si è dedicata alla sua vera passione e negli ultimi vent’anni ha collaborato con riviste leisure come Panorama Travel, D di Repubblica, AD, specializzandosi poi nel MICE con reportage di viaggio, articoli su linee aeree e hotellerie. È stata caporedattore e direttore di diverse riviste di questo settore, e ha pubblicato una trentina di Guide Incentive con la collaborazione degli Enti del Turismo italiani.

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