Cosa Fitur 2026 insegna alla meeting industry, dalla gestione crisi all’indotto territoriale

Fitur 26 mice crisis management

Fitur Madrid si è chiusa con oltre 250.000 visitatori, 10.000 aziende provenienti da 160 Paesi e un indotto economico di 487 milioni di euro per la capitale spagnola. Ma l’edizione 2026 passerà alla storia per una lezione brutale: come gestire una crisi improvvisa senza perdere il passo.
L’incidente ferroviario di Adamuz, con 42 vittime e tre giorni di lutto nazionale, ha coinvolto aziende chiave come Renfe e Iryo, impedendo a molti operatori di raggiungere la fiera. Ne sono derivati cambi di programma significativi: un’apertura sobria con minuto di silenzio, la cancellazione di forum ed eventi pubblici, drappi neri e assenze in alcuni spazi espositivi e inevitabili defezioni istituzionali.
Eppure, Fitur ha retto, trasformando il lutto in un simbolo di resilienza settoriale e riorganizzando la scaletta dell’evento. Emblematica la presenza dei Reali di Spagna, intervenuti il secondo giorno per rendere omaggio alle vittime allo stand dell’Andalusia.

Crisis management: la fiera non si ferma, si adatta

In un mondo segnato da imprevisti — pandemie, alluvioni, tragedie — Fitur ha dimostrato che il vero event manager ha sempre un piano B pronto: analisi real-time della situazione, comunicazione empatica e pivot rapido su format digitali o ibridi.
«Una crisi non cancella un evento, lo ridefinisce: usa il silenzio per umanizzare il brand e i dati per riorganizzare i flussi, mantenendo intatto il core business», ci ha spiegato tra uno stand e l’altro Fabrizio Todisco, consulente ed event manager con centinaia di eventi curati e ideatore di format di successo.

Business che intrattiene: dal padiglione al palcoscenico

Fitur ha saputo bilanciare la sobrietà con sezioni tematiche come FITUR TechY, Woman, Sports e Cruises, fondendo B2B ed experience: showcooking, demo in realtà virtuale, panel su sostenibilità e format di networking in stile “speed dating”.
Il risultato? Non solo contratti, ma engagement, user-generated content e viralità sui social.
«Una fiera business vince se sa intrattenere senza distrarre: micro-esperienze legate ai trend globali — ibrido, inclusione, tecnologia — trasformano i visitatori in advocate. Quando si progettano questi format bisogna massimizzare sia il ROI sia la community», ha proseguito Todisco.

Legame con il territorio: l’evento come motore economico

Madrid ha incassato 487 milioni di euro grazie a un ecosistema collaudato: hotel sold-out, ristorazione al massimo regime, trasporti potenziati e flussi verso le attrazioni locali. Fitur non è solo una fiera, ma un catalizzatore economico per un settore che vale l’8,7% del PIL regionale, con un gettito fiscale annuo di circa 10 miliardi di euro legato al turismo. La Comunità di Madrid ha promosso partnership pubblico-private, legando gli stand a itinerari enogastronomici e culturali.
Secondo Todisco «La fiera non è più una vetrina, ma un acceleratore di business. L’event manager deve diventare un experience strategist e l’evento deve generare indotto condiviso, co-progettando con i destination manager e tracciando gli impatti con dati geolocalizzati. Così una fiera diventa legacy».

Cinque mosse per dominare fiere ed eventi nel 2026

Abbiamo quindi chiesto a Fabrizio Todisco di condividere cinque consigli per essere al passo con le ultime tendenze del mondo delle fiere e degli eventi corporate:

  • Dallo stand al journey: abbandona il booth statico e progetta micro-esperienze data-driven: campagne di attivazione, QR code per lead magnet personalizzati e sessioni one-to-one. Ma soprattutto pianifica l’evento con largo anticipo, definendo obiettivi, KPI, target e flussi di ingaggio. Oggi il valore si costruisce prima della fiera, non aspettando il visitatore, ma attraverso una strategia pre-evento fatta di inviti mirati, teaser e un’agenda già chiusa.
  • Post-evento come nuova frontiera: utilizza l’automation per convertire i contatti in opportunità entro 90 giorni, con follow-up mirati e newsletter segmentate.
  • Format LAB per lead caldi: co-progetta corner sperimentali dove offrire formazione e contenuti, testare prototipi e raccogliere insight direttamente dai decision maker.
  • Risk management: prepara piani B con streaming ridondanti e metriche cross-channel per gestire gli imprevisti senza perdere momentum.
  • Territorio come alleato: lega l’evento a narrazioni locali (food, cultura, sostenibilità) per differenziarti e amplificare la presenza sui social.

«Se stai comprando metri quadri invece di conversazioni continue, il problema non è il budget, ma il format. Io aiuto le aziende a riprogettare la presenza fieristica in vere macchine da lead, con ROI tracciabile e storie che vendono da sole: dall’allestimento all’esperienza», ha concluso Todisco, che ha progettato la presenza in fiera di diverse aziende italiane nelle ultime edizioni di FITUR nonché in altri appuntamenti fieristici internazionali.

Autore

  • Qualitytravel.it è il più letto web magazine indipendente b2b della travel & event industry. Fornisce news e analisi su turismo, business travel, marketing ed eventi: un punto di vista autorevole sui trend di settore e un utile strumento di lavoro per oltre 100mila lettori mensili. Scopri di più nel nostro Mediakit Il nostro impegno è quello di fornire un’informazione puntuale su novità del comparto, raccontare case study e consigli utili per l’attività quotidiana, offrire uno spaccato del mondo del lavoro e notizie di attualità su business, marketing, bandi e gare di settore. Consideriamo quello del turismo e degli eventi un unico grande settore da approcciare con una visione globale e non di parte, mostrando il fenomeno nel suo complesso, senza le distorsioni che avvengono quando si vuole parlare di una sola parte della filiera. Per restare sempre aggiornato iscriviti alla Newsletter

    Visualizza tutti gli articoli