La nuova stagione turistica ripresenta le ben note difficoltà legate al reperimento di personale nel mondo del turismo e della ristorazione, in particolar modo in un settore specifico come il turismo esperienziale che si fonda sulla presenza di professionisti in grado di garantire anche sostenibilità e cura del territorio. Lo rileva FederTerziario, organismo datoriale che accoglie circa 85mila imprese sul territorio nazionale, evidenziando che i dati Anpal registrano una domanda di oltre 750mila unità nel commercio e nel turismo nel quinquennio 2023-2027.
“Dopo la pandemia una serie di lavoratori, usciti dal turismo – spiega Emanuela D’Aversa, responsabile ufficio relazioni industriali FederTerziario -, si sono riallocati in altri settori per cui ancora oggi è molto difficile reperire figure quali camerieri e personale di sala, barman, aiuto cuoco, receptionist. Un problema che si ripresenta puntuale ogni anno e che avrebbe bisogno di trovare delle contromisure adeguate che, attraverso la formazione, possano convogliare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, puntando sulle competenze green, anche in ragione della sempre maggiore attenzione del cliente a queste tematiche”.

Un focus specifico merita il cosiddetto turismo esperienziale che si basa sulla conoscenza di un Paese o di uno specifico territorio attraverso l’esperienza diretta e in profondità della sua storia e del suo tessuto sociale, oltre che degli aspetti paesaggistici, artistici e culturali. È un segmento in grande crescita – gli addetti ai lavori stimano un business mondiale di 180 miliardi di dollari all’anno – che però necessità di figure formate in grado di gestire una clientela esigente e particolarmente attenta all’ambiente.

“Il cosiddetto turismo esperienziale – prosegue l’esponente di FederTerziario – è uno dei settori che investe di più in sostenibilità e digitalizzazione; saranno, e in parte sono già, proprio le figure professionali con tali competenze quelle più ricercate dalle imprese: voyage designer, trend setter, eco tour guide o personal eco trainer, specialista in contabilità verde, il responsabile degli acquisti green”.

Il futuro è scritto nei percorsi di formazione e nel ruolo ponte degli organismi datoriali: FederTerziario, sul fronte della formazione e della riduzione del mismatch territoriale, ha sperimentato con successo un modello virtuoso tramite l’accordo con l’Unione Albergatori e Pubblici Esercenti altoatesini che si è concretizzato, lo scorso anno, con l’invio di studenti siciliani in Trentino Alto Adige per completare il percorso di formazione con prospettive di trovare lavoro oppure rientrare nel proprio territorio con competenze acquisite.

“È fondamentale puntare su percorsi scolastici e formativi – conclude la responsabile dell’ufficio relazioni industriali – in grado di formare le figure professionali funzionali al mercato del lavoro, così come è necessario farlo in tempi brevi in un’ottica di collaborazione tra pubblico e privato”. Sempre secondo il report Unioncamere-ANPAL, il mismatch tra domanda e offerta di profili green cresce all’aumentare dell’intensità dell’importanza con cui sono richieste queste particolari competenze. Nello specifico, si rileva una difficoltà di reperimento delle competenze green per il 33,8% delle entrate, quota che arriva al 36,9% in caso di elevato grado di importanza.   

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