Business travel, meno trasferte e più strategia: il mercato vira verso il valore

Il commento di Andrea Piccinelli (SAP Concur) ai dati dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano7

Il mercato italiano dei viaggi d’affari rallenta e cambia paradigma. La nuova edizione dell’Osservatorio Travel Innovation del Politecnico di Milano fotografa un 2025 ancora in crescita per ospitalità e trasporti, ma con un ritmo più contenuto rispetto agli anni precedenti. Il Business Travel registra invece una flessione del 3% e una riduzione del numero complessivo di trasferte.

Non si tratta, secondo gli analisti, di un semplice assestamento ciclico. Il calo delle missioni segnala una selezione più rigorosa delle occasioni di viaggio e una revisione strutturale delle policy aziendali.

«Il settore sta passando da una logica di volume a una logica di valore», osserva Andrea Piccinelli, Head of SAP Concur Italy. «Le imprese non rinunciano alle relazioni, ma scelgono con maggiore consapevolezza quando e perché spostarsi. Ogni trasferta deve avere obiettivi chiari e misurabili».

Parallelamente, accelera l’adozione dell’intelligenza artificiale. Un viaggiatore su tre utilizza strumenti di IA generativa per pianificare i propri spostamenti e l’85% li considera strumenti rilevanti. Il quadro, tuttavia, resta articolato: l’Osservatorio evidenzia investimenti in aumento ma ritorni disomogenei, con risultati ancora difficili da misurare. È il cosiddetto “AI Paradox”, in cui l’entusiasmo tecnologico non sempre si traduce in benefici tangibili per le organizzazioni.

«L’intelligenza artificiale non è più una promessa, ma non è ancora una leva pienamente governata», prosegue Piccinelli. «Nel travel & expense management l’obiettivo è trasformare i dati in decisioni più efficaci: dalla previsione dei costi alla compliance automatica delle policy, fino alla tutela del viaggiatore. L’AI produce valore solo se sostenuta da dati affidabili, regole chiare e metriche condivise».

In questo scenario, il Business Travel assume una dimensione strategica. Non è più una funzione amministrativa, ma un elemento che incide su produttività, sostenibilità, sicurezza e benessere organizzativo. La contrazione delle trasferte brevi e ripetitive, sostituite da viaggi pianificati e ad alto contenuto relazionale, indica una maggiore maturità del sistema.

«La trasformazione è prima di tutto decisionale», conclude Piccinelli. «Non si tratta di aumentare il numero dei viaggi, ma di migliorarne qualità e impatto. Dati, governance e intelligenza artificiale devono diventare il perno delle scelte. Chi non si adegua rischia di rimanere ai margini di un settore che sta ridefinendo le proprie regole».

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