Se il buongiorno si vede dal mattino, il nuovo governo Draghi non comincia nel migliore dei modi: l’esecutivo non ha ancora la fiducia del Parlamento, ma ha confermato lo stesso ministro della Salute Speranza che, alla vigilia della riapertura degli impianti sciistici prevista dal 15 febbraio, ne ha prolungato la chiusura fino al 5 marzo, con il benestare del presidente del consiglio incaricato, e buttando all’aria i preparativi di strutture ricettive e ristoranti, nonché le prenotazioni già effettuate e i viaggi già programmati nelle ultime due settimane di febbraio.
“Il Comitato Tecnico Scientifico ha valutato che non ci sono le condizioni per riaprire” è la laconica giustificazione al provvedimento che non ammette repliche, visto l’avanzare progressivo della variante inglese del covid-19 e la temuta terza ondata del virus.

Tutti gli interlocutori istituzionali stanno però facendo notare che non è possibile prendere certe decisioni dalla sera alla mattina dopo che erano stati addirittura approvati nuovi protocolli per riaprire. Il CTS che smentisce se stesso: approva dei protocolli che considera sicuri, ma poi ammette che non sono così a prova di bomba. Un modo di operare che abbiamo visto troppe volte nel corso del Governo Conte e che non vorremmo vedere riproposto ancora: inutile annunciare ristori che coprono solo una parte delle prenotazioni perse, quando il tempo buttato a lavorare a vuoto non lo ripagherà nessuno. Le Regioni sono sul piede di guerra per l’ennesimo sgambetto subito all’economia e fa piacere vedere il futuro ministro del turismo Garavaglia solidale con le istanze degli enti regionali. Ma già sappiamo che la solidarietà non basta: per non far cadere l’economia nel baratro serve il coraggio di far riaprire in sicurezza, permettere di convivere con il virus con i protocolli che lo stesso CTS ha già approvato e accelerare con la campagna vaccinale per evitare la quarta ondata in autunno.

Critiche sono arrivate da tutte le associazioni di settore:

“Con il cambio di Governo ci aspettiamo  innanzitutto un  cambio di passo verso un maggiore rispetto degli operatori – dichiara la Presidente di Federturismo Confindustria Marina Lalli – Non sono più accettabili  queste modalità di procedere, chiediamo maggiore chiarezza, trasparenza e regole certe”.

“E’ stato lo Stato che ci ha dato il via libera – dichiara Valeria Ghezzi, presidente ANEF, Associazione nazionale esercenti impianti a fune – naturalmente nel pieno rispetto delle normative. Siamo furiosi, sembra una presa in giro. Ci aspettiamo almeno che l’ultima frase del comunicato stampa del Governo in cui si impegna a compensare al più presto gli operatori del settore con adeguati ristori” abbiamo rapido seguito”.

“Con quest’ultimo colpo si completa un anno intero di blocco per il turismo, sostanzialmente senza soluzione di continuità. Bloccare l’apertura degli impianti sciistici la sera prima dell’annunciata apertura è un messaggio negativo per il Paese. Ora si volti pagina rimettendo subito il turismo al centro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza ma ancora più urgente è completare in tempi rapidissimi il passaggio delle consegne dal MIBACT al nuovo Mistero del Turismo per non fermare le assegnazioni di aiuti alle imprese del settore fissate per legge che già sono in ritardo di mesi” commenta il presidente di Confturismo Confcommercio Luca Patané.

Condividi: