Il Capodanno Lunare si apre il 17 febbraio e segna l’inizio di una delle ricorrenze più sentite in Asia, tra rituali collettivi, tradizioni familiari e una cucina carica di significati simbolici. È un momento che unisce spiritualità e convivialità, ma anche un potente richiamo turistico. Secondo una ricerca commissionata da Booking.com, il 36% degli italiani sceglie le destinazioni di viaggio anche per scoprire le tradizioni gastronomiche locali.
In occasione dell’Anno del Cavallo, l’attenzione si concentra su alcune mete dove i piatti tipici delle festività diventano esperienza culturale e attrattore internazionale. Non semplici specialità, ma ricette tramandate di generazione in generazione, pensate per augurare prosperità, abbondanza e rinnovamento.
Yangshuo, il pesce simbolo di abbondanza
Nella regione cinese del Guangxi, Yangshuo celebra il Capodanno con lo yu, il pesce il cui nome richiama in mandarino la parola “abbondanza”. Servito intero, spesso appartenente alla famiglia delle carpe, rappresenta unità e completezza. Una parte viene lasciata volutamente nel piatto: è un gesto simbolico, per assicurare prosperità anche nei mesi a venire.
Durante le celebrazioni, i ristoranti lungo il fiume propongono pesce al vapore aromatizzato con zenzero, cipollotto e salsa di soia. Le strade si riempiono di lanterne rosse e danze del leone, mentre il paesaggio carsico e le escursioni sul fiume Yulong completano un’offerta che combina natura e tradizione.
Jeonju, la zuppa che segna un anno in più
In Corea del Sud, Jeonju è considerata la capitale gastronomica del Paese. Qui il piatto simbolo del Capodanno è il tteokguk, zuppa di tortine di riso che rappresenta longevità e rinnovamento. Consumare questa pietanza equivale simbolicamente a compiere un anno in più.
Le fettine ovali di riso ricordano antiche monete e rafforzano l’augurio di ricchezza. A Jeonju il piatto viene preparato con brodo limpido di manzo e guarnito con striscioline di uovo, alghe e carne affettata, spesso secondo ricette familiari custodite nel tempo.
Il Jeonju Hanok Village, con le sue abitazioni tradizionali in legno, diventa il cuore delle celebrazioni, tra rituali ancestrali, performance culturali e mercati gastronomici.
Ipoh, il rito collettivo dello yu sheng
In Malesia, a Ipoh, il Capodanno riflette la forte eredità culturale cinese della città. Protagonista è lo yu sheng, insalata di pesce crudo dai colori vivaci che viene “lanciata” in aria durante il rituale del loh hei. Il gesto collettivo, accompagnato da auguri pronunciati ad alta voce, è considerato di buon auspicio per successo e prosperità.
Ogni ingrediente ha un significato preciso: le verdure indicano crescita, le salse simboleggiano dolcezza e ricchezza. I ristoranti locali reinterpretano il piatto con ingredienti regionali, mentre i mercati notturni e l’architettura coloniale britannica arricchiscono l’esperienza urbana.
Huế, il bánh chưng tra cielo e terra
Nel Vietnam centrale, Huế celebra il Tết con il bánh chưng, torta di riso quadrata ripiena di fagioli mung e maiale, avvolta in foglie di banana. La forma quadrata rappresenta la terra, mentre la variante rotonda richiama il cielo.
La preparazione è un rituale collettivo che coinvolge più generazioni, impegnate nell’avvolgimento e nella lunga cottura, talvolta per un’intera notte. Oltre alle tavole imbandite, la città si anima con mercati floreali, offerte agli antenati e visite ai templi.
Dalla Cina alla Corea, dalla Malesia al Vietnam, il Capodanno Lunare conferma il ruolo del cibo come leva di attrazione turistica e strumento di racconto del territorio. Non è solo una festa. È un’esperienza culturale che passa attraverso il gusto e che, anno dopo anno, continua a spostare viaggiatori alla ricerca di tradizioni autentiche.

