Carnevale 2026 da record: 1,2 miliardi di giro d’affari. Ecco dove si sposta il turismo

Mentre cala il sipario sulle sfilate e i carri allegorici, l’industria del turismo italiano tira le somme di un’edizione straordinaria. Con oltre 5 milioni di pernottamenti, il settore segna un +8% rispetto al 2025. Ma la vera notizia è il cambio di rotta dei flussi: ecco cosa succederà a marzo.

Si è chiuso ufficialmente ieri, con il Martedì Grasso, uno dei periodi più redditizi per il turismo invernale italiano. Secondo le prime stime elaborate dagli osservatori regionali e dalle associazioni di categoria, il Carnevale 2026 ha generato un impatto economico diretto di 1,2 miliardi di euro, confermandosi un pilastro fondamentale per il primo trimestre dell’anno.

I Numeri del Successo: Venezia e Viareggio tengono, ma i Borghi corrono

Se le “Grandi Sorelle” del Carnevale hanno confermato la loro leadership, il 2026 verrà ricordato come l’anno del decentramento turistico.

  • Venezia e Viareggio: Hanno registrato il sold-out nelle strutture alberghiere con 3 settimane d’anticipo. Venezia, in particolare, ha beneficiato di una gestione dei flussi più fluida grazie alla nuova piattaforma di prenotazione integrata.
  • L’ascesa dei Borghi: La vera sorpresa arriva dai centri minori. Località come Putignano, Acireale e Fano hanno visto un incremento di visitatori stranieri (soprattutto da Francia e Germania) del 15%. Il turista cerca “l’autenticità” del rito antropologico oltre allo spettacolo del carro.
  • Spesa pro-capite: In aumento la spesa media per i servizi ancillari (guide, laboratori di maschere, degustazioni enogastronomiche), segno che il viaggiatore non vuole solo guardare, ma partecipare.

Cosa succede da domani? Il “Pivot” verso il benessere

Oggi, 18 febbraio, con l’inizio della Quaresima, il mercato cambia pelle. Esaurita la spinta del divertimento “chiassoso”, la domanda si sta già spostando verso segmenti diametralmente opposti.

  1. Turismo del Silenzio e Retreats: Le ricerche su Google per “weekend benessere” e “eremi digital detox” sono impennate del 40% nelle ultime 48 ore. La Quaresima viene letta in chiave laica come periodo di “purificazione” e ricarica fisica.
  2. Focus sulle Terme: Umbria, Toscana e Slovenia sono le destinazioni più cliccate per il mese di marzo. Le strutture che offrono pacchetti “remise en forme” post-eccessi carnevaleschi registrano già ottimi tassi di occupazione.
  3. Early Booking per la Pasqua: Con la Pasqua che cade alta (5 aprile), il bilancio positivo del Carnevale sta spingendo gli italiani a confermare subito le vacanze di primavera per evitare i rincari dell’ultimo minuto.

Per chi gestisce strutture ricettive o servizi turistici, il messaggio è chiaro: la stagionalità si sta frammentando. Non esiste più il “vuoto” tra Carnevale e Pasqua. Il viaggiatore del 2026 usa queste settimane per il turismo esperienziale lento. È il momento di spingere sulle offerte “Mid-week” e sui pacchetti legati alla natura e all’enogastronomia stagionale (fioriture, erbe spontanee, percorsi outdoor).

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