L’Italia si conferma, anche nel 2026, la regina indiscussa del turismo extralberghiero, con il massimo numero di posti letto disponibili in Europa tra appartamenti, case vacanza e b&B. Tuttavia, il tempo dei “proprietari improvvisati” è ufficialmente terminato. Le nuove normative introdotte quest’anno hanno trasformato il settore della gestione affitti brevi in un ecosistema dove la conformità legale e l’efficienza digitale non sono più opzionali, ma i binari su cui corre la redditività.
Il nuovo scenario fiscale: la regola dei 2 immobili
Dal 1° gennaio 2026, il legislatore italiano ha tracciato una linea netta per distinguere chi “arrotonda” da chi fa impresa. La soglia della presunzione di imprenditorialità è stata abbassata:
- Fino a 2 immobili: È possibile operare come privato. La cedolare secca resta al 21% sul primo immobile (scelto dal contribuente) e sale al 26% sul secondo.
- Da 3 immobili in su: Scatta l’obbligo di Partita IVA. L’attività viene considerata imprenditoriale a tutti gli effetti, richiedendo l’iscrizione alla Camera di Commercio e la presentazione della SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al SUAP del proprio Comune.
Sicurezza e identità: CIN e dotazioni obbligatorie
La trasparenza è il mantra del 2026. Non esiste annuncio online o targa fisica che possa prescindere dal CIN (Codice Identificativo Nazionale). Questo codice univoco, che ha armonizzato i vecchi CIR regionali, è la carta d’identità della struttura e serve a contrastare l’abusivismo. Inoltre, tutte le unità destinate ad affitti brevi devono ora rispettare standard di sicurezza paragonabili agli hotel:
- Rilevatori di fumo e monossido di carbonio installati e funzionanti.
- Estintori portatili certificati (almeno uno per piano o ogni 200 mq).
Gli strumenti del mestiere: l’ecosistema digitale
Per scalare l’attività senza impazzire tra messaggi e scadenze, la tecnologia è l’unica alleata possibile. Gestire affitti turistici richiede oggi un set di strumenti integrati che lavorino in sinergia.
1. Il PMS (Property Management System)
È il cuore pulsante dell’attività. Un software gestionale centralizza le comunicazioni con gli ospiti, i report finanziari e i calendari di pulizia. Permette di gestire tutte le prenotazioni e automatizzare l’invio delle schedine alloggiati alle autorità e la comunicazione dei dati ISTAT, compiti che un tempo richiedevano ore di lavoro manuale.
2. La distribuzione multicanale
Essere presenti su più portali di prenotazione è fondamentale per massimizzare l’occupazione. Tuttavia, il rischio di overbooking è sempre dietro l’angolo. Per questo motivo, confrontare i migliori channel manager per case vacanze è un passaggio obbligato: questi strumenti sincronizzano in tempo reale calendari e tariffe su tutte le piattaforme online, garantendo che una data venduta su un portale venga istantaneamente chiusa su tutti gli altri.
3. Pricing dinamico
L’epoca dei listini stagionali fissi (alta/bassa stagione) è finita. Gli host più performanti utilizzano algoritmi di Dynamic Pricing che analizzano la domanda locale, gli eventi in città e l’occupazione della concorrenza per suggerire il prezzo ottimale per ogni singola notte.
4. Domotica e check-in automatizzato
Le serrature intelligenti (smart locks) e le tastiere numeriche permettono agli ospiti di entrare in autonomia a qualsiasi ora. Questo non solo migliora l’esperienza dell’ospite, ma elimina i costi e le perdite di tempo legati alla consegna fisica delle chiavi. Sempre più alloggi inoltre offrono strumenti domotici dalla semplice Alexa a sistemi di intrattenimento avanzato e di gestione di luci, aria condizionata, tapparelle e tv da un unico dispositivo o con comandi vocali. La progressiva introduzione dell’AI renderà sempre più naturale interagire con questi sistemi.
Il ruolo delle prenotazioni dirette
Nel 2026, la vera indipendenza si ottiene disintermediando. Mentre i grandi portali restano vetrine essenziali, creare un sito web proprietario dotato di un motore di prenotazione (booking engine) permette di risparmiare sulle commissioni (che possono arrivare al 20%) e di instaurare un rapporto diretto con il cliente per futuri soggiorni.
“Il segreto del successo non è più solo la posizione dell’immobile, ma la fluidità dell’esperienza digitale che offrite prima ancora che l’ospite varchi la soglia.”
L’avvio di un’attività di affitti turistici richiede oggi un approccio analitico. Chi saprà coniugare il calore dell’ospitalità tradizionale con l’efficienza delle nuove tecnologie non solo sopravviverà alle nuove normative, ma guiderà il mercato dei prossimi anni.
Checklist: come avviare l’attività in 7 passi
Se hai un appartamento e vuoi iniziare domani, ecco la tua tabella di marcia “all’italiana”:
- Verifica Condominiale: Controlla che il regolamento di condominio non vieti esplicitamente l’attività di affitto breve (deve essere un divieto approvato all’unanimità).
- Adeguamento Tecnico: Installa rilevatori di gas/CO ed estintori certificati. Assicurati che gli impianti (elettrico e termico) siano a norma.
- Richiesta CIN: Accedi alla piattaforma nazionale per ottenere il tuo Codice Identificativo Nazionale.
- Adempimenti Comunali: Presenta la comunicazione di locazione turistica (o la SCIA se sei un professionista) al tuo Comune di residenza.
- Accreditamento in Questura: Richiedi le credenziali per il portale Alloggiati Web per la segnalazione obbligatoria degli ospiti entro 24 ore dall’arrivo.
- Configurazione Software: Scegli un sistema integrato (PMS + Channel Manager) per gestire pagamenti, contratti e flussi di comunicazione.
- Sito Web e Prenotazioni Dirette: Crea una tua vetrina digitale per permettere agli ospiti di prenotare senza pagare le commissioni dei grandi portali, aumentando così il tuo margine netto.

