Altro che calamite: il 62% degli italiani sceglie souvenir da gustare

souvenir cibo

Non più oggetti standardizzati, ma esperienze che continuano anche dopo il rientro. I viaggiatori italiani stanno cambiando il modo di ricordare le proprie vacanze: il 62% preferisce acquistare prodotti gastronomici o accessori da cucina come souvenir. È quanto emerge dalla ricerca “Travel Predictions 2026” commissionata da Booking.com, che evidenzia una crescente attenzione verso il cibo come elemento identitario del viaggio.

Il fenomeno riflette un’evoluzione più ampia del turismo esperienziale. Ingredienti locali, ricette tradizionali e specialità tipiche diventano strumenti per prolungare il viaggio nel tempo. Non si tratta solo di consumo, ma di memoria culturale. Dalle conserve portoghesi alle spezie turche, fino allo street food italiano, il souvenir diventa un’estensione dell’esperienza vissuta.

Palermo, laboratorio di street food e tradizioni mediterranee

Tra le destinazioni più rappresentative spicca Palermo. La città si conferma uno dei poli gastronomici più rilevanti del Mediterraneo, grazie a una stratificazione culturale che unisce influenze arabe, normanne e spagnole. I mercati storici, come Ballarò e la Vucciria, rappresentano il cuore pulsante della scena culinaria locale.

Qui il viaggio si sviluppa attraverso i sapori: arancine, panelle, sfincione e dolci alle mandorle si affiancano a conserve artigianali e creme di pistacchio. Il turista diventa parte attiva del processo, assaggiando prima di acquistare. L’esperienza gastronomica si integra con quella urbana, tra architetture barocche e scorci sul mare.

Porto, tra tradizione conserviera e cultura del vino

Nel nord del Portogallo, Porto mantiene un forte legame con la propria storia marittima. La città è nota per il vino Porto e per la produzione di conserve di pesce, un settore che ha segnato l’economia locale nel Novecento.

Il quartiere Ribeira, patrimonio UNESCO, offre un contesto ideale per un turismo che combina degustazione e scoperta culturale. Le conserve, insieme al vino, diventano i principali souvenir gastronomici. La sera, la tradizione del Fado completa l’esperienza, rafforzando il legame tra cibo, musica e identità locale.

Istanbul, il mercato come esperienza sensoriale

A Istanbul il cibo è parte integrante della vita quotidiana e dell’attrattività turistica. Il Bazar delle Spezie rappresenta uno dei luoghi simbolo, con una varietà di prodotti che spaziano da spezie e frutta secca a dolci e formaggi.

Il processo di acquisto è fortemente esperienziale. I visitatori si muovono tra le bancarelle degustando prima di scegliere, spesso negoziando il prezzo. L’offerta gastronomica si inserisce in un contesto storico di rilievo, tra la Hagia Sophia e le crociere sul Bosforo, contribuendo a un’esperienza complessiva articolata.

Pasadena, tra food scene urbana e prodotti iconici

Negli Stati Uniti, Pasadena si distingue per una scena gastronomica dinamica. Old Pasadena ospita centinaia di ristoranti, mentre il primo punto vendita di Trader Joe’s rappresenta una tappa simbolica.

Qui il souvenir si declina anche in chiave contemporanea: non solo cibo, ma prodotti iconici del retail alimentare, come condimenti e snack. L’esperienza urbana, caratterizzata da architetture storiche e spazi pedonali, completa l’offerta.

Oaxaca, identità indigena e sapori complessi

In Messico, Oaxaca si conferma una delle capitali gastronomiche più rilevanti. Il mole, preparato con spezie, erbe e cioccolato, rappresenta il simbolo della cucina locale.

Il Mercado 20 Noviembre offre un’immersione totale tra degustazioni e acquisti. Tra i prodotti più richiesti figurano spezie, cioccolato artigianale e mezcal, il distillato di agave che identifica la regione. Il turismo gastronomico si intreccia con esperienze culturali, come i tour di street art e le visite alle distillerie.

Tainan, capitale culinaria di Taiwan

In Asia, Tainan è considerata la capitale gastronomica di Taiwan. La città offre una cucina basata su ingredienti freschi e tradizioni radicate. Tra i piatti più diffusi figurano i noodles Danzai e gli involtini di gamberi.

Il turismo gastronomico si sviluppa anche attraverso eventi come il festival Yanshui Beehive Fireworks, dove il cibo diventa elemento centrale della celebrazione. Il tè Oolong rappresenta uno dei principali souvenir, insieme ai servizi tradizionali per la degustazione.

Un trend che ridefinisce il concetto di souvenir

La ricerca evidenzia un cambiamento strutturale nelle abitudini dei viaggiatori. Il souvenir non è più un oggetto decorativo, ma un’esperienza da replicare. Il cibo diventa veicolo di memoria, identità e narrazione del viaggio.

Il dato del 62% conferma una tendenza destinata a consolidarsi. In un contesto in cui il turismo è sempre più orientato all’esperienza, il gusto emerge come uno degli strumenti principali per prolungare il valore del viaggio nel tempo.

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