Oltre 90 minuti di audizione al Senato lo scorso 5 maggio per il ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini insieme al sottosegretario Lorenza Bonaccorsi in cui ha risposto alle principali domande sulla situazione critica del turismo. Il video completo è visionabile a questo link. Questi i punti salienti degli interventi:

A LAVORO PER ESTENDERE CREDITO IMPOSTA AFFITTI A ALBERGHI

“IlGoverno è al lavoro per estendere il credito d’imposta per i canoni di locazione agli alberghi. La misura, che sarebbe inserita nel dl Maggio (ex dl Aprile), “comprenderà tutte le aziende del settore turistico, non solo alle strutture ricettive”.

Si sta ragionando su un credito di imposta o ristoro in proporzione all’affitto pagato.

SETTORE IN GINOCCHIO, STATO EMERGENZA NON ADATTO

“Il turismo è in ginocchio. Tutti i settori sono colpiti” dalla crisi Coronavirus, ma “alcuni avranno tempi di ripresa più veloci, alcuni, tra cui il turismo soprattutto, rimarrà colpito più a lungo. Serve un impegno di straordinarietà di interventi e misure”. “Non è stato dichiarato lo stato emergenza del settore perchè siamo in stra-crisi, cioè oltre la crisi. Lo strumento si adotta quando c’è un’ordinarietà del sistema e un settore è in crisi e dalla possibilità di andare in deroga su alcuni contributi e regole europee. Qui siamo ben oltre. Lo strumento adatto non è lo stato di crisi ma interventi concreti”.

BONUS È TAX CREDIT SPENDIBILE IN STRUTTURE RICETTIVE

“Il bonus vacanze di cui si parla in realtà è un tax credit per famiglie sotto una soglia di reddito, in base all’Isee, medio-basso, che varierà in base al numero dei componenti del nucleo familiare. La somma andrà spesa entro il 2020 in tutte le strutture ricettive. Abbiamo scelto le strutture ricettive perché devono comunicare entro 24 ore i dati anagrafici dell’ospitato alla questura e pagare la tassa di soggiorno. Questo assicura l’assoluta trasparenza dell’utilizzo del credito di imposta”.

AL LAVORO PER VACANZE, MA SARANNO DIVERSE PRESTO PROTOCOLLI SICUREZZA CTS

“Stiamo lavorando perché le vacanze si possano fare, ma saranno vacanze diverse. Ho chiesto al Comitato tecnico-sceintifico prescrizioni di sicurezza per tutti i settori del mio ministero, da teatri, cinema e musei per consentire aperture in sicurezza e li ho chiesti anche per il turismo. Credo che la risposta arriverà in tempi molto molto brevi e serviranno anche per chi non aprirà domani ma ha bisogno di sapere per tempo le misure da adottare”. Il ministro ha poi sottolineato che saranno adottati sostegni per adeguare le strutture alle prescrizioni sanitarie.

Non si è fatta attendere la risposta delle associazioni. Per Luca Patanè di Confturismo – Confcommercio “Siamo ai tempi supplementari: con la stagione estiva alle porte, attività ancora chiuse e neanche un’ idea sulle date di possibile riapertura, le misure che chiediamo da due mesi per il settore devono arrivare ora, o sarà troppo tardi: indennizzi sulle perdite, un fondo speciale per il rilancio del settore in emergenza, estensione e adeguamento del credito d’imposta sulle locazioni di immobili strumentali e un intervento efficace sulle concessioni demaniali dove si svolgono attività del turismo”. Ma non è tutto – aggiunge Patanè – Serve una programmazione sul modello spagnolo, che ci dica ora, con ragionevole certezza, quando potremo tornare ad operare. E basta con i provvedimenti a macchia di leopardo. Il turismo si fa su scala nazionale ed internazionale e non è compatibile con i confini degli Stati chiusi e le limitazioni agli spostamenti tra Regioni.” 

Per Aica Confindustria Alberghi “La considerazione riportata martedì 5 maggio dal Ministro Franceschini nel corso dell’audizione alla 10° Commissione Industria, commercio e turismo del Senato che sembra escludere categoricamente l’ipotesi di un piano di supporto agli investimenti per riqualificare le strutture ricettive italiane: è ulteriore motivo di preoccupazione per il settore e per le altre filiere coinvolte”.

“In questa fase – prosegue la nota di AICA – l’impegno delle aziende si concentra su un unico obiettivo, rinascere più forti di prima per uscire da una crisi che ormai blocca l’operatività da oltre due mesi. Fornire liquidità al settore attraverso una soluzione ad hoc per gli italiani in vacanza e promuovere le nostre destinazioni al mercato interno è utile ma certamente non indispensabile per un segmento che ricordiamo pesa il 13% del Pil nazionale. Nessuna misura da sola può bastare a risollevare le sorti di un sistema economico ma certamente fornire specifici incentivi agli alberghi può aiutare il settore anche e soprattutto a sostenere tutti i lavoratori e le tante famiglie che vivono di turismo. I mesi di lockdown hanno pesato come macigni sull’intero comparto e riconoscere una misura che favorisca un’offerta di qualità per il prossimo futuro ci sembra doveroso. Per questo ci auguriamo che la scelta del Ministro venga rivista e corretta prima del tanto atteso decreto di aprile (ormai maggio)”.

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